Già nella civiltà minoica, sviluppatasi sull’isola di Creta dal 2700 a.C. al 1400 a.C. circa, si ritrovano importanti esempi di opere a tema marino. Essendo infatti un popolo di navigatori e commercianti, i cretesi erano costantemente in contatto con il mare, tant’è che negli affreschi da loro realizzati si può osservare un alto grado di realismo nella rappresentazione degli animali acquatici.
Uno dei più celebri capolavori si trova nell’edificio più importante dell’età del bronzo di Creta, il Palazzo di Cnosso: l’opera raffigura cinque delfini, appartenenti alla specie Delphinus delphis, che nuotano circondati da pesci e ricci di mare. Lo sfondo è chiaro, ma sono presenti lievi linee blu a indicare i riflessi creati dall’acqua. Colpisce la riproduzione attenta delle forme naturali, che si esprime con colori vivaci, una forte linea di contorno e con una resa particolareggiata dell’anatomia e del movimento degli animali.
Numerosi motivi ispirati alla fauna marina sono pressoché onnipresenti in tutta la pittura del palazzo, così come nelle arti figurative cretesi in genere. Gli archeologi hanno infatti rinvenuto numerose coppe e anfore con raffigurazioni di polpi e pesci, tra cui spicca la brocchetta di Gurnià, scoperta nei resti archeologici di Paleocastro, un piccolo villaggio nella parte orientale dell’isola di Creta, e oggi conservata al museo archeologico di Candia. Sul vaso è riprodotto un polpo che sembra davvero in movimento, poiché l’artista che lo ha dipinto ha sapientemente sfruttato la rotondità della brocca per conferirgli questo effetto. Sono inoltre presenti anche rametti di corallo che “fluttuano” tra le braccia del cefalopode.
Megaron della Regina, Palazzo di Cnosso, Creta – Foto via Canva
Numerose specie di pesci sono rilevabili anche in tantissimi mosaici, come quelli provenienti dalla Casa dei Mosaici Geometrici e dalla Casa del Fauno di Pompei, oltre che su piatti e vassoi.
Anche durante le immersioni subacquee è possibile ammirare alcune di queste opere antiche, come nel caso della città sommersa di Baia, in Campania, dove il mare custodisce il “Mosaico dei pesci”, la cui porzione meglio conservata mostra in primo piano un tonno e forse un’aguglia. È interessante notare che le specie presenti nei mosaici romani sono le stesse che si ritrovano ancora oggi sulle nostre tavole: in molte di queste opere possiamo infatti individuare dentici, triglie, gamberi, branzini, saraghi, gattucci, muggini e murene.
Foto di Wolfgang Sauber e di Marisa Ranieri Panetta in “Pompeji. Geschichte, Kunst und Leben in der versunkenen Stadt. Belser”, Stuttgart 2005, ISBN 3-7630-2266-X, p. 226, via Wikipedia
Dopo i secoli medievali, nei quali le rappresentazioni artistiche erano principalmente a tema religioso, il mare è ritornato il soggetto centrale in numerose opere rinascimentali. Tra queste, celeberrima è “La Nascita di Venere” di Sandro Botticelli, dipinto che raffigura l’approdo della dea dell’amore sull’isola di Cipro. La divinità, nata dalla spuma del mare, arriva sulla spiaggia sospinta su una valva di conchiglia. In questo caso non vi è uno studio dal vero della componente legata al mare, come si può notare dalla raffigurazione delle onde, realizzate in modo sintetico in assenza di chiaroscuro, e delle canne che appaiono nell’angolo in basso a sinistra, che sono in realtà una specie d’acqua dolce. L’oceano, però, rimane un elemento centrale: la culla della vita da cui nasce la dea dell’amore, che muove l’intero mondo naturale.
Sandro Botticelli (1484), Galleria degli Uffizi, Firenze – Foto via Canva
Poco meno di due secoli dopo, lo scultore napoletano Gianlorenzo Bernini realizzò un’altra grandiosa opera in cui è presente il mare, anche se non come protagonista: stiamo parlando della monumentale “Fontana dei Quattro Fiumi” di Piazza Navona, a Roma. I soggetti principali dell’opera sono appunto le statue allegoriche del Gange, del Nilo, del Rio della Plata e del Danubio, che si gettano in una vasca circolare che unisce e ridistribuisce tutte le acque, a simboleggiare l’Oceano. Tutto è dinamico e interconnesso e l’opera esprime appieno il messaggio fondamentale che esiste un unico grande oceano, che congiunge tutti i continenti.
Gianlorenzo Bernini (1651), Piazza Navona, Roma – Foto via Canva
È però a partire dall’Ottocento che i soggetti marini diventano uno dei temi favoriti dai pittori di tutta Europa. Il mare, infatti, rappresenta perfettamente il contrasto tra libertà e solitudine. Turner, Friedrick, Waugh e l’italiano Giovanni Fattori sono solo alcuni degli artisti che si sono cimentati nel trasportarlo su tela, realizzando veri e propri capolavori famosi in tutto il mondo.
