Le alghe sono organismi vegetali fotosintetici, ovvero in grado di svolgere la fotosintesi e cioè di produrre ossigeno utilizzando la luce solare. Questo le rende molto importanti sia per la vita marina che terrena, in quanto gran parte dell’ossigeno che anche noi respiriamo proviene dall’oceano.
Le alghe si suddividono in due categorie:
• Bentoniche: attaccate al fondale marino, che può essere sia roccioso sia sabbioso;
• Pelagiche: galleggiano e fluttuano liberamente nell’acqua.
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Quando ancorate al fondale, le alghe vengono spesso erroneamente scambiate con le piante marine, un altro importante colonizzatore dei fondali. Una delle più famose piante che popolano i nostri mari è la Posidonia oceanica, esclusiva del Mediterraneo. Nonostante la somiglianza estetica, alghe e piante marine presentano numerose differenze dal punto morfologico. Entrambe sono organismi acquatici in grado di svolgere la fotosintesi, ma la loro struttura è molto diversa! Le alghe, a differenza delle piante marine, non hanno radici, steli o foglie. Le piante marine appaiono simili a quelle che vediamo sulla terraferma: hanno radici, un fusto, le foglie e producono fiori e frutti. Le alghe, invece, assorbono acqua e nutrienti attraverso il tallo, che costituisce la loro intera superficie.
Considerando le dimensioni delle alghe, possiamo far riferimento a due gruppi distinti, con diverse caratteristiche: micro e macro alghe.
Le microalghe risultano invisibili a occhio nudo e possono essere riconosciute solo grazie all’utilizzo di un microscopio: le loro dimensioni variano da pochi a qualche centinaio di micrometri. Un esempio di microalga fondamentale per gli equilibri marini è il phytoplankton.
Le macroalghe sono invece facilmente visibili a occhio nudo e possono variare per forma, colore e dimensione.
Se facciamo riferimento invece al colore, le alghe possono essere distinte in verdi, rosse e brune. Questa differenziazione è data dalla presenza di diversi pigmenti (fondamentali per l’assorbimento della luce durante la fotosintesi) che conferiscono loro i vari colori: per esempio il tipico colore verde di alcune alghe è dato dall’elevata quantità di clorofilla presente.
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Le alghe sono fondamentali per l’ecosistema marino perché:
• Producono ossigeno: insieme alle piante marine, le alghe sono tra i principali produttori di ossigeno nell’oceano, necessario per la vita di pesci, coralli e altri organismi marini.
• Sono una fonte di cibo per gli animali marini: alla base della catena alimentare, nutrono pesci, molluschi e tanti altri animali.
• Aiutano a combattere il cambiamento climatico: le alghe sono in grado di assorbire anidride carbonica (CO₂) dall’atmosfera. Quando il fitoplancton muore e affonda, una parte del carbonio viene “sequestrata” nei fondali marini, aiutando a mitigare il cambiamento climatico.
• Sostengono la vita di altri organismi, come i coralli: alcune specifiche alghe, chiamate zooxantelle, vivono in simbiosi con i polipi del corallo e ne determinano la sopravvivenza, conferendo anche il tipico colore di questi animali marini. Infatti quando l’alga si separa dal corallo, a causa per esempio di un aumento di temperatura, avviene il cosiddetto fenomeno di “sbiancamento”.
Le alghe sono importanti anche per l’uomo, che ne beneficia per alcune sue proprietà:
• Sono nutrienti: le alghe contengono numerose vitamine, minerali (come calcio, iodio, magnesio e ferro) e proteine. Sono infatti consumate in tutto il mondo nella preparazione di molte ricette (basti pensare alle alghe Nori, utilizzate per il sushi, o alle alghe Wakame). Anche alcune microalghe, come la spirulina e la clorella, sono impiegate come “superfood” per il loro elevato contenuto proteico, di aminoacidi essenziali e di antiossidanti.
• Hanno usi medici e industriali: le alghe sono utilizzate in cosmetici e farmaci, perché contengono composti bioattivi, e per la produzione di fertilizzanti e di plastica biodegradabile.
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Negli ultimi anni, abbiamo sentito parlare sempre più spesso di bloom algali. Ma cosa significa? Un “bloom” è un fenomeno che si verifica quando le alghe crescono troppo velocemente in acqua, creando una fioritura massiccia. Questo succede principalmente a causa di due fattori: il fenomeno dell’eutrofizzazione e l’aumento della temperatura dell’acqua del mare.
Spesso a causa di attività umane, quali agricoltura e rilascio di acque reflue, il mare può risultare troppo ricco di nutrienti, come fosforo e azoto, causando una crescita molto più rapida del normale delle alghe, portando alla cosiddetta eutrofizzazione. La proliferazione delle alghe può anche essere favorita ed accelerata dall’aumento delle temperature oceaniche dovute al cambiamento climatico in corso.
Quando le alghe crescono troppo, possono causare danni all’ecosistema e alla salute umana. Le alghe che proliferano in superficie impediscono infatti ai raggi solari di penetrare nella colonna d’acqua, riducendo la capacità di altri organismi di svolgere la fotosintesi. Quando queste alghe muoiono vengono decomposte dai batteri, che consumando tutto l’ossigeno residuo creano condizioni di anossia (assenza totale di ossigeno): si tratta delle cosiddette “zone morte”, così chiamate perché gli organismi non vi possono più sopravvivere. Inoltre, alcune alghe sono in grado di rilasciare tossine nell’acqua, che possono causare irritazioni cutanee, problemi respiratori o disturbi gastrointestinali. Anche i pesci e i molluschi che le consumano sono a rischio di contaminazione, mettendo di conseguenza in pericolo anche chi li consuma.
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Le alghe sono vitali per l’ambiente e per la biodiversità marina, ma la loro crescita incontrollata può creare seri problemi. È quindi fondamentale monitorare le condizioni ambientali e trovare soluzioni per prevenire danni futuri. È importante ridurre l’inquinamento, limitare l’uso di fertilizzanti chimici e migliorare il trattamento delle acque reflue, per evitare che troppi nutrienti finiscano nei mari. Inoltre si devono cercare delle soluzioni che tentino di riutilizzare e riciclare la biomassa delle alghe, per esempio tramite la produzione di bioenergia, fertilizzanti o bioplastica. Una dimostrazione interessante e concreta è quello dell’azienda ALGOPACK in Francia che, per far fronte all’enorme bloom di Sargasso, alga bruna delle isole caraibiche, ha deciso di utilizzare la biomassa dell’alga spiaggiata per produrre bioplastiche, riducendo in questo modo anche l’utilizzo di plastica monouso, un altro grande e grave problema per l’ambiente e per i nostri mari.
Le alghe sono essenziali per il nostro pianeta. Sono una risorsa preziosa che va conosciuta, studiata e protetta, ma è anche necessario essere consapevoli dei rischi legati alla loro proliferazione. L’inquinamento e il cambiamento climatico stanno accelerando questi fenomeni, ma con soluzioni innovative e comportamenti etici, possiamo continuare a trarre vantaggio dalle alghe in modo sostenibile e responsabile, conservando efficacemente questi organismi.
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