Autrice: Sara Allahverdiyeva
I detergenti sono agenti chimici utilizzati per rimuovere grasso, sporco e altre impurità, scomponendole e rendendole solubili in acqua. A differenza del sapone, che è composto da oli e grassi naturali, i detergenti sono prodotti a partire da derivati petrolchimici.
La composizione dei detergenti varia in base al loro scopo e allo stato fisico. I principali componenti chimici includono tensioattivi (anionici e non ionici, che riducono la tensione superficiale dell’acqua facilitando la rimozione delle impurità), fosfati (che ammorbidiscono l’acqua prevenendo la formazione di calcare e migliorando l’efficacia del lavaggio), enzimi (che decompongono le proteine), agenti sbiancanti, fragranze sintetiche e conservanti.
Per garantire un’elevata efficacia, i detergenti sono formulati per essere alcalini, con un pH compreso tra 7 e 10. Un pH più alto rende il prodotto più efficace, ma anche più aggressivo.
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I detergenti possono raggiungere gli ecosistemi marini in diversi modi, principalmente a causa delle attività umane. Le principali vie di contaminazione sono:
• Scarico delle acque reflue: dopo l’uso domestico o industriale, i detergenti finiscono nelle acque che confluiscono negli impianti di trattamento. Se queste acque non vengono adeguatamente purificate, i detergenti possono disperdersi in laghi, fiumi, mari e oceani.
• Barche e navi: I detergenti utilizzati per pulire imbarcazioni e piattaforme offshore spesso vengono scaricati direttamente in mare.
• Dilavamento superficiale: I detergenti usati all’aperto, ad esempio in agricoltura o per pulizie, possono essere trasportati nelle acque superficiali dalla pioggia o dallo scioglimento della neve.
Come accennato in precedenza, i detergenti contengono fosfati, tensioattivi e agenti sbiancanti. Questi componenti chimici sono molto dannosi per gli organismi acquatici. I fosfati sono tra i principali responsabili dell’eccesso di nutrienti nel mare, che può innescare il processo di eutrofizzazione e favorire la proliferazione algale. Inoltre, la composizione aggressiva dei detergenti altera lo strato di muco degli organismi marini, riducendo così la biodiversità e la popolazione di pesci.
Esaminiamo ciascuno di questi impatti più nel dettaglio:
• Eutrofizzazione: Il processo di eutrofizzazione è aggravato dai fosfati presenti nei detergenti, che in media costituiscono dal 35% al 75% della loro composizione. Quando i fosfati entrano nell’oceano attraverso i detergenti, agiscono come nutrienti, alimentando la proliferazione di microalghe e macroalghe. Un’eccessiva proliferazione algale porta a una riduzione dell’ossigeno disponibile e riduce la penetrazione della luce solare nell’acqua. Inoltre, con la decomposizione delle alghe, viene consumato ancora più ossigeno, creando “zone morte” dove gli organismi non possono sopravvivere. La perdita di ossigeno altera l’ecosistema marino, influenzando la catena alimentare, le popolazioni di pesci, le alghe, le fanerogame marine e altri organismi che dipendono da livelli adeguati di ossigeno nell’acqua.
Nonostante molti paesi abbiano introdotto regolamentazioni sul contenuto di fosfati nei detergenti, la loro composizione rappresenta ancora una grave minaccia per gli ecosistemi marini e la vita acquatica.
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• Formazione di schiuma: Il processo di formazione della schiuma si verifica a causa dei tensioattivi presenti nella composizione dei detergenti, che costituiscono circa il 15% – 26% della loro formulazione. I tensioattivi riducono la tensione superficiale dell’acqua, favorendo la formazione di schiuma quando questa si mescola con l’acqua sulla superficie del mare. Strati spessi di schiuma bloccano la luce solare, impedendo che raggiunga le piante e gli organismi marini. La schiuma può anche avere effetti dannosi sulla vita marina: ad esempio, gli abitanti del mare possono ingerirla, oppure essa può distruggere le membrane mucose protettive di pesci e altri organismi acquatici, causando la loro morte e una diminuzione della popolazione. Ridurre la concentrazione di tensioattivi nei detergenti è un passo cruciale per mitigare gli effetti negativi sull’ecosistema marino.
• Tossicità acquatica: gli sbiancanti presenti nei detergenti sono altamente tossici per la vita marina. I detergenti a base di cloro possono influire negativamente sulla salute dei pesci, danneggiando le loro branchie. Inoltre, alcuni sbiancanti, come l’ipoclorito di sodio, possono rilasciare gas cloro nell’acqua, altamente tossico per gli organismi marini. Alcuni sottoprodotti degli sbiancanti, come certi composti clorurati, possono persistere negli ambienti marini e avere effetti a lungo termine sugli ecosistemi. Ad esempio, possono bioaccumularsi nella catena alimentare, riducendo l’immunità della fauna marina e causando fallimenti riproduttivi. Inoltre, gli sbiancanti uccidono i batteri marini essenziali nel ciclo dell’azoto, nella regolazione dei nutrienti, alla base della catena alimentare e, dunque, fondamentali per la salute degli ecosistemi marini.
• Inquinamento da plastica: Gli imballaggi in plastica sono comunemente utilizzati per i detergenti e, a causa di processi di smaltimento impropri o della limitata disponibilità di riciclaggio, finiscono spesso in discariche o nell’oceano. Con il degrado della plastica, si formano microplastiche – piccole particelle di plastica di dimensioni inferiori ai 5 millimetri. L’ingestione di piccole particelle di plastica può causare danni interni agli intestini e al fegato degli organismi marini. Inoltre, i composti chimici presenti nella plastica, come plastificanti e stabilizzanti, possono essere tossici per la vita marina, poiché possono accumularsi negli organismi e trasferirsi lungo la catena alimentare.
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Utilizzare detergenti biodegradabili, privi di fosfati, tensioattivi e sbiancanti, può ridurre significativamente l’impatto di questi prodotti sugli ecosistemi marini. Questi detergenti contengono componenti di origine vegetale, che si decompongono rapidamente in natura senza conseguenze negative. È inoltre importante prestare attenzione agli imballaggi: materiali come carta, cartone o plastica riciclata sono opzioni sostenibili. Anche ricaricare i contenitori invece di acquistarne di nuovi aiuta a ridurre i rifiuti di plastica monouso.
• Detergent Disposal into Our Environment and Its Impact on Marine Microbes | IOP Conference Series: Earth and Environmental Science https://iopscience.iop.org/article/10.1088/1755-1315/97/1/012030/pdf
• What are microplastics? | National Ocean Service https://oceanservice.noaa.gov/facts/microplastics.html
• What is a dead zone? | National Ocean Service https://oceanservice.noaa.gov/facts/deadzone.html
• How our detergent footprint is polluting aquatic ecosystems | • Down To Earth https://www.downtoearth.org.in/water/how-our-detergent-footprint-is-polluting-aquatic-ecosystems-77935
• Liquid detergent composition | https://g.co/kgs/oFWPsyR
• The pH Levels in your Laundry Products | A cleaner World
https://acleanerworld.com/blog/ph-levels-your-laundry-products