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Biodiversità nelle praterie di Posidonia oceanica: un viaggio dalle foglie alla matte Skip to main content

Le piante di Posidonia ospitano un mare di organismi caratteristici tra foglie, fusto e radici. Scopriamoli insieme!

Le praterie di Posidonia oceanica, insieme all’ecosistema coralligeno, sono uno degli habitat più ricchi di specie nel Mar Mediterraneo: ospitano infatti circa il 25% della biodiversità marina mediterranea.

Così come in una foresta le specie che popolano le radici degli alberi sono diverse da quelle che vivono a livello del fusto o che ne occupano la chioma, anche nelle praterie di P. oceanica, una vera e propria pianta marina, succede qualcosa di simile.
Le piante di Posidonia, infatti, presentano foglie, lunghe e nastriformi, un fusto, detto “rizoma”, e un vero e proprio apparato radicale, che si sviluppa nella matte. Ognuna di queste parti ospita specie caratteristiche diverse, perché dall’apice delle foglie alla base dei rizomi si creano dei gradienti di luce e idrodinamismo, che comportano una zonazione verticale degli organismi che trovano nutrimento e riparo nelle praterie di Posidonia oceanica.

Foto via Canva

Iniziamo il nostro viaggio partendo dalla zona più esposta a luce e idrodinamismo:

1. LE FOGLIE

• Fauna vagile 

In quest’area della pianta troviamo organismi vagili, ovvero in grado di muoversi, come le castagnole (Chromis chromis), la donzella pavonina (Thalassoma pavo), il pesce carabiniere (Coris julis) e l’unico pesce in grado di ingerire queste foglie poco appetibili: la salpa (Sarpa salpa). Qui abitano inoltre pesci dalla forma particolare: i cavallucci marini, come Hippocampus guttulatus. Tra le foglie della Posidonia, che possono essere lunghe anche più di 1 metro, si osservano spesso anche i giovanili di alcune specie ittiche, come la tanuta (Spondyliosoma cantharus), che utilizzano la prateria come area di nursery: un vero e proprio asilo nido per i più piccoli! Non solo pesci ma anche cefalopodi come la seppia (Sepia officinalis), colonizzano questo ambiente.

• Fauna bentonica vagile 

Sulle foglie è possibile riscontrare anche alcune specie bentoniche vagili, cioè capaci di muoversi ma che non nuotano liberamente nella colonna d’acqua, ad esempio gasteropodi del genere Rissoa e Tricolia, piccole stelle marine come Asterina pancerii e piccoli crostacei. Troviamo anche Paracentrotus lividus, ovvero il comune riccio di mare, uno degli altri pochi organismi in grado di cibarsi delle foglie di P. oceanica.

• Fauna epifita 

La zona delle foglie di P. oceanica ospita anche organismi epifiti, animali o vegetali che vivono sopra alla pianta. Il più noto epifita è endemico di queste praterie: il briozoo coloniale Electra posidoniae. Possiamo trovare inoltre idrozoi, cnidari, ascidiacei, policheti e alghe coralline incrostanti a seconda delle variabili ambientali che caratterizzano l’habitat in cui cresce il posidonieto. 

Cavalluccio tra le foglie di Posidonia – Foto di Igor D’India

Continuiamo questo viaggio spostandoci verso le zone più riparate dalla luce e dal moto ondoso:

2. LA LETTIERA

• Fauna vagile 

Nella zona della lettiera, in cui si accumulano le foglie morte della nostra pianta marina, troviamo sia pesci demersali allo stadio giovanile sia alcuni crostacei. I primi sono organismi capaci di nuotare attivamente, ma che tipicamente vivono nelle vicinanze del fondale, come alcuni gobidi o ghiozzi, mentre i crostacei sono spesso isopodi e anfipodi, che cercano riparo in questa zona che rimane protetta dall’impatto delle onde e meno esposta alla luce.

3. I RIZOMI

• Fauna vagile 

Nella porzione inferiore delle piante di Posidonia incontriamo nuovamente alcuni gasteropodi, ma sono comuni anche gli echinodermi, in particolare le oloturie, comunemente chiamate cetrioli di mare, organismi che consumano residui organici sia animali che vegetali. 

