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Invisibili abitanti dell’oceano: i virus marini

Autrice: Ingrid Ravasi

Scopriamo i molteplici ruoli dei virus marini che, seppure invisibili ad occhio nudo, sono una componente fondamentale per sostenere la vita marina.

Quando pensiamo ai virus, la nostra mente corre subito a immagini negative, qualcosa di pericoloso da combattere. Ma se ti dicessimo che l’oceano è ricchissimo di virus e che questa, contrariamente a ogni aspettativa, è un’ottima notizia per gli ecosistemi marini e per tutti noi che dipendiamo dalla loro salute? 

I virus sono entità biologiche costituite da materiale genetico (DNA o RNA) racchiuso in un involucro proteico, chiamato capside. Talvolta presentano anche una membrana lipidica più esterna, detta pericapside.
I virus non sono in grado di replicarsi da soli ma, per farlo, hanno bisogno di un ospite, che in mare può essere rappresentato da batteri, plancton, coralli, ma anche da alghe, pesci, molluschi o crostacei. 
Negli oceani i virus sono estremamente abbondanti: in una singola goccia di acqua di mare possono nascondersi milioni di particelle virali. 

ABBONDANZA E DISTRIBUZIONE DEI VIRUS NEGLI OCEANI

In genere, la concentrazione virale è maggiore nelle acque costiere e superficiali, con una tendenza a diminuire man mano che ci si sposta verso il largo e in profondità. È tuttavia nei sedimenti marini che vengono raggiunte le concentrazioni più elevate di virus, con picchi fino a 10 miliardi di particelle virali per grammo di sedimento: un numero che supera la popolazione umana dell’intero Pianeta, concentrato in un solo cucchiaino di fondale marino!

L’abbondanza di virus in mare è strettamente legata alla densità di microrganismi marini, in particolare batteri e microalghe, che rappresentano i loro principali ospiti. Uno dei ruoli fondamentali dei virus marini è proprio quello di regolare le comunità microbiche.

GUARDIANI DELL’EQUILIBRIO

I virus agiscono come dei veri e propri guardiani dell’equilibrio naturale dell’ambiente marino, controllando la crescita di batteri e microalghe.

Quando una specie microbica trova le condizioni ideali, infatti, può iniziare a moltiplicarsi rapidamente, rischiando di prendere il sopravvento su tutte le altre. È qui che entrano in gioco i virus, la cui azione è spesso altamente specifica: ogni virus è specializzato nell’infettare una gamma ristretta di ospiti. Quando una specie inizia a crescere a dismisura, i suoi virus specifici si diffondono a macchia d’olio, riducendone la densità. Questo meccanismo, noto in ecologia come Kill the Winner, previene la dominanza di una singola specie, liberando spazio e risorse per le altre, favorendo la biodiversità e contribuendo alla stabilità dell’intero ecosistema.

Foto via Canva

I VIRUS COME MOTORI DELLA RETE TROFICA MARINA

Quando un virus infetta una cellula ne sfrutta l’apparato biosintetico per replicarsi, trasformandola in una vera e propria fabbrica di virus, fino a causarne la rottura: questo processo è noto come “lisi virale”. Oltre a produrre nuovi virus, la rottura della cellula ospite rilascia in acqua il proprio contenuto cellulare sotto forma di materiale organico disciolto. Questo materiale diventa cibo immediatamente disponibile per altri microrganismi che, a loro volta, alimentano organismi più grandi. Attraverso questo sistema, noto come viral shunt, i virus riciclano i nutrienti, alimentando la base della rete trofica marina.

DALLO SHUNT ALLO SHUTTLE: I VIRUS MARINI E IL SEQUESTRO DEL CARBONIO

Il ruolo dei virus marini non si ferma al riciclo dei nutrienti. Questi minuscoli abitanti dell’oceano hanno anche una funzione chiave nel trasporto del carbonio verso il fondo marino, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. 

Quando la cellula infettata si rompe, oltre al contenuto cellulare vengono rilasciate anche grandi molecole appiccicose, chiamate TEPs (Transparent Exopolymer Particles). Queste particelle gelatinose si aggregano facilmente con altri detriti, muco e pellet fecali, formando la cosiddetta “neve marina”: fiocchi visibili di materia organica che affondano lentamente verso gli abissi. Questo processo, detto viral shuttle, agisce come un “ascensore” che trasporta la materia organica (quindi il carbonio) verso le profondità oceaniche, contribuendo a sequestrarlo nei fondali marini e sottraendolo di fatto all’atmosfera. Studiare il ruolo dei virus nel ciclo del carbonio è fondamentale per comprendere meglio come si comportano gli oceani sotto la pressione dei cambiamenti climatici.

IL RUOLO DEI VIRUS MARINI NELL’EVOLUZIONE MICROBICA

I virus marini possono muovere geni tra organismi diversi, attraverso un processo noto come “trasferimento genico orizzontale”.

Durante il processo di infezione e replicazione virale, frammenti di DNA dell’ospite possono essere accidentalmente incapsulati nelle nuove particelle virali e quindi trasferiti a un altro ospite durante una successiva infezione. Questo scambio genetico accelera i tempi dell’evoluzione, permettendo alle comunità microbiche di adattarsi rapidamente ai cambiamenti ambientali. Il rimescolamento genetico è particolarmente importante nelle profondità oceaniche, poiché permette ai microrganismi di sopravvivere in condizioni estreme e mutevoli.

Neve marina

Foto via NOAA

BATTERIOFAGI MARINI COME TERAPIE DI NUOVA GENERAZIONE

I virus marini rappresentano una risorsa straordinaria anche per la biotecnologia, essendo considerati il più grande serbatoio di diversità genetica inesplorata sul nostro Pianeta. La maggior parte delle proprietà genetiche dei virus marini, infatti, non è ancora nota, ma recenti scoperte hanno evidenziato caratteristiche innovative che potrebbero portare a progressi significativi in vari settori, tra cui medicina, scienza dei materiali e cosmetica.

Un’applicazione promettente è rappresentata dalla fagoterapia, che utilizza i batteriofagi (o fagi), cioè i virus che infettano specificamente i batteri, per combattere le infezioni batteriche. 
I batteriofagi marini si distinguono come alcune delle opzioni più promettenti e sicure per combattere le infezioni, grazie alla loro notevole specificità, alla potente attività litica e alla capacità di adattarsi a condizioni acquatiche estreme. 

Questo approccio è particolarmente rilevante nell’acquacoltura, un settore in cui l’abuso di antibiotici è una preoccupazione crescente. 

PICCOLI, MA FONDAMENTALI

Lontani dall’essere semplici agenti patogeni, i virus marini svolgono ruoli cruciali nell’ambiente marino, regolando l’abbondanza e la diversità microbica, riciclando i nutrienti e influenzando i cicli biogeochimici. Pur essendo incredibilmente numerosi, la maggior parte di questi virus è innocua per l’uomo e, anzi, indispensabile per l’equilibrio dei nostri mari.

Foto via Canva

BIBLIOGRAFIA

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Autrice: Ingrid Ravasi

Ingrid è laureanda in Conservazione della Biodiversità, Didattica e Comunicazione Scientifica. Animata da una profonda passione per il mare, crede nel potere della divulgazione scientifica per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di proteggere gli ecosistemi marini.
Se fosse un animale marino, sarebbe un polpo: indipendente, pacifico e infinitamente curioso.

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