Autrice: Zenab Irshaid
Durante la settimana sono entrata nel cuore della gestione di un’AMP: dalla normativa istitutiva ai processi di governance, dai meccanismi di finanziamento alla relazione tra ente gestore e istituzioni.
Spesso si pensa che istituire un’Area Marina Protetta significhi semplicemente definire delle regole. In realtà, ciò che non si vede è la complessità del processo: mettere d’accordo istituzioni, cittadini, pescatori e operatori turistici. Costruire fiducia. Creare dialogo. Solo così un’AMP può dirsi realmente efficace.
Tra le esperienze più formative vi è stato il monitoraggio della pesca locale, durante il quale abbiamo dialogato direttamente con i pescatori. Ascoltare le loro prospettive mi ha fatto comprendere come il successo di un’Area Marina Protetta dipenda anche dalla capacità di creare fiducia e collaborazione, non solo di imporre regole.
Abbiamo alternato momenti teorici ad attività pratiche. L’escursione nella zonazione dell’AMP, il monitoraggio del sistema dunale, l’analisi della biodiversità costiera e la conservazione dell’avifauna, con particolare attenzione al fratino, hanno reso concreti concetti studiati per anni.
Abbiamo approfondito le tecniche di Visual Census in mare, uno strumento fondamentale per il monitoraggio delle comunità marine, analizzandone metodologia, applicazioni e limiti operativi. È stato estremamente stimolante collegare queste tecniche alla mia formazione accademica e comprenderne l’applicazione concreta in un contesto reale di gestione.
Un altro modulo che mi ha particolarmente colpita è stato quello dedicato alla conservazione e al recupero delle tartarughe marine. Visitare il Centro di Recupero dell’AMP e conoscere da vicino le pratiche di ospedalizzazione, riabilitazione e reimmissione in mare mi ha permesso di osservare l’impatto diretto della ricerca e del monitoraggio sulla salvaguardia delle specie.
Abbiamo inoltre partecipato alla preparazione dei semi di Posidonia oceanica per la piantumazione, contribuendo attivamente al recupero di una pianta marina fondamentale per la biodiversità e la stabilità degli ecosistemi costieri.
Un ruolo centrale lo ha avuto la comunicazione e la divulgazione ambientale. Durante Festivalmar, il festival itinerante dedicato al mare a cura di Worldrise, abbiamo partecipato attivamente alle attività di sensibilizzazione presso il Centro di Recupero Tartarughe Marine e nei presidi informativi dell’AMP.
Raccontare l’importanza delle Aree Marine Protette a grandi e piccoli, vedere la curiosità negli occhi dei bambini e il loro desiderio di capire, è stato uno dei momenti più emozionanti della settimana.
In quel momento ho avuto la conferma che, senza consapevolezza, non può esistere conservazione.
Accanto alla crescita tecnica, ciò che porto con me è la dimensione umana dell’esperienza. Fin dal primo giorno mi sono sentita parte di una comunità unita dalla stessa passione per il mare. La condivisione di competenze, riflessioni e sogni per il futuro ha trasformato questa settimana in qualcosa che va oltre la formazione: è stata un’esperienza identitaria.
Il Campus AMP di Torre Guaceto non ha cambiato la mia visione della conservazione marina, ma l’ha resa più reale, profonda e consapevole. Mi ha ricordato che proteggere il mare significa integrare scienza, educazione, dialogo e responsabilità condivisa.
Questa esperienza ha rafforzato il mio desiderio di lavorare nel campo della conservazione e della divulgazione ambientale. Perché il mare non è solo un ecosistema da tutelare: è uno spazio di connessione, responsabilità e futuro condiviso.
Campus AMP è un progetto di Worldrise, nella sua seconda settimana del 2025 realizzato in collaborazione con il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, grazie al supporto di Ecologia – Unione Buddhista Italiana e con il patrocinio del Comune di Carovigno.
Vorresti partecipare all’edizione 2026 del Campus AMP? Seguici sui nostri canali social per non perdere l’apertura ufficiale delle candidature!