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Alla scoperta delle Isole Tremiti: un viaggio nel cuore del Mare Adriatico Skip to main content

Tuffiamoci nel Mar Adriatico per la prima parte del nostro viaggio alla scoperta delle Isole Tremiti

Nelle acque del mar Adriatico esiste una vera e propria oasi nascosta di biodiversità: stiamo parlando delle Isole Tremiti, un arcipelago che custodisce un patrimonio marino di inestimabile valore. Partiamo per un viaggio alla scoperta della straordinaria bellezza di queste isole e di come possiamo concretamente contribuire alla loro protezione e conservazione.

Isole Tremiti – foto di Massimo De Paoli

DOVE SI TROVANO?

Le Isole Tremiti sono un gruppo di cinque isole situate ad appena 22 km di distanza dal promontorio del Gargano, in Puglia, e rappresentano una perla unica nel mare Adriatico. La loro straordinaria bellezza e ricchezza biologica ha fatto sì che guadagnassero il titolo di Area Marina Protetta nel 1989, facendo parte integrante del Parco Nazionale del Gargano. L’arcipelago è composto da tre isole principali, San Nicola, San Domino e Capraia, insieme a un’isola minore completamente disabitata, Pianosa, e un grande scoglio argilloso, il Cretaccio.

Questa Area Marina Protetta rappresenta uno dei gioielli naturali più pregevoli dell’intero Mediterraneo. Qui, lungo la costa che circonda le cinque isole, si trova una vasta gamma di habitat marini, casa di una variegata popolazione di pesci e crostacei che prosperano in condizioni protette a diverse profondità. Le formazioni algali tipiche di questo paesaggio sottomarino conferiscono all’area uno scenario di rara bellezza, rendendola anche un luogo ideale per le immersioni subacquee.

Foto via Canva

TRA MITI E LEGGENDE 

Le isole sono legate a numerosi miti e leggende: un affascinante racconto affonda le radici nell’eroismo di Diomede, famoso guerriero noto per le sue gesta dopo la guerra di Troia. Si narra che, al ritorno in patria, Diomede scoprì un complotto ai suoi danni, ordito dalla moglie e dal suo amante e che, per sfuggire all’inganno, l’eroe acheo salpò nuovamente, approdando poi sulle coste del Gargano.

Qui, spinto dalla necessità di delimitare il territorio per il suo nuovo regno, gettò tre massi di dimensioni colossali nelle acque circostanti, i quali emersero dalle profondità sotto forma delle affascinanti isole che oggi chiamiamo Tremiti.

La storia non si ferma qui: si racconta che la dea Afrodite, per vendicarsi a seguito della sconfitta di Troia, trasformò i compagni di Diomede in uccelli marini, noti come Berte Maggiori (Calonectris diomedea). Il loro canto durante la stagione riproduttiva, simile a un lamento umano, si diffonde ancora oggi tra il vento e le onde, ricordandoci la misteriosa scomparsa di Diomede. 

FLORA E FAUNA

Le Isole Tremiti sono un’oasi rocciosa nel vasto mare delle pianure sabbiose dell’Adriatico. Questi fondali marini rappresentano un tesoro biologico e naturalistico di inestimabile valore sia per le piante marine sia per una vasta gamma di comunità animali, che qui trovano il loro rifugio ideale. Se consideriamo le dimensioni relativamente piccole di questo arcipelago, è sorprendente scoprire il mosaico di biodiversità che si rivela attraverso una varietà di bio-costruttori, piante marine, macroalghe e tantissime altre comunità. Andiamo a scoprire alcune delle specie principali che rendono questo luogo così speciale: 

  • POSIDONIA OCEANICA

Immergiamoci nel mondo affascinante della Posidonia oceanica, un’importante pianta marina che gioca un ruolo cruciale nella vita delle Isole Tremiti e di tutto il Mar Mediterraneo. Questa pianta acquatica endemica è una vera eroina degli ecosistemi marini costieri, offrendo servizi ecosistemici essenziali come la produzione di ossigeno, l’immagazzinamento di nutrienti, la creazione di nursery per pesci e piccoli invertebrati, lo stoccaggio della CO2 e persino la protezione delle nostre coste dall’erosione. La sua presenza è spesso considerata un indicatore di salute per le acque marine costiere.

