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Le correnti: come si muovono gli oceani Skip to main content

New York e Napoli hanno all’incirca la stessa latitudine, eppure il clima non è lo stesso, come mai? La risposta è custodita dalle correnti oceaniche, le registe del clima globale.

Come si originano le correnti oceaniche

Sotto quell’immensa distesa di acqua chiamata oceano, così apparentemente calma, avvengono continui movimenti, le correnti marine. Lunghissimi tapis roulant che si muovono ininterrottamente nelle profondità oceaniche. 

Esistono due tipi di correnti oceaniche, quelle superficiali, che arrivano fino a 200 metri di profondità e sono generate dalla forza del vento, e quelle profonde, che si originano grazie alla differenza di temperatura, salinità e, quindi, di densità presente tra le acque superficiali e quelle profonde. 

Le acque più calde e meno salate sono più leggere e rimangono in superficie, mentre quelle fredde e con una più alta concentrazione di sale sono pesanti e tendono a raggiungere le profondità. Quando le acque superficiali si raffreddano, si inabissano e scaldano quelle profonde che quindi risalgono in superficie, generando dei moti verticali. Questi movimenti sono alla base della circolazione oceanica del Pianeta e avvengono lungo il cosiddetto “nastro trasportatore oceanico”, quella parte della circolazione governata da temperatura e salinità, anche detta circolazione termoalina (da thermos = temperatura e hals, halos = sale). Un altro importante fattore che muove gli oceani è la forza di Coriolis, che influenza soprattutto il moto delle correnti superficiali e devia, verso destra nell’emisfero boreale e verso sinistra in quello australe, i corpi che si muovono in un sistema che ruota.

La Circolazione termolina – Immagine di Luis Fernández García, CC BY-SA 3.0 via Wikipedia

L’importante ruolo delle correnti oceaniche

Le correnti oceaniche si muovono dunque attraverso questo lunghissimo nastro trasportatore, che circola per tutto il Pianeta, ma cosa viene trasportato? Le correnti portano con sé energia, sotto forma di calore, sostanze nutritive e ossigeno. 

La circolazione oceanica è infatti tra i principali regolatori del clima globale, poiché trasporta calore che viene rilasciato ai venti, determinando il clima caratteristico delle diverse aree del Pianeta. La corrente fondamentale per il clima del Nord America e dell’Europa è chiamata “capovolgimento meridionale della circolazione atlantica” o AMOC (Atlantic meridional overturning circulation), che trasporta le acque calde dei Tropici e dell’emisfero australe verso il Nord Atlantico, dove rilasciano il calore determinando un clima mite nell’Europa del Nord. 

Oltre che per la stabilità del clima, le correnti sono importanti anche per motivi biologici, in quanto sono causa del fenomeno di upwelling, che avviene quando le acque fredde e profonde ricche di nutrienti risalgono in superficie portando con sé cibo per la fauna marina, mentre le acque calde discendono in profondità e trasportano l’ossigeno. 

Foto via Canva

I fenomeni climatici che condizionano le correnti oceaniche

Se da un lato le correnti oceaniche determinano il clima del Pianeta, dall’altro sono esse stesse influenzate dai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale, infatti, sta alterando diverse caratteristiche fisiche degli oceani, come il pH, la temperatura e il livello di salinità. Ad esempio, lo scioglimento dei ghiacciai immette grandi quantità di acqua dolce nel sistema, alterando di conseguenza il grado di salinità delle acque e, quindi, la circolazione termoalina. 

Sebbene gli oceani rispondano lentamente a questi cambiamenti, già nel 2004 era stato evidenziato un indebolimento dell’intensità del sistema AMOC, oggi confermato da ulteriori analisi che ne mostrano un rallentamento del 15% negli ultimi 150 anni. Le alterazioni nella circolazione oceanica possono modificare il clima, amplificando i cambiamenti climatici già in atto.

Un altro fenomeno climatico di cui si sente periodicamente parlare, che è anche legato alle correnti oceaniche, è El Niño. Conosciuto anche con la sigla ENSO – El Niño-Southern Oscillation, è un fenomeno che si verifica ogni 5 anni circa e causa un aumento della temperatura delle acque dell’Oceano Pacifico, condizionando il clima globale. Questo surriscaldamento delle acque superficiali modifica la circolazione equatoriale dei venti e la distribuzione delle precipitazioni, causando siccità in Australia e precipitazioni intense in Sud America. Questo fenomeno rallenta la corrente di Humboldt, una corrente fredda che scorre lungo le coste del Cile e del Perù, molto importante per la risalita di nutrienti, riducendo di conseguenza il livello nutritivo a disposizione della fauna marina di quell’area. 

Il doppio effetto di El Nino: siccità e uragani – foto via Canva

Il lungo viaggio delle correnti oceaniche

“Tutto scorre”, diceva il filosofo greco Eraclito e, anche se non si riferiva alle correnti oceaniche, questa massima può valere anche per loro. Le correnti sono moltissime e ognuna segue una sua direzione, determinando il clima delle zone che attraversa e tessendo delle invisibili connessioni tra tutte le parti del Pianeta. Viaggiano dal Nord Atlantico all’Equatore, arrivando nell’emisfero australe per poi raggiungere l’estremo oriente tornando, infine, al Polo Nord. In questo viaggio le correnti si incontrano e scontrano continuamente, si uniscono e si separano, scambiando il calore che viene rilasciato poi lungo le coste. 

Nel prossimo articolo di questa rubrica circumnavigheremo la Terra insieme alle correnti oceaniche, seguendo il loro magnifico viaggio nel mondo sottomarino.

Foto via Canva

Bibliografia:
Autrice: Graziella Pillari
Graziella è consulente ambientale e scrive per il magazine SeaMag di Worldrise, unendo la passione per l’ambiente alla scrittura. Se fosse un animale marino sarebbe un pesce pagliaccio, che vive nella coloratissima barriera corallina. 

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