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Esploriamo il Mediterraneo e scopriamo i suoi abitanti più temuti dall’uomo: gli squali!

Gli squali sono tra le specie maggiormente minacciate dall’uomo, ma anche tra le più importanti per la vita negli oceani. Questi animali, tanto affascinanti quanto temibili, sono presenti nei nostri mari con un numero elevato di specie, più o meno imponenti.
Andiamo a scoprire insieme gli squali che abitano nel nostro Mar Mediterraneo.

UNA PANORAMICA SUGLI SQUALI

Gli squali appartengono al gruppo dei Condroitti, pesci caratterizzati da una struttura scheletrica cartilaginea, e in particolare alla sottoclasse degli Elasmobranchi. A differenza di molti altri pesci, gli squali non sono ricoperti da squame ma presentano una pelle molto liscia e resistente, che dona loro una maggiore idrodinamicità e velocità in acqua. Proprio grazie a questa loro pelle caratteristica, gli squali riescono ad essere sempre in movimento, sia di giorno sia di notte.

In acqua si muovono con grazia creando, in chi li osserva da vicino, paura e stupore allo stesso tempo. Sono presenti nei mari di tutto il mondo da oltre 400 milioni di anni e per la maggior parte sono predatori di pesci, mammiferi, tartarughe marine e gabbiani, grazie al loro olfatto molto sviluppato, all’ottimo udito e alla vista acuta. Oltre a questi perfetti predatori, il grande gruppo degli squali è composto anche da specie che si nutrono di plancton, come nel caso dello squalo balena e dello squalo elefante.

A prescindere dalla differente modalità di alimentazione, lo squalo si trova all’apice della catena alimentare, svolgendo un ruolo fondamentale per la salute dell’intero ecosistema marino e mantenendo stabile la struttura e la produttività degli oceani. Sono circa 465 le specie di squali presenti nei mari di tutto il mondo e variano per aspetto, dimensione e habitat. 

SPECIE DI SQUALI PRESENTI NEL MEDITERRANEO:

All’interno del bacino mediterraneo sono presenti ben 47 specie diverse di squali con una distribuzione cosmopolita in costante mobilitazione e, in alcuni casi, anche un vero e proprio comportamento migratorio.

Vediamo nel dettaglio alcune tra le specie più comuni! 

  • GRANDE SQUALO BIANCO

Grande squalo bianco – Foto Via Canva

Il grande squalo bianco (Carcharodon carcharias) è una specie che possiamo trovare in acque tropicali, sebbene preferisca nuotare in acque più temperate, come quelle del Mediterraneo. Questo animale è in grado di nuotare in aree vicino alla costa, anche se preferisce zone più profonde che raggiungono persino i 1800 metri.

La sua lunghezza massima si stima sia di circa 6,5 metri, mentre può arrivare a pesare fino a 3 tonnellate. È caratterizzato da 5 paia di branchie, con le pinne pettorali e la prima pinna dorsale ampie e falciformi. Lungo il ventre presenta una colorazione bianca, a differenza del resto del corpo che risulta grigio/marrone.

Questa specie è stata identificata dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) come specie vulnerabile

  • SQUALO GRIGIO

Squalo grigio – Foto Via Canva

Lo squalo grigio (Carcharhinus plumbeus) vive principalmente sotto costa vicino al fondale, ma è in grado di nuotare anche in acque aperte e più profonde.  Si nutre di pesci ossei, razze e invertebrati e può raggiungere un massimo di 3 metri di lunghezza.

Le popolazioni mediterranee sono state valutate in pericolo di estinzione anche se, ad oggi, la specie non risulta ancora protetta.

  • SQUALO MAKO

Mako – Foto Via Canva

Il Mako (Isurus oxyrinchus) è una specie con una grande natura migratoria e abitudini pelagiche, presente nel Mediterraneo e in molte altre aree del mondo. Si trova, infatti, soprattutto in acque aperte che non superano una profondità di 900 metri. Il peso medio di questo animale è di 11 kg e il suo corpo può arrivare ad avere una lunghezza di 3,5 metri. 