• Fauna sessile 

L’estrema riduzione di luce che si ha a livello dei rizomi permette lo sviluppo di specie sciafile, che si sono adattate a vivere nelle zone più in ombra. Troviamo quindi specie con affinità pre-coralligene e coralligene: alghe rosse, come Peyssonnelia rosa-marina, e alghe verdi sciafile, ad esempio la monetina di mare (Halimeda tuna) e il ventaglio di mare (Flabellia petiolata). È qui che vive anche il responsabile del colore rosa di alcune spiagge, come la famosa “Budelli” in Sardegna: il foraminifero rosa-rossatro Miniacina miniacea che, in seguito a morte, si stacca dal substrato e viene rielaborato dal moto ondoso, andando a formare granelli di sabbia rosa. Colonizzano i rizomi anche spugne, ascidie e briozoi.

Fasci di P. oceanica strappati dalle ancore delle imbarcazioni. In rosso Miniacina miniacea. – Foto di Flavia Camillo

4. LA MATTE

• Endofauna 

Entrando all’interno della matte, ovvero l’intreccio di rizomi e foglie morte coperti da sedimento sopra il quale si sviluppa la prateria, incontriamo bivalvi, policheti e nematodi che, grazie a specifici adattamenti, sono stati in grado di colonizzare un’area non accessibile alla maggior parte degli orgnismi marini. 

Posidonia all’Isola del Giglio, Cala Calbugina – Foto di Edoardo Casoli

Termina qui il nostro viaggio alla scoperta dei diversi popolamenti che occupano queste praterie endemiche del Mar Mediterraneo. Oltre a fornire ossigeno e assorbire anidride carbonica e a svolgere un’importante funzione protettiva per la costa contro l’erosione e il moto ondoso, ecco perché è importante tutelare la Posidonia oceanica: si tratta di una specie ombrello e la sua protezione comporta indirettamente la conservazione di tutte le altre specie che ospita.

Bibliografia:
  • Albano, P. G., & Sabelli, B. (2012). The molluscan assemblages inhabiting the leaves and rhizomes of a deep water Posidonia oceanica settlement in the central Tyrrhenian Sea. Scientia Marina, 76(4), 721-732.
  • Bedini, R., Pertusati, M., Batistini, F., & Piazzi, L. (2011). Spatial and temporal variation of motile macro-invertebrate assemblages associated with Posidonia oceanica meadows. Acta Adriatica, 52(2), 201-214.
  • Boero, F. (1981). Systematics and ecology of the hydroid population of two Posidonia oceanica meadows. Marine Ecology, 2(3), 181-197.
  • Gambi, M. C., Donnarumma L., Lombardi C., Cocito S. – Posidonia oceanica mimics as an experimental tool to study colonization of seagrass epiphytes. An example along a gradient of water acidification.
  • Gambi, M. C., Lorenti, M., Russo, G. F., Scipione, M. B., & Zupo, V. (1992). Depth and seasonal distribution of some groups of the vagile fauna of the Posidonia oceanica leaf stratum: structural and trophic analyses. Marine Ecology, 13(1), 17-39.
  • Harmelin-Vivien, M. L. (1984). Ichtyofaune des herbiers de posidonies du parc naturel régional de Corse. International Workshop Posidonia oceanica Beds(Vol. 1, pp. 291-301). GIS Posidonie Publ.
  • Piazzi, L., Balata, D., & Cinelli, F. (2002). Epiphytic macroalgal assemblages of Posidonia oceanica rhizomes in the western Mediterranean. European Journal of Phycology, 37(1), 69-76.
  • Scipione, M. B., Gambi, M. C., Lorenti, M., Russo, G. F., & Zupo, V. (1996). Vagile fauna of the leaf stratum of Posidonia oceanica and Cymodocea nodosa in the Mediterranean Sea. In Seagrass biology: Proceedings of an international workshop (pp. 25-29). Western Australia: Rottnest Island.
  • Somaschini, A., Gravina, M. F., & Ardizzone, G. D. (1994). Polychaete depth distribution in a Posidonia oceanica bed (rhizome and matte strata) and neighbouring soft and hard bottoms. Marine Ecology, 15(2), 133-151.
  • Quaderni habitat n.19 – Praterie a fanerogame marine. Piante con fiori nel Mediterraneo.
Autrice: Flavia Camillo

Flavia è laureata in scienze biologiche e laureanda in Ecobiologia Marina presso l’Università di Roma “La Sapienza” con una tesi sulla diversità del coralligeno. Divulgatrice scientifica anche su “@progettoseeds”, è convinta che la sensibilizzazione sia un mezzo fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente marino. Appassionata di mare fin da piccola, se fosse un animale marino sarebbe una gorgonia rossa: delicata e a suo modo criptica; solo chi ha la luce giusta può ammirarne il colore.

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