La mindfulness, letteralmente “consapevolezza”, è la pratica di portare attenzione al momento presente, con intenzione e senza giudizio. Si coltiva attraverso momenti di meditazione, che non prevedono la necessità di “svuotare la mente”, ma ci invitano ad imparare ad osservare pensieri e sensazioni nel momento presente, senza lasciarci travolgere da essi.
Originaria delle tradizioni orientali, la mindfulness oggi è studiata e applicata anche in ambito psicologico e clinico. Ricerche dimostrano che riduce lo stress, migliora la concentrazione e favorisce la regolazione emotiva. È un allenamento mentale che ci insegna a vivere con maggiore equilibrio e presenza.
Può essere praticata ovunque e bastano pochi minuti al giorno; scegliere di dedicarsi ad una sessione di mindfulness in ambienti naturali, come sulla battigia o immersi nell’acqua, può creare un’opportunità unica per rigenerarsi e connettersi con la natura.
C’è un filo invisibile che ci lega al mare, a partire da uno degli atti più semplici e al contempo fondamentali che compiamo in modo inconscio almeno 17000 volte al giorno: respirare. Circa il 50% dell’ossigeno che respiriamo proviene dall’oceano, grazie al processo di fotosintesi operato da fitoplancton, alghe e cianobatteri.
Ovunque siamo, ogni respiro che compiamo durante la giornata ci riporta al mare, anche se ci troviamo lontani dalla costa. Praticare mindfulness respirando consapevolmente e intenzionalmente significa riconoscere questo legame vitale: l’oceano entra in noi e noi torniamo a lui.
Questa consapevolezza non solo ci avvicina al mare, ma ci ricorda anche quanto sia urgente prendercene cura. Contribuire alla salute dell’oceano significa, letteralmente, agire in modo attivo per garantire la nostra stessa sopravvivenza.
Guardare il mare può diventare un esercizio di meditazione: osservare le onde che continuamente arrivano, si infrangono e si ritirano, per poi tornare ad incontrare la costa con più o meno potenza, ci aiuta a comprendere meglio anche i movimenti della nostra mente. Come le onde, anche i nostri pensieri nascono, crescono, si dissolvono, mutano ed evolvono.
La ricerca scientifica ha dimostrato che trascorrere tempo vicino all’acqua ha effetti benefici sul nostro benessere psicofisico, riducendo i livelli di cortisolo, “l’ormone dello stress” che, se presente in quantità eccessive nel nostro organismo, causa effetti negativi come stanchezza, aumento di peso, problemi di sonno, acne e aumento della pressione. Non solo, studi affermeano che la vicinanza con l’ambiente marino migliori anche l’umore e stimoli creatività e concentrazione.
Praticare mindfulness davanti al mare permette di allenarsi a “lasciare scorrere”, a ritrovare uno spazio di quiete dentro di noi e con l’ambiente che ci circonda, in cui il mare non è solo un luogo esterno, ma anche un paesaggio interiore da rispettare e di cui avere cura, individualmnte e collettivamente.
Per avvicinarsi alla mindfulness non serve essere esperti. Ecco alcuni esercizi semplici da provare, che coinvolgono vista, udito e tatto:
• Respiro delle onde: seduto in riva al mare, inspira quando l’onda arriva ed espira quando si ritira. Concentrati sul ritmo naturale del movimento ondoso, lasciando andare le distrazioni che potresti incontrare fuori e dentro di te.
• Ascolto silenzioso: chiudi gli occhi e cerca di percepire tutti i suoni dell’ambiente che ti circonda: il sibilare del vento, lo sciabordio dell’acqua, il frusciare della vegetazione. Rimani in ascolto per alcuni minuti, lasciando che ogni suono ti accompagni alla scoperta del momento presente.
• Passeggiata consapevole: cammina lentamente sulla battigia, concetrandoti sul percepire la sabbia o i sassolini sotto ai tuoi piedi e l’acqua che lambisce le caviglie. Ogni passo è un atto di presenza, nel qui e ora.
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Andare “nel profondo” ci permette di imparare ad ascoltare: noi stessi, il nostro respiro e il mare. Significa coltivare presenza e gratitudine, trasformando piccoli gesti quotidiani in un atto di cura verso noi stessi e l’ambiente.
La mindfulness ci ricorda che ogni onda, ogni respiro, ogni momento può essere un invito a rallentare, osservare e connetterci con ciò che conta davvero. Il mare diventa così un maestro di consapevolezza da proteggere concretamente, perchè nel profondo, noi siamo mare e il futuro del mare dipende da noi.
Come tante gocce che si uniscono, insieme possiamo generare un’onda inarrestabile di cambiamento positivo, promuovendo l’importanza del mare e le soluzioni di cui disponiamo per cambiare rotta:
• https://lucadivenanzio.it/mindfulness-al-mare-un-approccio-rigenerante/
• https://it.wikipedia.org/wiki/Mindfulness
• https://www.stateofmind.it/mindfulness/
• Kabat-Zinn, J. (1994). Wherever You Go, There You Are: Mindfulness Meditation in Everyday Life. Hyperion.
• Creswell, J. D. (2017). Mindfulness Interventions. Annual Review of Psychology, 68, 491–516.
• Field, C. B., Behrenfeld, M. J., Randerson, J. T., & Falkowski, P. (1998). Primary production of the biosphere: Integrating terrestrial and oceanic components. Science, 281(5374), 237–240.
• Falkowski, P. G. (2012). Ocean science: The power of plankton. Nature, 483, S17–S20.
• White, M. P., Alcock, I., Wheeler, B. W., & Depledge, M. H. (2010). Would You Be Happier Living in a Greener Urban Area? Psychological Science, 22(12), 1211–1217.
• Nichols, W. J. (2014). Blue Mind. Little, Brown and Company.