Secondo le liste rosse dell’IUCN, appartiene alla categoria a rischio di estinzione, infatti le popolazioni del Mediterraneo risultano in pericolo critico e la specie è protetta.

  • VERDESCA

Verdesca – Foto Via Canva

La verdesca (Prionace glauca) ha un’ampia distribuzione in tutti i mari del mondo, il suo peso medio è di circa 240 kg e misura 4 metri. Abita sia in acque aperte che vicino alla costa, dunque in zone dove le temperature variano dai 12 ai 20°C.

È classificato dall’IUCN come “quasi esposto a minaccia” e, sebbene nel Mediterraneo le popolazioni siano in pericolo critico, questo animale ancora non è protetto e risulta una delle specie maggiormente pescate.

  • SPINAROLO 

Spinarolo – Foto Via Canva

Lo spinarolo (Squalus acanthias) abita acque temperate e può trovarsi in zone costiere, estuarine e in alto mare, raggiungendo anche i 2000 metri di profondità, sebbene la maggior parte degli individui tenda a nuotare a meno di 600 metri. Si nutre di pesci ossei, razze e invertebrati. Solitamente non supera i 2 metri di lunghezza e il suo peso varia da 3 a 9 kg. 

È classificato come vulnerabile dall’IUCN, mentre le popolazioni mediterranee sono state valutate in pericolo di estinzione. La specie, comunque, ad oggi non è protetta e viene pescata e venduta.

  • PALOMBO

Palombo – Foto Via Canva

Il palombo (Mustelus spp.) è uno piccolo squalo del Mediterraneo che può arrivare ad avere una lunghezza massima di 1 metro. Solitamente vive sotto costa, entro i 150 metri, prediligendo acque basse intorno ai 50 metri. Le popolazioni del genere Mustelus sono diminuite in modo significativo per gli effetti della pesca eccessiva, per questo motivo la specie è valutata come vulnerabile, anche se nei nostri mari non viene protetta nessuna delle tre specie di questo genere.

  • SQUALO VOLPE

Squalo volpe – Foto Via Canva

Lo squalo volpe (Alopias vulpinus), sebbene riesca a vivere in acque calde, sembra preferire quelle più fredde e tende a rimanere sulla piattaforma continentale, dove si nutre soprattutto di piccoli pesci, calamari, crostacei e, solo in casi eccezionali, di uccelli marini. In media può essere lungo 1,6 metri e pesare circa 348 kg. 

È classificato dall’IUCN come vulnerabile; risulta quindi in pericolo e la pesca mirata è vietata.

  • SQUALO ELEFANTE 

Squalo elefante – Foto Via Canva

Lo squalo elefante (Cetorhinus maximus), chiamato anche squalo pellegrino, si trova a diversi livelli di profondità, variando la sua distribuzione in base al periodo dell’anno. Generalmente cerca acque fredde con temperature comprese tra 8 e 14°C e ricche di plancton, la sua principale fonte di cibo. 

Facendo parte della cerchia di squali erbivori, non ha alcuna necessità di avere tutte le caratteristiche tipiche di un grande predatore, come la velocità. Tende infatti a muoversi molto lentamente, mantenendo la bocca spalancata per filtrare l’acqua; comportamento che lo rende spesso visibile in superficie. È uno squalo di grandi dimensioni e arriva a pesare 3,9 tonnellate e ad avere una lunghezza di 11 metri. È il più grande pesce del Mediterraneo e il secondo al mondo.

Secondo l’IUCN è in pericolo di estinzione e, per questo motivo, risulta essere una specie protetta. 

