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Sotto la superficie: un tuffo nella biodiversità marina

Autrice: Alessia Merialdi

Vi siete mai chiesti cosa si nasconde appena sotto la superficie del mare? Andiamo alla scoperta degli organismi che ci circondano ogni volta che facciamo il bagno!

Costume e ciabatte indossati, siamo pronti per una nuova giornata di mare! Tra ombrellone e tuffi è facile non fermarsi a pensare che lì, a poca distanza dai nostri piedi, esiste un mondo ricco di vita. Eppure, basta un po’ di attenzione e magari anche una maschera, per accorgersi degli abitanti del mondo sottomarino. 

I primi metri d’acqua lungo la costa ospitano una straordinaria varietà di organismi. Qui la luce penetra fino al fondale, l’ossigeno abbonda e tra sabbia, rocce e praterie sommerse moltissime specie diverse trovano condizioni adatte alla vita. Andiamo a scoprire questo mondo sommerso!

DALLA SPIAGGIA AI FONDALI

Partiamo proprio dal bagnasciuga, la zona in cui terra e mare si incontrano e si infrangono le onde. Tra i granelli di sabbia è facile vedere le cosiddette “pulci di mare” che saltano qua e là. In realtà, non sono insetti ma piccoli crostacei, che vivono nascosti tra la sabbia e le alghe spiaggiate, di cui si nutrono.

Se facciamo qualche passo verso gli scogli possiamo incontrare piccoli granchi e, se siamo fortunati, anche alcuni paguri. Questi piccoli crostacei non possiedono una conchiglia propria: per proteggere il loro corpo, morbido e vulnerabile, utilizzano le conchiglie lasciate vuote dai molluschi, trasferendosi in gusci sempre più grandi man mano che crescono. Ecco un buon motivo, oltre al loro inestimabile valore naturale, per non raccogliere le conchiglie che troviamo sulla spiaggia: possono diventare rifugio e risorsa per molti organismi. 

Paguro

Foto via Canva

Man mano che ci avviciniamo agli scogli lo sfondo cambia completamente. Sulle rocce sono presenti organismi immobili e quasi invisibili, perfettamente adattati a vivere dove le onde si infrangono.

Tra questi troviamo le patelle, molluschi che, grazie ad un forte piede muscoloso, aderiscono agli scogli resistendo anche alle mareggiate più forti.
Accanto a loro vivono altri organismi assai particolari, i balani, comunemente noti come “denti di cane”. Sembrano piccoli vulcani calcarei incollati alla roccia ma in realtà sono crostacei, parenti di granchi e gamberi, che passano l’intera vita immobili, filtrando dall’acqua piccoli organismi e particelle organiche di cui si nutrono.

Tra gli scogli, poi, ci sono alcune pozze d’acqua, che possono nascondere ghiozzi e bavose, piccoli pesci adattati alla vita sul fondale. E proprio qui, ancorata saldamente ad uno scoglio, possiamo scorgere una corona di lunghi tentacoli che ondeggia seguendo il movimento dell’acqua: si tratta di un anemone di mare, che attende piccole prede da catturare con i suoi tentacoli urticanti. 

Anemone tipico del Mar Mediterraneo

Foto via Canva

A questo punto è arrivato il momento di indossare la maschera, fare un bel respiro e immergere finalmente la testa sott’acqua. 

Ecco che iniziamo a scorgere i primi pesci. Le castagnole, piccole e scure che si muovono in grandi banchi compatti, quasi a formare una nuvola. Le donzelle, pesciolini allungati dagli svariati colori, tra cui verde, azzurro, arancione o viola. Ci sono poi i saraghi, grandi pesci argentei dalle molte varianti: fasciati, con poche grandi bande nere, o con striature frequenti e sottili.

Se ci spostiamo sul fondale sabbioso e aguzziamo la vista, potremmo intravedere sogliole e rombi, pesci appiattiti e perfettamente mimetizzati, di cui spesso notiamo solo i due occhi, presenti sullo stesso lato del corpo. 

Sul fondale possiamo trovare anche gli echinodermi, gruppo di animali di cui fanno parte stelle marine, ricci e cetrioli di mare. Molti di loro si muovono grazie ad un sistema idraulico interno, chiamato “sistema ambulacrale”, che controlla centinaia di piccoli piedini dotati di ventose. Benché possano sembrare molto resistenti, è importante non maneggiare questi animali, né tirarli fuori dall’acqua, perché potremmo causare loro stress e danni. La regola è sempre la stessa: guardare ma non toccare!

