A cura di: Marta Curri, Claudia Pintore e Andrea Carlini
Nell’arco della settimana abbiamo partecipato ad un’escursione sull’Isola di Molara, in compagnia di Diego Gaia dell’associazione Molara, che ci ha narrato e mostrato tutto sulla storia e la natura del luogo.
Attraverso i suoi racconti, abbiamo potuto immergerci nella vita dei pastori che un tempo popolavano l’isola e immaginare l’importanza di conoscere e imparare a utilizzare in maniera sostenibile piante, venti, animali e fonti d’acqua dolce, che all’epoca erano essenziali per sopravvivere in questo luogo sospeso tra mare e terra. La fusione perfetta dei colori che compongono il paesaggio, come il blu cristallino del mare, il rosa e il giallo dei muri delle case, il magenta e il bianco dei fiori, le diverse tonalità di verde di tutte le piante, è quello che mi ha fatta innamorare del posto.
Ascoltando il fruscio del vento sugli alberi ho percepito la pace dei sensi e ho realizzato che questo luogo, circondato dalla natura incontaminata, vive tra il passato, con elementi che silenziosamente fanno avvertire la loro rilevanza, e il presente, con persone volenterose di salvaguardare un sito così speciale e magico. Ed è proprio grazie alla magia dell’Isola di Molara che ho compreso il valore della nostra presenza lì quel giorno. Attraverso la visita sull’isola abbiamo appreso l’importanza delle AMP, a partire da un luogo che ne fa parte, ma anche il valore di conoscere e tutelare posti come questo, per favorire la (ri)connessione al mare e alla natura, supportando realtà locali impegnate per il raggiungimento di obiettivi vicini ai nostri.
La mia testimonianza del Campus AMP organizzato da Worldrise aveva come scopo di documentare e trasmettere la bellezza, la magia e l’immensità dei luoghi che abbiamo avuto la fortuna di visitare e spero di esserci riuscita. Il Campus AMP è stata una delle più belle esperienze alle quali abbia mai partecipato e me la porterò sempre nel cuore.
Uno dei momenti più significativi del Campus AMP è stata la serata dedicata all’aperitivo scientifico: un AperiScience organizzato presso il bar AQA21 di Porto San Paolo, per raccontare a cittadini e turisti alcune curiosità sul Pianeta Blu.
Di fronte a un pubblico curioso e attento, noi giovani partecipanti abbiamo avuto l’occasione di cimentarci con un discorso di cinque minuti, ciascuno raccontando un aspetto dell’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo che ci ha colpito durante la settimana.
Personalmente ho deciso di dedicare il mio discorso all’importanza del Festival del Cinema di Tavolara, un evento che da oltre 30 anni trasforma l’isola in un teatro all’aperto unico al mondo, dove arte e natura si incontrano. Il festival, con la sua ambientazione da sogno e i film che spesso trattano temi legati alla sostenibilità, diventa un megafono che sensibilizza il pubblico sulla necessità di proteggere il mare e la biodiversità. Parlare di come il cinema possa avvicinare le persone a questi temi e raccontare le proiezioni che hanno celebrato la bellezza e la fragilità dell’AMP, è stato un modo per dimostrare quanto l’arte possa essere uno strumento potente per la divulgazione.
L’Aperiscience è stato molto più che una semplice condivisione di informazioni. Non solo abbiamo applicato quanto imparato sulla comunicazione ambientale durante una lezione tenuta nei giorni precedenti dalla biologa marina e Communication & Social Media Manager di Worldrise Aileen Roncoroni, ma abbiamo anche avuto l’opportunità di metterci in gioco in prima persona, dialogando con un pubblico interessato e partecipativo. In quella serata, abbiamo sperimentato la forza delle nostre parole e l’impatto che possono avere quando condividiamo ciò che ci appassiona. È stato un momento di crescita personale e collettiva, che ci ha fatto sentire parte di una comunità più ampia, impegnata nella conservazione dell’ambiente marino. Una serata indimenticabile, in cui la consapevolezza di poter fare la differenza attraverso le nostre parole ha lasciato un segno profondo in ciascuno di noi.
Oltre ad aver effettuato escursioni immerse nelle meraviglie naturali dell’Area Marina Protetta di Tavolara e aver partecipato a preziose lezioni sull’importanza e le tecniche di divulgazione ambientale, abbiamo potuto sperimentare direttamente sul campo le tecniche di monitoraggio Citizen Science più utilizzate per la salvaguardia degli ecosistemi marino-costieri. Il tutto, sotto la guida di un biologo marino con oltre vent’anni di esperienza.
Armati di maschera, boccaglio, muta e pinne, ci siamo tuffati in acqua dal gommone per eseguire il visual census: un censimento visivo in cui, con una matita e una scheda, abbiamo annotato la presenza o l’assenza di alcune specie marine locali e aliene, per poi valutarne l’abbondanza. Questo metodo permette di censire e valutare lo stato della flora e fauna presente, ottenendo dati fondamentali per piani di monitoraggio e conservazione dell’ambiente marino e dei suoi abitanti.
Abbiamo inoltre approfondito l’importanza della salute delle praterie di Posidonia oceanica, utilizzando una tecnica che valuta il numero di fasci di piante marine presenti per m², utilizzando un quadrato di dimensioni predefinite. Infine, seguendo il protocollo MAC-E (emerso), istituito da Reef Check Italia Onlus, abbiamo condotto rilievi lungo la costa, per rilevare l’abbondanza di elementi trasportati a riva dalle mareggiate, siano essi rifiuti di origine umana o elementi biologici, come conchiglie e foglie di P. oceanica.
Tutte queste attività ci hanno dimostrato quanto sia semplice fare la differenza, attraverso attività fruibili da tutti, come la Citizen Science, che include tecniche di monitoraggio ambientale marino e terrestre che possono essere svolte anche da chi non ha un background scientifico, se guidate da un esperto. Infatti,queste attività possono essere un modo efficace e piuttosto divertente per coinvolgere le persone locali e i turisti, nel contribuire attivamente alla ricerca, sensibilizzando il prossimo sull’importanza della salvaguardia del nostro patrimonio naturale.
Al di là delle diverse esperienze teorico-pratiche svolte durante la settimana, ciò che ha reso speciale questo campus sono stati i legami che si sono creati. Ogni membro del gruppo ha dato un contributo unico a questo percorso, portandoci a crescere insieme. L’elemento principale che ci accomunava era la forte passione per il mare e l’unicità di ognuno di noi ha creato una maggiore energia e carica per agire ancora più attivamente per la protezione del nostro mare.
Tutto questo è stato possibile grazie al coordinamento di Cristina Fiori, con l’appoggio di Aileen Roncoroni e Annalisa Storari, che ci teniamo a ringraziare immensamente per la loro pazienza e professionalità.
Saluti salati dalla triblù “Entropia”.