In alcune raffigurazioni, però, la forza delle onde sovrasta quella umana, come nel caso de “La zattera della Medusa” di Theodore Gericault o “Il naufragio” di William Turner, che mostrano la furia della natura e la drammaticità di tali eventi.
Tra gli artisti che hanno celebrato il Grande Blu nelle loro opere troviamo anche il pittore francese Paul Gauguin, tra i maggiori interpreti del post-impressionismo. In particolare, una sua tela intitolata “L’onda”, ritrae un tratto di spiaggia che ribolle di cavalloni; questi si stanno infrangendo sulla costa, producendo gorghi e schiuma bianca. Il dipinto vuole esprimere la forza incontenibile ed energica del mare, esaltata dalla presenza di due piccole figure umane, in alto a destra, che sono minuscole rispetto agli elementi naturali e che fuggono per non essere travolte. Forti sono le influenze dell’arte giapponese, in particolare della xilografia “La grande onda di Kanagawa” di Hokusai, anch’essa raffigurante un’onda tempestosa che minaccia delle piccole imbarcazioni.
Katsushika Hokusai (1831) – Immagine via Canva
Con il passare degli anni e con il progresso tecnologico, le imbarcazioni sono diventate in grado di compiere traversate sempre più impegnative, resistendo alle tempeste oceaniche. Il mare ha cominciato a fare meno paura e le flotte, composte non più da galeoni ma da barche a motore, hanno ampliato il loro dominio sugli oceani.
Nella tela di Claude Monet “La terrazza a Sainte-Adresse” ciò è ben visibile, poiché in essa l’artista ha dipinto molti battelli a vapore che navigano in ogni direzione. L’ispirazione per l’opera è offerta da una giornata di svago in riva al mare in Normandia, ma non si tratta di un’immersione nella natura come avveniva nel Romanticismo: l’azzurro dell’acqua è infatti interrotto sull’orizzonte da numerose imbarcazioni scure e il cielo è sì ingombro di nubi, ma anche del fumo dei battelli.
Sul finire del XIX e nel XX secolo, quindi, le vedute marine si fanno sempre più antropizzate, riflettendo la realtà.
Claude Monet (1867) – Metropolitan Museum of Art, New York –Immagine da The Metropolitan Museum of Art via Wikipedia
Il crescente senso di responsabilità e il desiderio di fare qualcosa per l’ambiente sta ispirando numerosi artisti ad agire per la tutela degli oceani, realizzando opere ed esposizioni ad hoc. Anche Worldrise contribuisce a trasmettere questo messaggio attraverso l’arte, uno strumento potente per narrare le meraviglie e le sfide del mare, veicolando l’importanza della sua salvaguardia. Con Ars Maris, una mostra artistica itinerante con opere a tema mediterraneo, e Worldrise Walls, che porta il mare in città grazie a murales realizzati con vernici assorbi-smog, il segno grafico diventa la voce di un oceano in ribellione, evidenziando come ognuno di noi possa essere parte attiva del cambiamento.
Non è necessario essere biologi marini per agire concretamente per la tutela degli oceani e ognuno di noi può diventare, da parte del problema, parte della soluzione!
Il murales nato dalla collaborazione con AGN ENERGIA e PlanBee nell’ambito di Worldrise Walls, realizzato da Technicalz Studio – Foto di Worldrise
• https://almanacco.cnr.it/articolo/11670/il-mare-una-stanza
• https://www.uffizi.it/opere/nascita-di-venere
• https://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_medioevale_e_moderna/fontane/fontana_dei_quattro_fiumi_in_piazza_navona
• https://notiziarte.com/2021/01/04/il-mare-nellarte-cinque-opere-darte-con-il-mare-protagonista/
• “Punto Arte- Volume B”, Gloria Fossi- Giunti scuola
• “Arte Viva-Dal Neoclassicismo ai nostri giorni”, Bietoletti, Conte, Dantini, Lombardi, Fossi- Giunti TVP editori
• “Musée d’Orsay- Capolavori impressionisti e post-impressionisti”, Editions de La Réunion des Musées Nationaux e Thames and Hudson
• https://www.singulart.com/blog/it/2023/12/16/la-grande-onda-di-kanagawa/?srsltid=AfmBOoo9fuYQAlHuWynisPmxvr6buUE6qrnNFZbAIs8xikNvNqxJ7R6r
• https://musainquietante.wordpress.com/2013/08/08/il-mare-nellarte-romantica/
• https://www.analisidellopera.it/la-terrazza-a-sainte-adresse-di-monet/