Blue Growth

Un Mare d’Europa: il Green Deal nel mondo blu

Autrice: Sara Parigi

In occasione del progetto di Worldrise Un Mare d’Europa, facciamo il punto sulle politiche introdotte dall’UE per la protezione degli oceani.

La qualità della nostra vita è strettamente legata alla salute del nostro Pianeta: fortunatamente, l’Europa se n’è accorta e sta agendo di conseguenza. Con il Green Deal, un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, l’UE dal 2019, sotto la presidenza di Ursula von der Leyen, ha varato una serie di interventi per un futuro sostenibile.

La Prima Legge Europea sul Clima (Regolamento UE 2021/1119) è stata approvata nel 2021 e definisce chiari obiettivi da raggiungere: il piano prevede cambiamenti in ambito economico, energetico e industriale, operando una transizione pulita che protegga le persone e il Pianeta, solida ed equa da un punto di vista sociale. Per adesso la Commissione ha già stanziato 275 miliardi di euro in investimenti puliti e 20 miliardi di euro per la diversificazione delle economie e la riqualificazione dei lavoratori, puntando a ridurre le emissioni nette di almeno il 55% entro 2030. Ha inoltre previsto un fondo a sostegno dei Paesi colpiti da emergenze legate al clima. L’intenzione è quella di mobilitare almeno 1 trilione di euro di investimenti sostenibili entro fine decennio.

L’oceano è sicuramente una componente fondamentale per la vita sul nostro Pianeta ed è dunque prioritario includerlo in iniziative politiche di protezione ambientale: proprio per la sua importanza, l’Unione Europea ha dedicato al mondo blu sia norme specifiche che paragrafi di convenzioni a più ampio spettro. Vediamo dunque insieme di cosa trattano!

REPowerEU

Le emissioni di CO2 sono la causa principale del riscaldamento globale, che ha impatti negativi sulla salute dell’intero Pianeta e, nello specifico, anche dell’oceano. L’Europa si sta impegnando attivamente per ridurre i livelli di anidride carbonica in atmosfera, svincolandosi sempre più dai combustibili fossili. Nel 2022, successivamente all’invasione russa dell’Ucraina, è stato lanciato il piano REPowerEU, con l’obiettivo di tutelare i cittadini e le imprese dalle carenze energetiche. Ciò non ha avuto solo implicazioni politiche, riducendo la dipendenza energetica dalla Russia,  ma anche sul fronte ambientale sono stati fatti enormi passi in avanti: infatti, per diversificare le forme di approvvigionamento, sono state potenziate le fonti rinnovabili, che forniscono energia sicura, pulita e sostenibile. 

Foto via Unsplash

Dal 2022, l’UE:
• ha raddoppiato la quantità di energia solare prodotta rispetto al 2019,
• ha raggiunto un record di quasi 338 GW di nuova capacità di energia solare installata, 
• ha aumentato la capacità eolica di 234 GW, facendo sì che nel 2023 l’eolico superasse il gas nella produzione di elettricità,
è arrivata al 47% dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

Nel novembre 2023 è poi entrata in vigore una nuova direttiva, che punta ad aumentare la quota di rinnovabili nel consumo energetico complessivo (elettrico, termico, carburanti,…), arrivando al 42,5% entro il 2030, con l’ambizione di raggiungere il 45%. La normativa prevede inoltre l’accelerazione delle autorizzazioni per le tecnologie a impatto zero e facilitazioni per i veicoli elettrici.

ZERO POLLUTION ACTION PLAN

L’inquinamento coinvolge ogni settore della biosfera, terrestre e marino: in particolare, ogni anno più di 8,8 milioni di tonnellate di plastica raggiungono l’oceano, e di queste l’80% deriva da fonti terrestri. Anche altre forme di inquinamento, come gli sversamenti di idrocarburi o l’inquinamento acustico, minacciano il mondo sommerso.

Con lo Zero Pollution Action Plan e altre norme ad esso collegate, l’Unione si impegna entro il 2030 ad accelerare la riduzione dell’inquinamento alla fonte, con l’obiettivo di migliorare la qualità di aria, acque e suolo. Per quanto riguarda il comparto acquatico, in particolare, l’UE mira a ridurre i rifiuti di plastica in mare del 50% e le microplastiche rilasciate nell’ambiente del 30%. Inoltre, vuole ridurre della metà l’uso di pesticidi chimici, andando ad agire anche contro il problema dell’eutrofizzazione, il processo di alterazione delle acque causato da una presenza eccessiva di nutrienti, come azoto e fosforo.