Castagnole

Foto via Canva

Mentre ci aggiriamo al confine tra scogli e sabbia ci imbattiamo in un piccolo mucchio di conchiglie, sassolini e resti di crostacei. È proprio sotto a quei sassi che si nasconde la tana di un polpo (e non il polipo, organismo completamente diverso!), campione di mimetismo. Qui si aggirano anche due strani pesciolini attenti come guardie fuori da un castello: sono sciarrani, che spesso seguono il mollusco nella speranza di rimediare un boccone di qualche preda. 

Se nuotiamo poi verso il largo possiamo incontrare un organismo preziosissimo per la nostra costa, la Posidonia oceanica, che con le sue lunghe foglie nastriformi origina vere e proprie praterie. Viene spesso confusa con un’alga, ma è una pianta, endemica del Mar Mediterraneo, le cui foreste sommerse offrono rifugio, nutrimento e aree di riproduzione a moltissime specie e contribuiscono anche alla protezione delle coste. Tra le sue foglie è facile incontrare banchi di pesci argentei con sottili linee dorate, le salpe, tra i principali pesci erbivori del nostro mare.

Posidonia

Foto via Canva

Quando alziamo lo sguardo e osserviamo la distesa di acqua davanti a noi potrebbe comparire l’incubo di molti bagnanti: la medusa. In realtà questo animale, definito planctonico, non è in grado di nuotare in completa autonomia e viene trasportato dalle correnti marine. È vero, il contatto dei suoi tentacoli con la nostra pelle può essere fastidioso, ma le cellule urticanti della medusa servono in realtà  a catturare piccole prede e a difendersi dai predatori: il tocco accidentale con noi è un effetto involontario di questo meccanismo. Quando incontriamo una medusa, la scelta migliore è quella di allontanarsi e lasciarla proseguire per la sua strada, evitando di raccoglierla in un secchiello o tirarla fuori dall’acqua.

Siamo arrivati a riva, pensando di aver visto tutto. Ma intorno a noi, in ogni singola goccia d’acqua, ci sono migliaia di organismi microscopici che vengono sospinti dalla corrente. È il plancton, un insieme straordinariamente vario di organismi, dalle microscopiche alghe alle larve di pesci e invertebrati, fino a piccoli crostacei e altri organismi trasportati dalle correnti. È proprio da questo minuscolo mondo che dipende gran parte della vita marina: molti degli organismi che abbiamo incontrato hanno iniziato la loro vita proprio facendo parte del plancton. 

Ogni bagno in mare può diventare un piccolo viaggio alla scoperta di un mondo ricco di vita. Basta fermarsi, osservare e imparare a guardare sotto la superficie. Perché il mare non è solo il luogo in cui facciamo il bagno: è la casa di migliaia di specie. E ogni casa merita rispetto.

BIBLIOGRAFIA

• https://www.biologiamarina.org/ 
• Bianchi, C. N., & Morri, C. (2000). Marine biodiversity of the Mediterranean Sea: situation, problems and prospects for future research. Marine pollution bulletin, 40(5), 367-376. 
• https://www.ilgiornaledeimarinai.it/polpo-e-serranidi-la-simbiosi-che-i-pescatori-conoscono-da-sempre/ 
• Glaeser, G., Abed-Navandi, D., & Gallmetzer, I. (2025). Ambienti marini del Mediterraneo: Un manuale per entusiasti subacquei. Springer Nature. 
• Kayes, R. J. (1973). The daily activity pattern of Octopus vulgar is in a natural habitat. Marine Behaviour and Physiology, 2(1–4), 337–343. https://doi.org/10.1080/10236247309386935 

Autrice: Alessia Merialdi

Alessia ha 27 anni ed è laureata in Biologia ed Ecologia marina. Spinta da una profonda passione per la natura, attualmente si occupa di monitoraggio delle acque interne, senza però perdere il forte legame con il mare. Crede nell’importanza di rendere la scienza accessibile a tutti per promuovere una maggiore consapevolezza ambientale. Se fosse un animale marino sarebbe una tartaruga marina, introversa e pacata ma guidata da una grande determinazione. 

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