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Alla scoperta del Mar Mediterraneo – Terza puntata: le specie aliene

Autrice: Graziella Pillari

Il Mar Mediterraneo è un hotspot di biodiversità unico al mondo, ma è anche uno dei bacini più invasi dalle specie aliene, che mettono a rischio quelle autoctone.

Una delle più grandi minacce per la biodiversità è la diffusione delle specie alloctone o aliene, cioè organismi che colonizzano un luogo diverso da quello originario. Quando ciò accade, spesso la specie aliena compromette il nuovo ecosistema e gli equilibri delle specie locali, diventando invasiva. La diffusione delle specie aliene è causata principalmente da attività dirette o indirette dell’uomo, che favoriscono gli spostamenti degli organismi animali e vegetali. 

Nel caso del Mar Mediterraneo, uno dei meccanismi di introduzione di specie aliene più comuni avviene attraverso l’acqua di zavorra delle navi, ossia l’acqua immagazzinata nello scafo dell’imbarcazione per mantenerla stabile. Solitamente quest’acqua, che viene scaricata nel Mediterraneo, proviene dai mari tropicali e può contenere larve di specie tipiche di quelle zone, che si diffondono nel nuovo ambiente. In altri casi, la bioinvasione avviene a causa del rilascio volontario di specie alloctone oppure per migrazione spontanea. 

LA MIGRAZIONE LESSEPSIANA

Molte delle specie aliene che si incontrano nel Mediterraneo sono giunte dal Mar Rosso, attraverso la migrazione lessepsiana, così definita in onore di Ferdinand de Lesseps, ideatore del canale di Suez, che dal 1869 collega i due mari. L’inaugurazione di questo collegamento ha rappresentato un evento significativo per le rotte commerciali tra Europa e Asia, ma ha anche permesso l’arrivo nel Mare nostrum di organismi originari del Mar Rosso. Nei primi tempi la fuga delle specie è rimasta contenuta, forse per l’elevata salinità dei Laghi Amari del canale di Suez, che impediva la migrazione degli organismi verso il Mediterraneo. In seguito, il grado salino si è uniformato grazie ai flussi d’acqua mossi dalle navi, favorendo così lo spostamento delle specie e il fenomeno di tropicalizzazione del nostro mare. Il fenomeno inverso, di spostamento di specie dal Mediterraneo al Mar Rosso è stato invece modesto.

LA MERIDIONALIZZAZIONE DEL MEDITERRANEO

Con il termine “meridionalizzazione” si indica la tendenza degli organismi marini termofili, abituati a vivere ad alte temperature, come quelle delle coste meridionali del Mar Mediterraneo, a spostarsi verso regioni più temperate, dove in precedenza erano assenti. Questo fenomeno è intensificato dall’aumento della temperatura dell’acqua, causato dal riscaldamento globale, a cui il bacino mediterraneo è particolarmente sensibile. Il nostro mare, infatti, si sta scaldando più velocemente della media globale, diventando anche più salato. Secondo i monitoraggi del Copernicus Marine Service, la temperatura superficiale delle acque mediterranee è aumentata di 0.34 °C nel periodo 1993-2022.

Una panoramica del Mar Mediterraneo

Immagine via Google Maps

GLI ALIENI DEL MEDITERRANEO

Dopo aver scoperto origini ed endemismi del nostro mare, conoscimo meglio alcune delle specie aliene che lo stanno raggiungendo:

Granchio reale blu

È una delle specie invasive di cui si parla di più negli ultimi anni, a causa della sua ampia diffusione sulle coste italiane, specialmente del mare Adriatico. È un granchio originario dell’Oceano Atlantico, caratterizzato da un ampio carapace di colore grigio-bruno, tendente al verdastro, con una lunga spina ai due lati, zampe azzurre e chele con le estremità blu nei maschi e arancioni nelle femmine mature.
Questo granchio si nutre di gasteropodi, bivalvi, come cozze, vongole o ostriche, ma anche di crostacei e dei piccoli dei pesci, rappresentando una seria minaccia per la crescita delle popolazioni ittiche. Il suo successo invasivo nel Mediterraneo è dovuto alla scarsità dei suoi predatori naturali, come le tartarughe marine, alcuni uccelli e  cefalopodi, ma anche al suo alto tasso riproduttivo: una femmina può deporre fino a 2 milioni di uova all’anno!

Il granchio blu ha una notevole importanza economica e culinaria negli Stati Uniti e nel Messico, in particolare sulla costa orientale. Mentre oltreoceano stanno lamentando un calo significativo di questa specie d’interesse commerciale, nel Mediterraneo se ne contrasta con difficoltà l’espansione. Proprio per questo motivo, il governo italiano ha stanziato 2,9 milioni di euro in favore delle cooperative della pesca per tenerne sotto controllo le popolazioni, aprendo anche una stagione straordinaria di pesca al granchio e favorendone l’introduzione nei menù dei ristoranti. 

Granchio blu

Foto via Canva

L’alga assassina, Caulerpa taxifolia

L’alga Caulerpa taxifolia si è guadagnata il terribile soprannome di “alga assassina”, o “killer”, a causa delle tossine che produce, così dannose per alcuni organismi marini che è stata inserita nell’elenco delle 100 specie esotiche invasive più dannose al mondo. Si tratta di un’alga tropicale, che può raggiungere 30 cm in altezza, spesso avvistata ai margini delle praterie di Posidonia oceanica, con cui entra in competizione. La sua crescita invasiva è dovuta alla temperatura mite dell’acqua e all’assenza di predatori. 

Pesce palla maculato

È un pesce migrante lessepsiano originario dell’Oceano Indiano e Pacifico, giunto nelle acque mediterranee attraverso il Canale di Suez. Lo si riconosce per il dorso bruno-verde, con la presenza di macchie scure, e per la capacità tipica di questo gruppo di pesci di gonfiare il proprio corpo in caso di pericolo. Attualmente è frequente nelle acque della Turchia meridionale e nelle isole di Rodi e Creta. In Italia è stato avvistato la prima volta nel 2013 nelle vicinanze dell’isola di Lampedusa, successivamente nel sud est della Sicilia e nel Mar Adriatico, dove potrebbe entrare in competizione per le risorse con le specie autoctone. Inoltre, si tratta di una specie particolarmente tossica se mangiata, poiché contiene una tetradotossina tra le più potenti al mondo. 

Pesce scorpione

È diffuso nel Mar Rosso e nell’Oceano Pacifico e anche lui è giunto nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Si sta espandendo velocemente nel Mare nostrum, mettendo a rischio la fauna locale. È una specie anche molto velenosa, la cui puntura può essere letale anche per un essere umano.

Pesce scorpione

Foto via Canva

In caso di avvistamento di una specie aliena è importante segnalarne la presenza all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) tramite un’email all’indirizzo alien@isprambiente.it. All’interno della comunicazione dovranno essere presenti una foto o un video della specie avvistata, la località in cui è avvenuto l’incontro e alcune note sulle caratteristiche dell’ambiente (tipologia di fondale, profondità, presenza di altri organismi, presenza di anomalie, segni di inquinamento o altro).

In questa puntata abbiamo scoperto alcune delle specie aliene che invadono il Mar Mediterraneo, nella prossima ci immergeremo tra i grandi cetacei e i rettili che popolano il nostro mare!

Autrice: Graziella Pillari

Graziella è consulente ambientale e scrive per il magazine SeaMag di Worldrise, unendo la passione per l’ambiente alla scrittura. Se fosse un animale marino sarebbe un pesce pagliaccio, che vive nella coloratissima barriera corallina. 

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