Il Natale sostenibile "ChristmaSustainable" per passare le feste con un basso impatto ambientale e aiutando l'oceano.

Questo 2020 sta per giungere al termine… e come potremmo definirlo? Sicuramente particolare e lontano da ogni più bizzarra immaginazione, ma pensando ad un aggettivo che lo rappresenti forse più di ogni altro, potremmo dire: insicuro. È chiaro che alla fine di quest’anno molte abitudini e cose che davamo per scontate non lo sono più ed il cambiamento è stato repentino, anche se siamo stati in grado di adattarci ai cambi di paradigma molto prima di quanto pensassimo. 

Se tra i vari stravolgimenti ci sono alcune cose di cui non possiamo dubitare, una di queste è il Natale. Cascasse il mondo (o venisse una pandemia globale), state certi che il 25 Dicembre e tutto ciò che ne consegue, arriverà puntuale come un orologio svizzero e ve lo ritroverete fuori l’uscio di casa ad aspettare di poter entrare per portare amore e un po’ di serenità. Quest’anno, poi, siamo ancora più sicuri di essercelo meritato un bel regalo… ma se tardasse ad arrivare, ci saranno pur sempre i panettoni pronti ad aspettarci sulla nostra tavolata e a farci ricredere nelle certezze della vita.

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Foto di Karolina Grabowska di Pexels

A Natale, però, succede anche altro. Tra una partita a tombola, un torrone mordicchiato, uno zio ubriaco connesso su Zoom e l’amore dei nostri famigliari (… solo i più stretti, mi raccomando!), tendiamo più facilmente a prenderci un momento di pausa per riflettere su quello che è stato: il rito del resoconto annuale riguarda vari aspetti della nostra vita, da quello affettivo a quello lavorativo. 

Persino Spotify si è mosso in fretta nei primi giorni di dicembre, per mostrare ad ognuno il proprio Wrapped 2020 . Possiamo dunque dire di avere una visione chiara di quale sia l’artista che abbiamo ascoltato più volte in 12 mesi o la canzone che cantiamo di più sotto la doccia che speriamo sia una di quelle della nostra playlist. Se ci chiedessimo quali sono gli eventi ed i cambiamenti climatici più significativi degli ultimi anni, saremmo in grado di rispondere? Probabilmente sì, perché ad oggi aumentano giornalmente le persone sensibili al tema.

Noi vogliamo essere certi di fornirvi le risposte che cercate e aggiungere una seconda certezza a questo duemila venti: i cambiamenti climatici. D’altronde, detto tra di noi, sono un diversivo perfetto da usare durante le cene tra parenti per cambiare discorso al momento della classica domanda: “quand’è che ti laurei?” 

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Foto di Jessica Lewis di Pexels

Un breve resoconto da tenere a mente per evitare di trovarci impreparati.

Partiamo dapprima dai dati più recenti di questo anno.
Come riportato da duegradi, ad Ottobre 2020 l’estensione dell’Artico è risultata essere del 37% sotto la media, percentuale minima mai registrata dal 1979; sempre nello stesso mese, in Australia le piogge sono state del 120% più intense della media.
Nel 2020 non ancora terminato, si sono verificati ben 28 uragani (numero record) e la Bolivia si trova attualmente in uno stato di catastrofe nazionale causato dagli incendiOttobre, poi, è stato il mese più caldo di sempre in Europa e temperature record si erano già registrate a settembre in Bahrain, Asia, Australia e Sud America.

Scavando più nel passato, la World Meteorological Organization  ci fornisce un report interessante sul quinquennio 2015-2019, che possiamo riassumere brevemente così:

  • Il livello del mare è aumentato di 5mm/anno. Un aumento molto più veloce della media di 3,2mm/anno registrata dal 1993
  • L’acidità dell’Oceano è aumentata del 26% dall’inizio della rivoluzione industriale
  • L’estensione dei ghiacciai si è ridotta drasticamente e la quantità di ghiaccio disciolta in un anno nell’Artico è aumentata di 6 volte: da 40 Gt/anno nel periodo 1979-1990, a 252 Gt/anno nel periodo 2009-2017
  • Gli incendi sono stati protagonisti dell’estate 2019. Soltanto nel mese di giugno dello stesso anno ce ne sono stati talmente tanti da emettere 50 Mt di CO2. Molto più di quanto emesso nei mesi di giugno dal 2010 al 2018 messi insieme. 

Se qualcuno di noi fosse ancora indeciso sul perché si sia arrivati a tutto questo, il Bulletin of the American Meteorological Society ci conferma che 62 dei 77 eventi riportati sono influenzati dall’uomo, incluse le anomale ondate di caldo e le piogge. Con tutto questo non vogliamo intristirci, ma riflettere assieme.
Questi dati devono aiutarci a vedere le cose in maniera più oggettiva e responsabile. Conoscere ciò che succede ci rende consapevoli e in grado di capire che siamo ancora in tempo per cambiare le cose. Cambiamo, dunque, partendo da questo Natale e cercando di viverlo nel modo più sostenibile possibile.

Come passare un Natale sostenibile con Worldrise
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I 10 consigli di Worldrise per un Natale Sostenibile

Noi di Worldrise abbiamo pensato ad alcuni suggerimenti pratici che vi invito a leggere nella guida “Un dono per il mare“. Sono solo alcune accortezze, che però ci aiutano a migliorare la vita del Pianeta, e di conseguenza la nostra. 

Partiamo dai regali cercando di evitare di regalare cose materiali e concentriamoci di più sul regalare esperienze, tempo o fare doni solidali: ci sono molti brand che quest’anno hanno deciso di sostenere anche noi: la linea Luce Beauty e Potentilla Cosmesi.
Se però ci piace essere tradizionali, incartiamo i nostri pensieri con del packaging sostenibile, ad esempio avvolgendoli in carta riciclata, vecchi giornali o stoffe avanzate ed utilizzando fili organici come la rafia al posto dei fiocchi di plastica. 

Un’altra idea potrebbe essere quella di utilizzare i regali come mezzo per iniziare i nostri amici alla vita “plastic-free” e quindi donandogli una borraccia, una borsa riutilizzabile o uno spazzolino di bamboo. Quest’anno, poi, rinunciamo agli alberelli finti in plastica, a meno che non abbiamo a casa uno storico. Al loro posto piantiamo un vero albero o supportiamo progetti come A Thousand Trees Project.

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Foto di Irina Iriser di Pexels

Parola d’ordine del Natale sostenibile è: anti-spreco. Doniamo il cibo avanzato al banco alimentare e regaliamo un cenone a chi non può permetterselo. Il nostro cenone, invece, cuciniamolo a base di verdure di stagione ed a km0, poca carne locale e pesce sostenibile come quelli da noi suggeriti nella guida al pesce poter del Mar LigureEvitiamo di comprare prodotti di massa e supportiamo produttori locali acquistando un panettone artigianale o un buon vino biologico.

Ultimo consiglio, ma non meno importante: apparecchiamo una tavola plastic free. Non facciamo in modo che la pigrizia di non voler lavare i piatti ci renda responsabili della perdita di biodiversità del Pianeta! Non rinunciamo a piatti di ceramica, posate di acciaio e bicchieri di vetro… lavarli insieme dopo il cenone sarà più facile e veloce del previsto.

Che sia un Natale sereno per noi e soprattutto per il nostro Pianeta, buone feste da Worldrise!

Autore: Worldrise Onlus – Federica Aprea

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