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Erika Stellini e Federica Aprea, tra i giovani change makers della prima edizione del Worldrise Leadership Training, raccontano la loro esperienza formativa in Sardegna.

Dall’11 al 17 luglio, l’isola di Molara ha ospitato la prima edizione del Worldrise Leadership Training, alla quale abbiamo avuto l’onore e la fortuna di partecipare insieme ad altr* 4 ragazz*. 

In questo articolo vorremmo condividere con voi quest’esperienza di formazione, che ci ha aiutate a metterci in gioco, scoprendo molto su noi stesse e sugli altri.  

È stata una settimana intensa ed emozionante: forse per il luogo evocativo che ha fatto da sfondo all’intera esperienza, sicuramente per i contenuti del corso. 

Un’isola tanto deserta quanto affollata di natura. 

Un’associazione che ci ha accolti a braccia aperte e ci ha fatti sentire a casa. 

Un mare trasparente a farle da contorno. 

COS’È IL WORLDRISE LEADERSHIP TRAINING

Descrivere in cosa consiste il corso non è semplice. Non perché non siano chiari gli obiettivi e la formazione che offre un’esperienza del genere, ma perchè risulta impegnativo separare la descrizione oggettiva delle nozioni acquisite, da quella puramente personale di crescita, emozioni e insegnamenti individuali che ognuno di noi ha colto in maniera del tutto soggettiva.

Vogliamo, tuttavia, dare una spiegazione chiara di cosa sia il Worldrise Leadership Training e quindi iniziamo dalla parte più semplice: le basi teoriche.

LEZIONI E TEORIA

Il corso prevede 5 giornate di lezioni e training durante le quali vengono affrontati diversi argomenti, essenziali per formare la figura di un Leader: 

  • capacità comunicative e di ascolto: argomento base di tutte le lezioni, nelle quali ci è stato spiegato come presentare noi stessi, lavorando sulle nostre potenzialità, e l’importanza di saper ascoltare gli altri;
  • capacità di ideare e sviluppare progetti: in cui abbiamo lavorato sulle presentazioni dei progetti proposti in fase di candidatura o su idee progettuali avute nel corso delle varie giornate;
  • capacità di lavorare in un team e guidarlo: modulo nel quale ci sono state spiegate le caratteristiche che ogni buon leader dovrebbe avere secondo il modello dei 6 cappelli delle personalità di Edward De Bono, che espone le personalità utili in un team tramite dei semplici cappelli colorati;

  • gestione delle emozioni: attraverso la comunicazione e l’ascolto, ci è stato spiegato come gestire ed incanalare le nostre emozioni, così da essere efficaci e mantenere il controllo di ogni situazione
  • capacità decisionali: oltre ad ascoltare e comunicare in modo adeguato, per un leader arriva il momento di prendere delle decisioni e bisogna essere pronti a farlo, con autorevolezza e convinzione
  • mindfulness: perché la mente ha bisogno di essere allenata e trovare il suo equilibrio, se si vuole dirigere un team in modo sano.

Le lezioni si svolgono ogni giorno dalla mattina fino alla sera e le giornate sono scandite da ritmi precisi, dati dall’esigenza di doversi organizzare al meglio e coordinarsi per stare (e lavorare) bene insieme. 

La preparazione professionale delle trainers Natascia e Federica, ha fatto sì che ogni modulo del training fosse ricco di informazioni, spunti e conoscenze messe a nostra disposizione. 

Per questo le ringraziamo ancora per il lavoro straordinario che hanno svolto, supportandoci e guidandoci in ogni momento della giornata, sia durante sia dopo le lezioni. Probabilmente, infatti, sono stati soprattutto i momenti extra-teorici quelli più costruttivi per le nostre personalità.

Ve li raccontiamo di seguito.

COLLABORAZIONE DENTRO E FUORI DALL’AULA

Un tassello dopo l’altro, il complicato puzzle di personalità di noi giovani Change Makers ha iniziato a prendere forma nell’arco della settimana. 

Per rendere possibile il processo, la parola d’ordine alla quale abbiamo fatto costantemente riferimento è stata: collaborazione

Ogni giorno, abbiamo collaborato non solo nelle esercitazioni pratiche, ma anche nelle attività quotidiane, necessarie quando si condivide una casa con altre persone.

Il lavoro di squadra, quindi, è stato essenziale fin da subito: nel preparare la colazione, sistemare casa, apparecchiare, cucinare e lavare i piatti, programmare i tempi per le docce e poi concedersi persino qualche momento di svago. 

Eravamo pur sempre nell’Area Marina Protetta di Tavolara e non potevamo non permetterci una nuotata, qualche escursione sull’isola e un bel tramonto vista mare, con tanto vino e buon formaggio sardo. Grazie alla disponibilità di Diego, Caterina e Christian dell’Associazione Molara, che ci ha ospitati – e viziati! -, abbiamo scoperto le bellezze nascoste dell’isola, tra storie di Saraceni e pirati, papi esiliati e monache rifugiate tra la vegetazione che ancora oggi ricopre l’isola.

