Autrice: Giulia Boldrin
Foto di Giulia Boldrin
I coralli possono essere danneggiati non solo dai cambiamenti climatici, ma anche da subacquei e snorkelisti poco attenti. I coralli accidentalmente colpiti all’interno di una barriera, infatti, cadono sulla sabbia, con una possibilità di sopravvivenza molto limitata. È proprio per far fronte ai diversi tipi di impatto che viene in aiuto la “coral restoration”, una vera e propria ancora di salvezza. Questa tecnica, infatti, sfrutta una delle caratteristiche chiave dei coralli per ripopolare il reef: il loro metodo di riproduzione. Questi animali possono infatti riporduris per via sessuata o asessuata. Il sistema di riproduzione maggiormente utilizzato è quello asessuato che, tramite diversi metodi, permette al corallo di sviluppare nuove colonie a partire da piccoli frammenti, purché abbiano un substrato solido su cui crescere e condizioni favorevoli di temperatura e luce. Tra i metodi di coral restoration più spesso utilizzati ci sono le “rope nurseries”, i “coral frames”, i “coral cookies” e le “Reef stars”.
Ideata da MARS (Mars Assisted Reef Restoration System), quest’ultima tecnica è una delle più innovative e promettenti. Le “Reef stars” sono dei moduli esagonali in metallo rivestiti di sabbia, che offrono una base stabile in caso di reef degradati per far crescere i frammenti di corallo. Su ciascun modulo vengono piantati circa 15 frammenti, per poi fissarlo al fondale; in questo modo si accelera la crescita del corallo e si crea un nuovo habitat che attrae pesci, invertebrati e altri organismi marini che popoleranno la nuova barriera.
Foto di Giulia Boldrin
Nelle acque turchesi dell’atollo di Ari, sull’isola-resort di Thudufushi, grazie alla “coral restoration” un piccolo grande miracolo si compie ogni giorno: la barriera corallina viene ripristinata. Nell’ottobre 2024, questo angolo di paradiso è stato protagonista del “Big Build”, un progetto ambizioso realizzato in collaborazione con MARS e considerato oggi un momento storico per la conservazione marina alle Maldive. Questo evento ha coinvolto biologi marini, staff del resort e ospiti da tutto il mondo.
L’obiettivo? Dare nuova vita a un ecosistema in crisi, costruendo le basi per un futuro più colorato e resiliente sott’acqua.
Durante l’evento Big Build di ottobre 2024, Thudufushi si è trasformata in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Per una settimana biologi, volontari, ospiti del resort e membri dello staff hanno lavorato insieme per costruire e posizionare più di 1000 Reef stars in una zona precedentemente degradata della laguna.
In uno scenario critico come quello attuale, in cui i cambiamenti climatici e le attività umane stanno mettendo in difficoltà le barriere coralline di tutto il mondo, i progetti di restaurazione come quello di Thudufushi non rappresentano solo una speranza, ma una necessità. Intervenire su piccola scala, con cura e visione a lungo termine, può fare la differenza. Ogni corallo trapiantato è un tassello in un mosaico più grande: quello della resistenza e della rinascita della vita marina e immergersi accanto alla barriera appena creata, vedendo i primi pesci curiosi avvicinarsi, è stato un momento che resterà nel cuore dei partecipanti per sempre.
Foto di Giulia Boldrin
La “coral restoration” non è un processo immediato: alcuni studi dimostrano che la capacità di recupero di una barriera sotto stress richiede molti anni. Servono tempo, pazienza e monitoraggi costanti. Ma giorno dopo giorno si vedono i primi risultati: i coralli crescono, gli organismi tornano e la vita si riaccende. Il progetto “Big Build”, che continuerà nei prossimi mesi con monitoraggi regolari, raccolta dati sulla crescita dei coralli e nuove sessioni di trapianto, rappresenta un esempio concreto di come anche il turismo possa diventare un alleato della conservazione, coinvolgendo ospiti, staff e comunità in attività concrete capaci di creare consapevolezza e connessione.
Vivere il Big Build dall’interno, come biologa marina a Thudufushi, è stato più di un semplice progetto scientifico, ma un autentico atto d’amore per il mare.
Guardare i coralli attecchire, i pesci tornare, il reef prendere forma, è stato un promemoria quotidiano del potere della collaborazione e della speranza. Ma più di tutto è stata una lezione: che la natura, se aiutata con rispetto e costanza, può davvero rinascere.
Il mio augurio è che chiunque abbia la fortuna di immergersi in queste acque possa sentire la stessa emozione e decidere, nel suo piccolo, di proteggere questo fragile e meraviglioso mondo sommerso.
— Giulia
• https://www.traveltrademaldives.com/big-build-maldives-2024-at-diamonds-thudufushi-the-maldives-largest-coral-restoration-project/
• https://mondomaldive.it/it/barriera-corallina
• https://ilbolive.unipd.it/it/news/scienza-ricerca/maldive-paradiso-terrestre-invaso-dalle#:~:text=Le%20Maldive%20sono%20considerate%20un,per%20chilo%20di%20sabbia%20analizzata
• https://www.ocean.si.edu/ocean-life/invertebrates/corals-and-coral-reefs
• https://worldrise.org/it/maldive-un-caleidoscopio-sommerso-di-colori/