Il tema della plastica in mare è sempre stato uno dei punti chiave dell’azione di Worldrise, che attraverso progetti come Batti5 e No Plastic More Fun, ha promosso negli anni il consumo consapevole, il riciclo della plastica e l’eliminazione del monouso, anticipando prima e promuovendo poi le battaglie dell’Unione europea.

Foto via Unsplash

PROTEGGERE LA BIODIVERSITÀ

La biodiversità marina è un valore inestimabile e anche in questo campo l’UE ha varato alcune norme per la sua salvaguardia. In linea con il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, approvato durante la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità del 2022 (COP15), l’Europa si impegna a proteggere almeno il 30% delle aree marine e terrestri e a garantire che almeno il 10% di tali aree, comprese le foreste primarie esistenti e gli altri ecosistemi ricchi di carbonio, risulti strettamente protetto. Worldrise ha partecipato ufficialmente ai lavori della Conferenza come observer e con l’Alleanza 30×30 Italia  contribuisce all’applicazione di questo target di protezione nelle acque italiane.

Inoltre, sono state approvate anche leggi specifiche per la tutela delle singole specie in pericolo di estinzione, fra cui:
• la Direttiva Habitat, che mira a salvaguardare flora e fauna selvatiche attraverso la rete Natura 2000 (costituita da Siti di Importanza Comunitaria e Zone Speciali di Conservazione) e una rigida tutela delle specie. Tra gli animali da proteggere inseriti nell’elenco della Direttiva ci sono le otto specie di cetacei del Mediterraneo, la foca monaca, le tartarughe marine e numerosi invertebrati, fra cui il dattero di mare (Lithophaga lithophaga) e Pinna nobilis;
• il Mediterranean Action Plan (MAP), uno sforzo di cooperazione regionale che coinvolge oggi 21 Nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo e l’Unione Europea. Esso recepisce la Convenzione di Barcellona per prevenire, combattere ed eliminare l’inquinamento dell’area del Mar Mediterraneo e per proteggere e valorizzare l’ambiente marino dell’area. Tra le specie mediterranee incluse nel Protocollo per la Diversità Biologica (SPA/BIO) della suddetta Convenzione ci sono, ad esempio, la cernia bruna (Epinephelus marginatus) e la verdesca (Prionace glauca);
• la Politica Comune della Pesca, quadro normativo che gestisce la pesca, fissando le quote massime consentite (TAC) per proteggere gli stock ittici. In esso sono contenute indicazioni su importanti specie commerciali in pericolo, tra cui il pesce spada (Xiphias gladius) e il tonno rosso (Thunnus thynnus);
• la Direttiva Uccelli, che tutela oltre 500 specie di uccelli selvatici, molti dei quali costieri o pelagici, come il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), il fratino (Charadrius alexandrinus), il fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber), il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis), la berta maggiore (Calonectris diomedea) e la berta minore (Puffinus puffinus).

Nel febbraio 2023, la Commissione Europea ha poi pubblicato un pacchetto di misure per indirizzare il settore ittico verso scelte più sostenibili, dal punto di vista ambientale e sociale. Il pacchetto di documenti, dedicato a pesca e acquacoltura, contiene misure e indicazioni per modifiche agli attrezzi e alle tecniche di pesca, che dovranno diventare più efficienti dal punto di vista energetico, selettivi e avere un impatto nullo sulla salute e sulla biodiversità dell’ecosistema marino.

Foca monaca

Foto via Canva

PATTO PER GLI OCEANI

L’oceano è però il protagonista assoluto di una vera e propria strategia, il Patto per gli Oceani (European Ocean Pact), presentata nel giugno 2025 dalla Commissione europea per proteggere i mari e promuovere un’economia blu sostenibile.  Con un investimento di oltre 1 miliardo di euro, il patto mira a creare un piano unificato e coordinato per la gestione degli oceani. Esso incentiva la creazione di AMP e il ripristino di almeno il 20% degli ecosistemi degradati in tutti i Paesi dell’Unione, oltre a sostenere le comunità costiere e insulari, incoraggiare la ricerca scientifica nel settore e rafforzare la difesa marittima. Si ribadisce inoltre la necessità di dimezzare l’inquinamento da plastica e da nutrienti.

