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Worldrise vi accompagna alla scoperta di due incredibili creature marine, spesso confuse tra loro ma, in realtà, diversissime: immergiamoci nelle differenze tra polpo e polipo.

Entrambi vivono in mare da milioni di anni e sono dotati di tentacoli, ma uno possiede tre cuori, mentre l’altro non ha capo, occhi o braccia. Uno si muove liberamente, mentre l’altro trascorre la sua vita ancorato immobile all’interno di un corallo o aggrappato ad una roccia. Stiamo parlando di polpi e polipi: due animali completamente diversi eppure spesso confusi tra loro e denominati l’uno con il nome dell’altro.

Worldrise vi accompagna alla scoperta di queste incredibili creature marine, mostrandovi le caratteristiche che le rendono totalmente distinte, ma ugualmente affascinanti. 

Due polpi tra i coralli – immagine via Coral Sea Dreaming

Il polpo

In questo articolo vi avevamo raccontato 10 curiosità sul polpo, il simbolo di Worldrise: oggi scopriamo qualcosa in più su questo animale a noi così caro.

Il polpo comune (Octopus Vulgaris) è un mollusco appartenente alla classe dei cefalopodi (Cephalopoda), la stessa di cui fanno parte anche seppie e calamari. Diversamente dai suoi “cugini”, però, il polpo non possiede la conchiglia protettiva tipica dei molluschi e il suo corpo è privo di ossa, risultando quindi completamente molle. 

Quelli che spesso vengono definiti “tentacoli” sono, in realtà, le sue braccia: ne possiede 8 e ognuna è provvista di due file di ventose, perfettamente simmetriche tra loro. Ogni ventosa contiene circa diecimila neuroni, che permettono ad ogni singolo braccio di agire in maniera autonoma rispetto al cervello, catturando prede, consentendogli il movimento per scoprire l’ambiente che lo circonda e, addirittura, facendogli percepire sapori e odori.

Foto di Mohamed Ahsan via Unsplash

La testa del polpo è posizionata alle estremità delle braccia, presenta grandi occhi e contiene il cervello. Il retro del capo, invece, è costituito dal mantello, una superficie sferica che racchiude gli organi più importanti, tra cui ben 3 cuori. Unito al mantello si trova un sifone, utilizzato per la propulsione a getto, cioè l’assorbimento di acqua nel mantello e la successiva espulsione ad alta velocità, che genera la spinta motoria. Inoltre, il sifone viene impiegato come tecnica di difesa dai predatori, tramite il caratteristico spruzzo d’inchiostro.

L’Octopus Vulgaris è un animale solitario e territoriale, che predilige fondali costieri e rocciosi fino ad una profondità massima di circa 100 metri. Vive dai 12 ai 18 mesi: la femmina sessualmente attiva si riproduce, depone decine di migliaia di uova, se ne prende cura finché non si schiudono e muore subito dopo (vi ricordate le storie incredibili delle mamme blu del Pianeta Oceano?).

Foto di Vlad Tchompalov via Unsplash

Ciò che non smette ancora oggi di stupire il mondo della ricerca è la spiccata intelligenza di questi animali: è stato dimostrato che i polpi sono capaci di risolvere problemi complessi, ingannare con l’obiettivo di procurarsi del cibo, utilizzare strumenti e imitare comportamenti di altri animali. Un polpo comune adulto, infatti, possiede all’incirca 300 milioni di neuroni nel cervello e l’elevato rapporto tra volume cerebrale e massa corporea indica notevoli capacità cognitive. Il polpo indonesiano (Thaumoctopus mimicus), per esempio, imita la forma, la colorazione e il movimento di vari pesci velenosi o pericolosi, ottenendo così di essere evitato dai potenziali predatori, mentre una femmina di polpo di cinque mesi, in uno zoo di Monaco, ha imparato ad aprire barattoli a vite contenenti gamberetti, afferrando i lati del coperchio con i suoi otto tentacoli e premendo e torcendo ripetutamente il suo corpo su di esso. Secondo i ricercatori, pare abbia imparato questo trucco osservando le mani degli umani svolgere lo stesso compito.

