Foto di Worldrise
Durante la mattinata sono intervenuti Augusto Navone (Fondazione IMC), Alessandro Ciccolella (Consorzio di Gestione di Torre Guaceto), Roberta Canu (SPS Srl) e il team di Worldrise, condividendo esperienze operative e linee guida per la formazione delle future Guardie Ambientali Marine.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: la sorveglianza accessoria può rafforzare prevenzione, osservazione e segnalazione nelle AMP, supportando la vigilanza istituzionale, a condizione che operi con ruoli chiari, formazione adeguata e pieno coordinamento con le forze preposte al controllo. Centrale è la necessità di percorsi formativi strutturati, omogenei e di qualità, con competenze giuridiche di base, conoscenza delle aree, capacità relazionali e attenzione alla sicurezza, orientati a un possibile riconoscimento regionale.
“Questo workshop nasce per costruire un modello concreto, coordinato e riconosciuto a livello istituzionale, grazie al contributo di enti, esperti e team scientifico. Facilitare il dialogo tra tutti gli attori è fondamentale per rafforzare la gestione efficace delle AMP e garantire un futuro sostenibile ai nostri mari.”
Foto di Worldrise
Il percorso avviato da Worldrise punta ora a tradurre il lavoro svolto in azioni pilota a partire dal 2026, con l’obiettivo di sviluppare un modello di sorveglianza accessoria certificato, istituzionale e replicabile a livello nazionale, in linea con la strategia 30×30 per la tutela efficace di almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030.
*Fonte: Protected Planet