Posidonia oceanica – foto di Cecilia Maresi

Tuttavia, negli ultimi 20 anni, abbiamo assistito a un declino preoccupante della Posidonia oceanica nelle Isole Tremiti, in gran parte attribuito all’attività umana, come l’inquinamento e la pesca a strascico. Ma c’è speranza! Studi recenti dimostrano che grazie a sforzi di mitigazione mirati, come la riduzione delle pratiche di ancoraggio e normative più severe per proteggere le coste, accompagnati da programmi di monitoraggio e sensibilizzazione, questo prezioso habitat costiero ha iniziato a mostrare segni di ripresa. Questo può essere un valido esempio di come possiamo contribuire a tutelare questa preziosa risorsa. 

  • LA FOCA MONACA

Non è solo la flora marina che rende le Isole Tremiti un luogo unico. Se esploriamo il regno faunistico, scopriremo una varietà straordinaria di organismi, grandi e piccoli, che hanno dominato queste acque per lungo tempo. Tra questi, troviamo una specie storica che una volta popolava abbondantemente le Isole Tremiti, ma che ora è quasi scomparsa dall’Area Marina Protetta: la foca monaca (Monachus monachus), anch’essa endemica del Mar Mediterraneo.

La foca monaca è l’ultima rappresentante del genere Monachus ed è ora classificata come “specie in pericolo” nella Red List della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), a causa del drastico declino della sua popolazione negli ultimi decenni. La sua distribuzione nel Mediterraneo è attualmente frammentata a causa delle attività antropiche lungo le coste, che hanno fatto allontanare questi animali che preferiscono zone costiere ricche di spiagge e grotte, ideali per la cura e l’allattamento dei loro cuccioli. Gli ultimi avvistamenti di questa specie nelle Isole Tremiti risalgono agli anni ’80, ma la presenza di un esemplare è stata segnalata di recente da parte di alcuni turisti di fronte a Marina Di Lesina, davanti alle Isole Tremiti.

Foca Monaca – Foto via Canva

Tuttavia, non è ancora possibile affermare con certezza se la foca monaca stia facendo un ritorno definitivo in queste acque. Nuovi metodi scientifici, come l’e-DNA ambientale, basato sul rilascio di frammenti di DNA nell’ambiente marino da parte di qualsiasi essere vivente, stanno offrendo nuove opportunità di studio. Alcuni ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, tra cui la professoressa Elena Valsecchi, hanno avviato il Progetto, “Spot the Monk”, un nuovo studio che utilizza questa tecnica molecolare per monitorare la presenza della foca monaca nel Mediterraneo. Attualmente, l’area delle Isole Tremiti non è inclusa tra le sei aree di interesse del progetto, ma potrebbe essere aggiunta in futuro, contribuendo così a espandere la nostra comprensione della distribuzione di questa specie e a fornire una visione più completa del suo ritorno in queste acque.

  • IL CORALLO NERO

Mentre esploriamo le ricchezze dei fondali marini delle Isole Tremiti, scopriamo un altro incredibile tesoro nascosto. Solo di recente, un gruppo di appassionati ricercatori, tra cui Giovanni Chimienti dell’Università di Bari, ha documentato una straordinaria colonia di Corallo Nero che prospera nei fondali di queste meravigliose isole. Conosciuto scientificamente come Antipathella subpinnata, questo corallo prende il nome dal suo scheletro nero, anche se le colonie che forma in realtà sono bianche quando sono vive. Queste ultime dominano acque profonde comprese tra i 50 e i 500 m nel mar Mediterraneo e nell’oceano Atlantico. Le colonie di Corallo Nero sono cruciali per la biodiversità poichè, essendo ancorate sul fondale roccioso, offrono rifugio a diverse specie di pesci e costituiscono un substrato per altre creature marine.  

