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Sorvegliare il mare per proteggerlo davvero: in Sardegna il primo Workshop Interforze di Worldrise sulla sorveglianza nelle Aree Marine Protette

A Loiri Porto San Paolo il primo confronto fra ONG, istituzioni, forze dell’ordine ed enti gestori per definire un modello innovativo di sorveglianza accessoria delle Aree Marine Protette sarde.

In Italia solo lo 0,06% dei mari è protetto in modo efficace*. Un dato che evidenzia come le Aree Marine Protette (AMP), pur essendo strumenti fondamentali di tutela, risultino spesso indebolite da sistemi di sorveglianza insufficienti, con personale limitato e controlli discontinui di fronte ad una pressione antropica crescente.
È da questa consapevolezza che nasce il primo Workshop Interforze sulla sorveglianza accessoria delle AMP della Sardegna, promosso da Worldrise, organizzazione no profit impegnata da oltre 10 anni per la conservazione del mare, come momento operativo di confronto tra enti gestori, istituzioni, associazioni e forze dell’ordine.

L’incontro, ospitato a Loiri Porto San Paolo grazie al supporto di The Plum Foundation, SPS Srl e il patrocinio del Comune, ha riunito per la prima volta in Sardegna rappresentanti delle amministrazioni locali, delle AMP di Capo Testa – Punta Falcone, Tavolara – Punta Coda Cavallo e Capo Caccia Isola Piana, delle Compagnie Barracellari, del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, della Protezione Civile di Capo Ceraso, della Guardia Costiera Ausiliaria e delle associazioni di Guardie Ambientali di Santa Teresa Gallura.

Foto di Worldrise

L’IMOPORTANZA DELLA SORVEGLIANZA ACCESSORIA IN AMP

Durante la mattinata sono intervenuti Augusto Navone (Fondazione IMC), Alessandro Ciccolella (Consorzio di Gestione di Torre Guaceto), Roberta Canu (SPS Srl) e il team di Worldrise, condividendo esperienze operative e linee guida per la formazione delle future Guardie Ambientali Marine.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: la sorveglianza accessoria può rafforzare prevenzione, osservazione e segnalazione nelle AMP, supportando la vigilanza istituzionale, a condizione che operi con ruoli chiari, formazione adeguata e pieno coordinamento con le forze preposte al controllo. Centrale è la necessità di percorsi formativi strutturati, omogenei e di qualità, con competenze giuridiche di base, conoscenza delle aree, capacità relazionali e attenzione alla sicurezza, orientati a un possibile riconoscimento regionale.

Questo workshop nasce per costruire un modello concreto, coordinato e riconosciuto a livello istituzionale, grazie al contributo di enti, esperti e team scientifico. Facilitare il dialogo tra tutti gli attori è fondamentale per rafforzare la gestione efficace delle AMP e garantire un futuro sostenibile ai nostri mari.”

– Mariasole Bianco, esperta di conservazione marina e Presidente di Worldrise

Foto di Worldrise

Il percorso avviato da Worldrise punta ora a tradurre il lavoro svolto in azioni pilota a partire dal 2026, con l’obiettivo di sviluppare un modello di sorveglianza accessoria certificato, istituzionale e replicabile a livello nazionale, in linea con la strategia 30×30 per la tutela efficace di almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030.

*Fonte: Protected Planet

CONTATTI

Bianca Bargagliotti
bianca.bargagliotti@worldrise.org

Worldrise è un’organizzazione non profit che da oltre un decennio agisce per la conservazione efficace dei mari italiani. Un team di Ocean Positive People che facilita un cambiamento positivo capace di (ri)connettere le persone al mare, creare consapevolezza circa l’importanza dell’oceano e concretizzarsi nell’impegno collettivo per la sua salvaguardia.
Attraverso numerosi progetti e sostenitori, Worldrise promuove la protezione efficace di almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030.

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