Oltre al polpo comune, Octopus Vulgaris, esistono moltissime altre specie appartenenti allo stesso genere, dalle capacità e forme più variegate: dal polpo dagli anelli blu (Hapalochlaena lunulata), di piccole dimensioni, ma estremamente velenoso; al polpo venato (Amphioctopus marginatus), chiamato in inglese ‘Coconut Octopus’, per la sua abitudine di utilizzare noci di cocco e conchiglie come forma di protezione; passando per il polpo gigante del Pacifico (Enteroctopus dofleini), la specie più grande e longeva finora conosciuta, che può raggiungere i 9 metri di lunghezza e i 5 anni di vita.

Coconut Octopus (Amphioctopus marginatus) – foto di Bernard Dupont via wikipedia

Il polipo

I polipi appartengono, invece, al phylum degli Cnidari (dal greco knide, ortica), lo stesso che comprende le ben più note meduse, con le quali condividono molte somiglianze.

Questi animali sono responsabili della formazione delle più grandi strutture sottomarine: le barriere coralline. I coralli sono infatti formati da gruppi di singoli polipi, chiamati colonie, interconnessi tra loro. Essi assorbono ioni di calcio e carbonato dall’acqua del mare per costruire attorno a sé uno scheletro di calcare, che funge da protezione e che andrà a formare la struttura del corallo.

Il corpo del polipo può essere paragonato alla struttura di un sacco: l’estremità inferiore è attaccata ad uno strato solido su cui si posa e cresce, mentre l’estremità superiore aperta è costituita dalla bocca, l’unica entrata alla cavità gastrovascolare, utilizzata per ingerire cibo ed espellere rifiuti. La bocca è circondata da tentacoli contenenti nematocisti, cellule urticanti presenti anche in molte specie di meduse, utili all’animale per difendersi e paralizzare le prede. 

Foto via dkfindout.com

I polipi sono principalmente notturni e solitamente rimangono all’interno dei propri scheletri durante il giorno: durante la notte, infatti, estendono i loro tentacoli per nutrirsi, immobilizzando le loro prede grazie alle nematocisti ed attraendole verso la loro bocca.

Diversamente dai polpi che si muovono liberamente, i polipi sono animali sessili, poiché trascorrono la loro esistenza ancorati ad un substrato, senza alcuna capacità di spostamento.

Colonia di polipi – foto di Laurentiu Garofeanu via Getty Images

La riproduzione può avvenire sessualmente o asessualmente. Nella riproduzione asessuata, nuovi polipi clonali si sviluppano dai polipi genitori, per espandersi e dare vita a nuove colonie: questa modalità riproduttiva avviene individualmente, quando il polipo genitore raggiunge una certa dimensione e si divide. Al contrario, la riproduzione sessuata si verifica con un evento sincronizzato di massa, durante il quale i coralli rilasciano un gran numero di uova e sperma per incrementare le probabilità di fecondazione e compensare il rischio di predazione: uova e sperma si uniscono dando vita a larve fluttuanti, definite planule, che galleggiano in superficie per poi nuotare verso il fondo e cercare condizioni favorevoli in cui stabilizzarsi, trasformarsi in polipi e formare la colonia che andrà a generare un nuovo corallo. 

Foto di Marcel Milder via Unsplash

Quando una sola “i” può fare un’enorme differenza: non prenderemo mai più lucciole per lanterne, né polipi per polpi!

Bibliografia
  1. https://www.internazionale.it/notizie/amia-srinivasan/2020/08/07/coscienza-polpo
  2. Godfrey-Smith, Peter (2018). Altre menti: il polpo, il mare e le remote origini della coscienza. Adelphi Edizioni spa.
  3. Norman, M. D. (2005). The” Mimic Octopus”(Thaumoctopus mimicus n. gen. et sp.), a new octopus from the tropical Indo-West Pacific (Cephalopoda: Octopodidae). Molluscan Research25, 57-70. J.Z. Young (1971). The anatomy of the nervous system of Octopus vulgaris, Claredon Press Oxford.
  4. Adams, Sam S., and Steve Burbeck (2012). “Beyond the octopus: From general intelligence toward a human-like mind.” Theoretical foundations of artificial general intelligence. Atlantis Press, Paris, 49-65.
  5. https://coral.org/coral-reefs-101/coral-reef-ecology/coral-polyps/
  6. https://oceanservice.noaa.gov/education/tutorial_corals/coral06_reproduction.html
Autore: Giulia Cecchi

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