Riunendo in un unico quadro le politiche europee, lo scopo è quello di affrontare in modo migliore le crescenti sfide che riguardano l’oceano e riaffermare la leadership europea nella governance dei mari. La Commissione ha promesso anche l’adozione di una nuova legge, un “Ocean Act”, da approvare entro il 2027, e l’istituzione di un “Ocean Board”: faranno parte di quest’ultimo tutti i portatori di interesse del settore e le ONG, oltre che un gruppo di monitoraggio responsabile di assicurare la realizzazione degli obiettivi stabiliti.

A CHE PUNTO SIAMO?

Al di là delle decisioni prese e dei target prefissati, cosa è stato fatto di concreto? Quanti dei punti sono stati o saranno raggiunti? Nel 2024, l’Agenzia UE per l’Ambiente ha realizzato un rapporto di monitoraggio, dal quale si evince che dei 28 indicatori chiave che fotografano lo stato di attuazione della transizione verde dell’Europa, solo 8 sono sulla buona strada e continuando con questo ritmo gli altri rischiano di rimanere irrealizzati. Con le politiche attuali c’è un’alta probabilità di riuscire ad abbattere le emissioni di CO2 del 55% rispetto al 1990 e di aumentare il contributo della green economy, con un incremento degli investimenti; al contrario, risultano essere “likely off track” tutti gli indicatori legati alla biodiversità e agli ecosistemi (Aree Terrestri Protette, Aree Marine Protette, popolazioni di uccelli, connettività forestale, consumo di suolo, scarsità idrica). Il rapporto sottolinea che la tutela legale dell’ambiente deve essere una delle priorità dell’UE e suggerisce un’ implementazione rigorosa del Regolamento sul Ripristino della Natura: abbiamo ancora quattro anni di tempo per riuscire ad arrivare a proteggere almeno il 30% del territorio e delle acque europee, ma per farlo è necessario agire subito e in modo sinergico. In Italia, solo l’11,6% delle acque territoriali è protetto e, secondo i dati di Protected Planet, meno dell’1% dimostra una comprovata efficacia di gestione.

Per raggiungere gli obiettivi stabiliti, “abbiamo bisogno di un cambiamento di mentalità, e di un cambiamento radicale”, afferma Jessika Roswall, la commissaria UE all’Ambiente. Per questo è importante sensibilizzare i cittadini sulle scelte che ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare: ecco perché Worldrise ha deciso di portare avanti il progetto “Un Mare d’Europa”, co-finanziato dall’Unione europea, per raccontare come l’UE possa e debba fare la differenza per il futuro del mare, e di conseguenza di tutti noi.

La biodiversità marina in uno dei SEATY di Worldrise

Foto di Joao Pontes

BIBLIOGRAFIA

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• https://it.wikipedia.org/wiki/Green_Deal_europeo
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• https://www.rinnovabili.it/mercato/politiche-e-normativa/obiettivi-green-deal-solo-1-su-5-e-a-portata-di-mano-2/?
• Brander et al., The benefits to people of expanding Marine Protected Areas, 2015.
• https://symbola.net/approfondimento/politiche-internazionali-green/
• https://www.das.it/magazine/green-deal-europeo-le-5-cose-da-sapere
• https://www.mase.gov.it/portale/aree-marine-istituite
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• https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20200624STO81911/benessere-e-tutela-degli-animali-le-norme-ue-video#tutela-della-fauna-5
• https://oceans-and-fisheries.ec.europa.eu/system/files/2023-02/COM-2023-100_en.pdf
• https://oceans-and-fisheries.ec.europa.eu/system/files/2023-02/COM-2023-101_en.pdf
• https://oceans-and-fisheries.ec.europa.eu/system/files/2023-02/COM-2023-102_en.pdf
• https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/monitoring-progress-towards-8th-eap-objectives
• https://learning-corner.learning.europa.eu/learning-materials/european-atlas-seas_it
• https://indicatoriambientali.isprambiente.it/it/temi/175
• https://www.protectedplanet.net/country/ITA 

Autrice: Sara Parigi

Sara è volontaria Worldrise e autrice per SeaMag dal 2021. Dopo essersi laureata in Scienze Biologiche presso l’Università di Firenze, ha deciso di continuare gli studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale in Biologia Marina all’Università di Pisa, dove si è laureata nel 2025 con una tesi sull’influenza del traffico marittimo sui cetacei, creature che ama fin da quando era bambina. Se fosse un animale marino sarebbe una balenottera, un po’ schiva e introversa, ma anche pacata e
razionale.

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