MINACCE PER GLI SQUALI 

Negli ultimi anni diverse popolazioni di squali hanno perso più del 90% dei loro individui a causa di varie attività di origine antropica. Tra le cause principali della diminuzione degli squali ritroviamo la sovrapesca, le catture accidentali insieme alla specie target durante l’attività di pesca commerciale, il commercio principalmente illegale delle pinne e della loro carne. L’Italia stessa rappresenta uno dei maggiori consumatori mondiali di carne di squalo. Inoltre, diversi studi di ecotossicologia hanno portato alla luce un grande accumulo di metalli pesanti nel corpo di alcuni squali, dovuto proprio alla loro posizione nella catena trofica. 

Stando a recenti studi del WWF, circa il 50% delle specie di squalo del Mediterraneo è a rischio estinzione. 

Nonostante il pericolo maggiore per gli squali sia l’uomo, è proprio quest’ultimo a temerli di più. Ma sono davvero così spaventosi e pericolosi per noi? È stato stimato che, ogni anno e in tutto il mondo, circa 6-10 persone muoiano per attacchi da parte di squali. Benchè si tratti chiaramente di disgrazie, si tratta di un numero piuttosto basso, soprattutto se messo a confronto con il numero di squali uccisi annualmente dall’uomo: sono circa 100 milioni gli squali che ogni anno perdono la vita per cause antropiche, la maggior parte a causa del commercio illegale di pinne, il restante numero per via della pesca o perché vengono intrappolati accidentalmente nelle reti. 

Le minacce che gli squali affrontano sono tante, ma esistono delle azioni che possono contribuire alla loro salvaguardia.

Foto via Canva

SALVAGUARDIA DEGLI SQUALI 

La conservazione degli squali nel Mediterraneo è fondamentale per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi. Per garantire la sopravvivenza di questi individui è necessario che vengano attuate misure di conservazione come, ad esempio, la protezione degli habitat delle specie in pericolo, la regolamentazione della pesca, oltre ad aumentare la consapevolezza dei cittadini circa l’importanza e il valore che gli squali rappresentano per l’ecosistema marino. Conoscendo meglio la loro biologia e sfatando i miti che li rendono dei mostri, possiamo contribuire positivamente alla loro conservazione.

Alcune specie godono già di protezione parziale o totale, tante sono ancora pescate e commercializzate, nonostante il 37% delle specie presenti nel Mediterraneo sia stato classificato dall’IUCN come in pericolo di estinzione o minacciato.

Esistono numerose iniziative tese a favorire la conservazione degli squali, soprattutto attraverso l’informazione e la sensibilizzazione del pubblico, spesso ignaro di queste problematiche. In alcuni Paesi si sta diffondendo un progetto dedicato al recupero delle uova di squalo pescate accidentalmente: una volta prelevate dal loro ambiente naturale, queste uova vengono mantenute in acquario fino alla loro schiusa. Solo in seguito, al momento più opportuno per la loro sopravvivenza, i piccoli di squalo vengono rilasciati in mare. 

Servono però misure mirate nella gestione della pesca e delle Aree Marine Protette (AMP), ad oggi ancora del tutto carenti. Inoltre, ognuno di noi può essere parte attiva nella conservazione degli elasmobranchi, accertandosi sempre di non acquistare e consumare specie di squali protette o a rischio estinzione e segnalare eventuali avvistamenti chiamando la Guardia Costiera o associazioni che si occupano di conservazione marina. In questo modo è possibile aumentare la quantità di dati e le conoscenze utili a rendere le azioni di salvaguardia più efficaci.

BIBLIOGRAFIA:
Autrice: Giulia Boldrin

Giulia è una biologa marina laureata in Marine Sciences con un’enorme passione per i vertebrati e per gli squali in particolare; spera di riuscire a contribuire attivamente alla conservazione marina e alla salvaguardia degli oceani.

Se fosse un animale marino sarebbe un delfino, per il suo carattere pacifico e giocherellone, per la sua socievolezza, spensieratezza, fedeltà e amicizia!



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