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Nidi di tartaruga marina e cambiamento climatico Skip to main content

Lo sapevi che nel 2023 lungo le coste italiane ci sono stati ben 454 nidi di tartaruga marina? Worldrise ti porta a scoprire il mondo che c’è dietro un nido di Caretta caretta

Nel 2023 lungo le coste italiane c’è stato quello che può essere considerato un vero boom di nidi e, di conseguenza, di nascite di tartarughe marine della specie Caretta caretta, l’unica specie di tartaruga marina nidificante in Italia.

Foto di Matteo Ferretti

Le tartarughe marine sono fondamentali negli ecosistemi marini: sono infatti dei predatori importantissimi, all’apice della rete alimentare. A causa delle attività antropiche, però, le 8 specie di tartarughe marine che vivono sul nostro Pianeta sono a rischio di estinzione. Il problema principale è rappresentato dalla pesca, che ogni anno ne uccide milioni, seguita dai rifiuti dispersi in ambiente marino e che questi animali ingeriscono o in cui rimangono intrappolati. Proteggere i nidi di tartaruga e assicurare al mare le nuove generazioni di individui è fondamentale per la protezione delle specie.

I nidi nel Mar Mediterraneo

Nel 2023 siamo arrivati ad avere 454 nidi di tartaruga marina Caretta caretta lungo le coste italiane (aggiornamento del 05/11/2023 di Tartapedia). Può sembrare una bella notizia, ma è in realtà il sintomo di un cambiamento ambientale e climatico sempre più forte: a causa del surriscaldamento delle acque, infatti, l’areale di distribuzione e nidificazione delle tartarughe marine si sta spostando sempre più verso il Mar Mediterraneo settentrionale e occidentale. Fino a pochi anni fa, invece, la nidificazione regolare avveniva esclusivamente nel più caldo bacino del Mediterraneo orientale, principalmente lungo le coste di Libia, Grecia, Turchia, Cipro e parti più meridionali dell’Italia, come l’isola di Lampedusa. 

Esemplare di tartaruga Caretta caretta – foto via Canva

Secondo il rapporto “Climate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean”, pubblicato su Nature Climate Change, il Mediterraneo è tra i bacini che si stanno scaldando più velocemente sul pianeta: con un aumento di circa + 0,4 °C ogni dieci anni, con proiezioni per il 2100 che variano tra +1,8 °C e +3,5 °C in media rispetto al periodo tra il 1961 e il 1990. 

Questo riscaldamento delle acque ha ripercussioni su tutti gli organismi marini, tartarughe comprese, che sembrano rispondere a questo problema spostandosi verso il Mediterraneo nord-occidentale, dove il clima è più fresco e permette un migliore tasso di nascite, anche per quanto riguarda il sesso. Il sesso delle tartarughe, infatti, viene determinato durante l’incubazione delle uova sotto la sabbia: con temperature inferiori ai 28-29 °C i nascituri saranno maschi, mentre con temperature superiori saranno femmine. Con il riscaldamento globale, che determina anche temperature della sabbia sempre più calde, si rischia uno sbilanciamento nella proporzione tra i due sessi, con la nascita di più individui di sesso femminile. Un simile scenario metterebbe a repentaglio il mescolamento genetico e, di conseguenza, la specie potrebbe avere più difficoltà ad affrontare stress ambientali globali come i cambiamenti climatici. 

Piccolo di tartaruga nelle mani degli esperti – Foto di Matteo Ferretti

Cosa può fare ognuno di noi?

Esiste però un lato positivo: sempre più persone si stanno interessando alla salvaguardia delle tartarughe marine, segnalando le tracce di mamma tartaruga che ha deposto le uova in spiaggia e partecipando ai turni di monitoraggio dei nidi

In Italia, infatti, dopo che viene accertata dagli organi competenti la presenza di un nido di Caretta caretta, questo viene messo in sicurezza, per evitare che le uova vengano distrutte in maniera involontaria dalle persone. Pochi giorni prima della data di schiusa prevista, il nido è tenuto sotto osservazione 24 ore su 24 in attesa della nascita dei tartarughini, affinché, una volta nati, possano raggiungere il mare in sicurezza: i neonati vanno infatti seguiti fino al loro primo “tuffo”in acqua, per accertarsi che le fonti luminose di origine antropica non li portino lontani dalla loro meta.

Presidio per monitorare i nidi – Foto di Matteo Ferretti

In questo modo, sono giunti in mare migliaia e migliaia di piccole tartarughe, che rappresentano tanti nuovi tasselli nella conservazione di Caretta caretta, che deve affrontare tantissimi pericoli a causa delle attività antropiche. 

Se ti dovessi imbattere in una traccia come quella in foto o se dovessi avvistare dei piccoli di tartaruga che tentano di raggiungere il mare, chiama la Guardia Costiera al 1530, indicando il luogo preciso in cui ti trovi: in questo modo potrai fare la tua parte per contribuire alla tutela delle tartarughe marine! 

Traccia del passaggio di tartarughe – Foto di Matteo Ferretti

Bibliografia:
  • https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/nidi-tartarughe-marine-il-2023-e-lanno-del-record/
  • https://tartapedia.it/
  • https://geagency.it/mediterraneo-sempre-piu-caldo-tartarughe-marine-nidificano-in-italia/
  • Almpanidou, V., Katragkou, E., & Mazaris, A. D. (2018). The efficiency of phenological shifts as an adaptive response against climate change: a case study of loggerhead sea turtles (Caretta caretta) in the Mediterranean. Mitigation and Adaptation Strategies for Global Change, 23, 1143-1158.
  • Witt, M. J., Hawkes, L. A., Godfrey, M. H., Godley, B. J., & Broderick, A. C. (2010). Predicting the impacts of climate change on a globally distributed species: the case of the loggerhead turtle. Journal of Experimental Biology, 213(6), 901-911.
  • Cramer, W., Guiot, J., Fader, M., Garrabou, J., Gattuso, J. P., Iglesias, A., … & Xoplaki, E. (2018). Climate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean. Nature Climate Change, 8(11), 972-980.
Autrice: Francesca Trenta

Francesca è laureata in Tutela e benessere animale e in Biologia marina. Dal 2016 si occupa di ricerche sulla fauna selvatica e di divulgazione scientifica. Se fosse un animale sarebbe una berta, sempre pronta a sfruttare il vento di nuove avventure.

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