Il Plastic Free July è, ad oggi, un movimento globale che mira a sensibilizzare sull’uso della plastica, specialmente quella monouso. Nasce come una challenge, quella di produrre meno rifiuti in plastica possibile per tutto il mese di luglio, sfidandosi a trovare alternative plastic free ed ecologiche. È quindi un’iniziativa senza scopo di lucro, che mette al centro il consumatore e che invita a una riflessione sul proprio stile di vita: “be part of the solution”, recita il claim della campagna. Ad oggi, sono “parte della soluzione” 326 milioni di persone provenienti da 177 paesi diversi, che hanno deciso non solo di partecipare a questa challenge, ma anche di intraprendere un percorso di vita fatto di scelte alternative.
La plastica è un materiale con caratteristiche straordinarie, nato per durare nel tempo. Il problema sorge quando si è passati dal produrre 15 milioni di tonnellate di plastica negli anni ’60, ai 310 milioni attuali: ne consumiamo troppa. Ma non solo: il 40% dei prodotti in plastica viene utilizzato una sola volta.
Il risultato è che ogni anno riversiamo nei nostri mari 8 milioni di tonnellate di plastica, che non si decompongono ma, anzi, si raccolgono in zuppe di plastica (la più grande e tristemente famosa è la Great Pacific Garbage Patch) e si frammentano in micro e nanoplastiche, inabissandosi nei fondali marini ed entrando a far parte della catena alimentare di numerosi animali.
Riciclare la plastica è fondamentale, ma non è la soluzione: attualmente al mondo ricicliamo solo il 9% di questo materiale, mentre il 12% viene incenerito. Molte tipologie di plastica, come poliaccoppiati, plastiche miste e ciò che non è imballaggio sono difficilmente riciclabili e il processo potrebbe essere più costoso e dispendioso che ripartire dalla materia vergine. Purtroppo il 79% della plastica che utilizziamo finisce in discariche a cielo aperto, inquinando terra, fiumi e mari e rappresentando, di conseguenza, una grave minaccia per la salute di animali, piante e persone.
Plastiche e microplastiche sono arrivate ovunque, anche sulla nostra tavola: senza nemmeno accorgercene, rischiamo di ingerire circa 5 grammi di plastica a settimana, ovvero l’equivalente di una carta di credito.
È stato stimato, inoltre, che se continuiamo a produrre e consumare plastica con i ritmi attuali, è possibile che nel 2050, a parità di peso, nei nostri mari ci sarà più plastica che pesce.
Foto via Unsplash
Occorre rivalutare l’uso che facciamo della plastica e ripartire dalla regola delle 5 R:
1. RIDURRE: riduciamo il consumo di plastica e la produzione di rifiuti, a partire dall’origine;
2. RIUTILIZZARE: riutilizziamo la plastica in modo che ogni oggetto abbia una nuova vita;
3. RICICLARE: smaltiamo correttamente i prodotti, per permettere il riciclo della materia prima in maniera ottimale;
4. RACCOGLIERE: in spiaggia, in montagna o per le strade delle nostre città, raccogliamo i rifiuti plastici dispersi e smaltiamoli negli appositi contenitori della raccolta differenziata;
5. RACCONTARE: facciamo sapere ad amici, parenti, grandi e piccini l’importanza di un utilizzo corretto della plastica, per imparare ad amare e rispettare il mare.
Illustrazione di Worldrise
Ecco qualche spunto pratico per affrontare al meglio questo mese plastic-free:
• Bando ai sacchetti monouso: ricordiamoci la shopper di tela! È molto più comoda e resistente di una borsa di plastica e può essere riutilizzata infinite volte.
• Utilizziamo la borraccia, evitando le bottiglie in plastica. Possiamo scegliere di consumare l’acqua direttamente dal rubinetto, inserendo dei filtri, oppure di recarci alle casette dell’acqua, dove disponibili.
• No agli imballaggi: per esempio, quando facciamo la spesa scegliamo prodotti sfusi oppure optiamo per il vuoto a rendere.
Esistono moltissimi prodotti per il beauty packaging-free: solidi oppure refill, che ci permettono di evitare i flaconi. Lo stesso vale anche per i detersivi.
• Per non disperdere in lavatrice le microplastiche derivanti dai tessuti sintetici, durante i lavaggi utilizziamo la guppyfriend, un sacchetto in tela che riduce la quantità di microfibre rilasciate in acqua dai nostri indumenti.
• Informiamoci: il vero cambiamento nasce dalla consapevolezza!
• I numeri della plastica nel mondo, report 2019
• “No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People” condotta dall’Università di Newcastle e commissionata dal WWF