CRESCITA PERSONALE

Lavorare su se stessi e in gruppo ha richiesto tanto impegno e, soprattutto, tanta volontà di mettersi in gioco, per imparare a valorizzare i propri punti di forza e, allo stesso tempo, focalizzarsi su quegli aspetti da migliorare, che spesso tendiamo a nascondere e non vedere. 

Quando si decide di partecipare ad un’esperienza del genere, infatti, bisogna essere pronti a mostrare le proprie fragilità che, se affrontate nel modo giusto, si rivelano essere una grande forza, nonché la base portante del gruppo che è disposto ad accettarle.

Fortunatamente per noi è stato proprio così. 

Dal primo istante in cui siamo saliti sul gommone e siamo sbarcati sull’isola, abbiamo deciso, inconsapevolmente, di calare le nostre maschere in maniera del tutto spontanea e naturale. 

Questo ci ha permesso, fin da subito, di conoscerci senza pregiudizi e mostrarci esattamente per quello che eravamo, con tutto il pacchetto completo di forze e fragilità, pregi e difetti.

È raro che ciò accada, lo sappiamo bene, ma forse è successo proprio perché tutti eravamo partiti con l’intenzione di essere parte di una squadra e, come in tutte le grandi squadre, ci siamo sempre supportati e migliorati a vicenda, dal primo all’ultimo giorno.

Come? Dandoci spesso dei feedback, come suggerito dalle nostre trainers. Feedback positivi, per riconoscere le qualità dell’altro, ma anche feedback negativi, per fare luce sui cosiddetti “aspetti da migliorare”. Non importa essere il migliore, in una leadership collaborativa, l’importante è crescere e migliorare, insieme.

E per crescere, è fondamentale la comunicazioneChe sia verbale, gestuale o paraverbale, l’arte di comunicare è tutto per chi aspira ad essere un vero Changemaker. Noi l’abbiamo messa in pratica in ogni momento delle nostre giornate, a tal punto da renderci conto di quanto il nostro modo di parlare si sia evoluto al termine della settimana. Abbiamo imparato a condividere idee e messaggi utilizzando un linguaggio (pro)positivo, tale da mettere a proprio agio l’interlocutore ed entrare in empatia con esso. Perché l’empatia è tutto per un leader collaborativo, che deve essere in grado di mettersi nei panni altrui e, allo stesso tempo, riuscire ad uscirne per essere oggettivo nelle decisioni da prendere. 

Abbiamo imparato, poi, che per fare tutto questo c’è bisogno del teamUn team che indossi tutti i 6 cappelli colorati delle diverse, ma complementari, personalità: della passione e della razionalità, della creatività e della stabilità, della positività e della negatività. Perché da solo, un leader non sarebbe tale, ma soltanto un capo.

Non è scontato che 6 ragazz* che non si conoscono e che per la prima volta trascorrono del tempo insieme siano così in armonia tra loro. Giorno dopo giorno, il gruppo iniziale si è trasformato in una squadra e quella squadra, a sua volta, ha trasformato le persone che la componevano, rendendole sempre più consapevoli del cambiamento del quale volevano e vogliono farsi promotori.

Quest’esperienza ci ha dato tanto e lo possono confermare le lacrime, i momenti no, i sorrisi e le risate, tante risate, che probabilmente echeggiano ancora tra le chiome degli alberi dell’isola. È stata dura doversi salutare dopo una settimana così intensa, ma non possiamo che essere grati per l’opportunità che ci è stata offerta. 

Per questo consigliamo vivamente, a chiunque sia interessato, di fare domanda e partecipare alle prossime selezioni del Leadership Training: per conoscersi, imparare a migliorarsi e mettersi in gioco, relazionarsi ed ascoltare gli altri, ma soprattutto portare avanti idee… quelle idee che creano il cambiamento!

Un grazie speciale, di nuovo, alle nostre trainers Natascia e Federica.

Grazie all’Associazione Molara: ci siamo sentiti davvero a casa sulla splendida isola di cui vi prendete cura.

Grazie a Mariasole e a tutto il team Worldrise per aver portato avanti un progetto sognato da anni e averci dato la possibilità di essere i primi fortunati a partecipare.

Grazie Axa Italia per aver sostenuto e reso possibile tutto questo.Con il cuore ancora colmo di emozioni ed un po’ di nostalgia, dedichiamo questo articolo alla splendida Sardegna, regione straordinaria, nonché da tempo culla e casa di numerosi progetti Worldrise.

A nome di tutt*, vogliamo esserti vicin* in questo momento difficile e ci auguriamo di vederti rinascere presto nella tua meravigliosa natura incontaminata. 

FedErika 

Autori: Erika Stellini e Federica Aprea

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