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Continua il viaggio alla scoperta delle interazioni simbiotiche in mare. Tuffiamoci nel meraviglioso paesaggio della barriera corallina.

Le barriere coralline tropicali sono ecosistemi che brulicano di vita. Il 25% di tutta la biodiversità marina è ospitata e supportata proprio da questi ambienti, che comprendendo, tra gli altri, migliaia di forme diverse di pesci, mammiferi e rettili marini, molluschi ed echinodermi. La barriera corallina è una vera e propria città, dove ogni abitante ha i compiti da svolgere e spazi ben precisi che può occupare. In questa città, vivere da soli non è molto comune: vengono scoperti continuamente nuovi esempi di rapporti di coesistenza tra specie diverse. Di alcuni vi avevamo già parlato nel primo articolo di questa rubrica dedicata alle simbiosi tra organismi marini. 

Barriera corallina – foto via Canva

Anemone e pesce pagliaccio

Uno dei rapporti di simbiosi più conosciuti è quello tra l’anemone di mare e  il pesce pagliaccio, il famoso Nemo del film d’animazione Disney. Questi due animali, pur appartenendo a gruppi tassonomici molto diversi tra loro, sono inseparabili: il pesce pagliaccio, chiamato così per il suo aspetto che ricorda il naso di un clown ma anche per la poca agilità nel nuoto, che lo rende una facile preda in mare, trova protezione all’interno dell’anemone che, così come i polipi dei coralli, fa parte del phylum degli Cnidari.

Come mai proprio l’anemone di mare? Perché questo organismo ha la caratteristica di presentare dei tentacoli urticanti per tutti gli animali, ma non, ovviamente, per il pesce pagliaccio, il quale ha evoluto una resistenza alle cellule urticanti dell’anemone. In cambio, siccome nonostante l’anemone sia “velenosa” alcuni animali tentano di mordere i suoi tentacoli, danneggiandola, il pesce pagliaccio agisce in sua difesa, inseguendo coloro che si avvicinano all’anemone e difendendo la sua casa.

Ghiozzo e gamberetto

Un’altra interazione molto particolare è quella tra il ghiozzo del Mar Rosso, Cryptocentrus coeruleopunctatus, ed il gamberetto Alpheus djiboutensis. Questo rapporto di simbiosi viene stabilito anche tra specie diverse di ghiozzo e gambero, ma in ogni caso è sempre il primo che seleziona una specie del secondo. I due individui condividono la tana: il gamberetto la costruisce sul fondale sabbioso usando le zampe frontali come una pala, mentre il ghiozzo assume la funzione di guardiano, in quanto i suoi occhi riescono a vedere molto più lontano del suo compagno, quasi cieco. Quando un potenziale pericolo si avvicina, il ghiozzo, sempre in contatto con il gamberetto tramite le sue antenne, avverte il compagno e, insieme, i due spariscono all’interno della tana. Quando il pericolo è passato, il ghiozzo torna alla sua funzione di vigilanza, mentre il gamberetto si rimette a lavoro per costruire la tana.

Ghiozzo e gamberetto – foto via Canva

Alghe e molluschi

Le simbiosi possono determinare la nascita di organismi dai colori brillanti molto particolari.  Le alghe zooxanthellae, per esempio, sono delle microalghe unicellulari, di colore giallognolo: il loro nome significa, infatti, “animali dorati”. Questi organismi sono dotati di cellule, chiamate cromatofori, che contengono il pigmento colorato: esse hanno colore verde quando la clorofilla non è mascherata da altri pigmenti, come per esempio la ficoeritrina che impartisce colorazioni che vanno dal rosso al bruno, oppure i carotenoidi, pigmenti organici dal tipico colore vivo rosso, arancione o giallo. 

Polipo di corallo con alga zooxantella – foto via Canva

Le alghe zooxanthellae creano un rapporto di simbiosi con i polipi dei coralli e sono  responsabili dei meravigliosi e variopinti colori della barriera corallina, ma non solo! Queste alghe sono in grado di colorare anche altri animali, per esempio alcuni molluschi. La tridacna gigante (Tridacna gigas) è il più grande mollusco bivalve esistente:  le sue valve possono infatti raggiungere il metro e mezzo di lunghezza. Il suo mantello, cioè lo strato esterno della conchiglia, appare sempre estremamente variegato e colorato, nei toni del verde, blu e marrone, grazie alla presenza di un gran numero di zooxantelle. Il mantello della tridacna, in cambio, si estroflette verso l’esterno delle valve in modo tale da permettere l’esposizione alla luce solare, a sua volta garanzia di sviluppo di zooxantelle, creando un rapporto di reciproco supporto e aiuto.

Tridacna gigas – foto via Canva

Gli esempi di rapporti simbiotici, in particolare quelli di mutualismo, sono molteplici e tutti con lo scopo di darsi una mano a vicenda, per consentire ad ogni specie di utilizzare al meglio l’ambiente in cui vive, ottenendo un reciproco beneficio. Anche in mare, lavorando insieme per uno scopo comune si raggiunge più facilmente il risultato finale: “l’unione fa la forza” e la natura ce lo insegna veramente bene.

BIBLIOGRAFIA
  • Debelius H., Mar Rosso – Guida alla fauna corallina, 1998.
  • https://www.lupotrek.it/tag/zooxanthellae/
Autrice: Eleonora Camastra 

Eleonora è una biologa naturalista, recentemente laureata in ecologia del cambiamento climatico. Se fosse un animale marino sarebbe una lontra di mare, sempre molto solare, attiva e giocosa.

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