Dettaglio di corallo nero (Antipatharia) – foto via Canva

Negli ultimi dieci anni, sono state condotte una serie di esplorazioni delle foreste di corallo sia tramite immersioni subacquee che tramite l’utilizzo di ROV (Remoted Underwater Vehicles). Tuttavia, le informazioni sulla presenza e distribuzione di questa specie rimangono ancora limitate.

Nel 2018, Giovanni Chimienti ha lanciato una campagna di Citizen Science, coinvolgendo pescatori e subacquei esperti per segnalare eventuali avvistamenti o ritrovamenti di frammenti di questo prezioso corallo all’interno dell’AMP Isole Tremiti. Grazie al sostegno di National Geographic e del Parco Nazionale del Gargano, è stata avviata successivamente una campagna di ricerca delle colonie di Corallo Nero, che ha ottenuto risultati positivi. Questa incredibile missione è stata catturata in un emozionante documentario intitolato “Il Tesoro Nascosto delle Isole Tremiti”, realizzato in collaborazione con National Geographic Italia.

  • LA BERTA MAGGIORE

Le Isole Tremiti nascondono non solo segreti sottomarini e leggende antiche. Tra le specie che popolano queste affascinanti isole, c’è un personaggio alato molto particolare: la Berta Maggiore (Calonectris diomedea). Il suo nome, “Diomedea”, deriva dalla leggenda narrata precedentemente secondo cui questi uccelli emettono un canto che ricorda proprio un pianto umano, come un eco del passato di Diomede.

La Berta Maggiore è una specie simbolo del Mar Mediterraneo, con una lunghezza che può raggiungere i 50 cm, un’apertura alare di circa 1 m e un peso di circa 600 grammi. Questa specie può essere definita a tutti gli effetti un uccello marino: pur nidificando sulla terraferma, infatti, la Berta trascorre gran parte del proprio tempo in mare aperto, dove si trovano le più importanti “aree di foraggiamento” ricche di pesce per nutrirsi.

Berta Maggiore – Foto via Canva

Attualmente, una delle principali minacce per la Berta Maggiore e per altre specie nidificanti sulle isole è rappresentata dai ratti neri. Questi ultimi sono considerati invasivi per definizione poiché vengono trasportati volontariamente o accidentalmente dall’uomo dai luoghi d’origine in nuove aree, dove la loro introduzione può causare gravi danni agli ecosistemi interessati. La loro presenza può ridurre drasticamente il successo riproduttivo della Berta, spesso a meno del 10%, a causa della predazione delle uova e dei pulcini. Per combattere questa minaccia, negli anni sono state attuate diverse azioni di eradicazione da parte di enti e progetti, come il “Life Diomedee”, che si occupa proprio della tutela della Berta Maggiore e della salvaguardia degli habitat dunali e retrodunali (ma non solo).  

Foto via Canva

La biodiversità delle Isole Tremiti non riguarda soltanto il mondo subacqueo ma anche quello terrestre, con storie e leggende che intrecciano il passato e il presente di questo affascinante arcipelago. Continua a seguirci per proseguire il nostro viaggio nel cuore del Mar Adriatico.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA:
Autrice: Cecilia Maresi

Cecilia è laureata in Scienze Ambientali presso l’Università di Milano Bicocca. La sua passione per il mare l’ha spinta ad approfondire gli studi nelle Scienze Marine, sempre nella stessa università. Nata e cresciuta a Rimini, ha sempre avuto una profonda affinità con il mare, che considera parte integrante della sua vita. Se fosse un animale marino sarebbe una tartaruga marina, abile nel navigare e coprire lunghe distanze, ma sempre legata al suo punto di partenza, una metafora perfetta per la sua connessione indissolubile con il mare. 

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