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10 curiosità sullo squalo bianco - Worldrise Skip to main content

È il più spaventoso e temuto predatore di tutto l’Oceano, ma è davvero così temibile? Conosciamo meglio lo squalo bianco.

Considerato il più spaventoso e temuto predatore di tutto l’Oceano, lo squalo bianco è il protagonista indiscusso di numerosi film horror. Ma questo animale è davvero così temibile? Tuffiamoci alla scoperta di 10 curiosità sullo squalo bianco. 

Squalo bianco, Carcharodon carcharias, Isole Neptune, in Australia Meridionale. Foto scattata dalla gabbia calata sul fondo da Alessandro De Maddalena, shark specialist.

1. Dove lo incontriamo?

Carcharodon carcharias è una specie cosmopolita: troviamo traccia della sua presenza nelle acque dell’Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano, compresi tutti i principali bacini oceanici e il Mar Mediterraneo. È considerato un pesce pelagico, nuota e si fa trasportare dalle correnti nella zona superficiale delle acque e predilige ambienti temperati e subtropicali, con temperature che vanno dai -3° ai 18°C. Le popolazioni di squalo bianco si instaurano spesso lungo le coste delle piattaforme continentali e insulari, ma gli individui possono compiere anche migrazioni transoceaniche. 

Mappa di distribuzione Carcharodon carcharias via Wikipedia – basata su “L. J. V. Compagno: Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of shark species known to date. Volume 2. Bullhead, mackerel and carpet sharks (Heterodontformes, Lamniformes and Orectolobiformes). FAO Species Catalogue

2. Come lo riconosciamo?

La lunghezza media di uno squalo bianco è di 3.5 metri, ma è stato osservato un esemplare che ha raggiunto i 6.6 metri. Il suo ventre è bianco, mentre il resto del corpo ha una colorazione che va dal grigio-marrone al bluastro. Ha un muso conico, denti prominenti, triangolari e seghettati e ben 5 paia di branchie.

La  prima pinna dorsale e le pinne pettorali sono ampie e falciformi ed è proprio il profilo della pinna presente sul dorso dell’animale a permetterci di riconoscere un individuo da un altro, come se fossero le sue impronte digitali!

Pinna dorsale di squalo bianco, Carcharodon carcharias, False Bay, Sudafrica, Oceano Atlantico. Foto scattata da Alessandro De Maddalena, shark specialist.

3. Regolatore di biodiversità

Lo squalo bianco, essendo uno tra i predatori più importanti dell’oceano, svolge un ruolo ecologico fondamentale: essendo all’apice della rete trofica, incide fortemente sugli equilibri tra le popolazioni di tutti gli altri organismi che abitano il mare. Lo squalo bianco, infatti, regola in modo diretto e indiretto il numero di pesci di piccole e medie dimensioni presenti nelle profondità marine, garantendo il funzionamento di diversi habitat e la loro biodiversità. 

4. Cosa mangia?

Ha una dieta ampia, ma tende a specializzarsi a seconda della zona in cui vive, della stagione corrente e della reperibilità delle prede. Possiamo considerare, quindi, lo squalo bianco come una specie opportunista. Tra le sue prede preferite possiamo citare: tonni, delfini, altri squali, otarie e carcasse di balena. 

5. Predazione

Per uno squalo bianco, il momento perfetto per cacciare è all’alba: la poca luce delle prime ore del mattino, infatti, permette all’animale di sfruttare l’elemento sorpresa e cogliere impreparate le prede. Le ampolle di Lorenzin, organi sensoriali presenti sul muso dello squalo, permettono inoltre a questa specie di percepire il campo magnetico di tutto ciò che le si muove intorno, rendendo ancora più efficace la predazione. Una sessione di caccia dura tra i 30 minuti e un’ora, ma l’attacco vero e proprio è brevissimo: la cattura del futuro pasto avviene in meno di 10 secondi e l’obiettivo principale dello squalo è quello di immobilizzare la preda già con il primo morso. 

Squalo bianco, Carcharodon carcharias, salta per predare un otaria orsina del Capo, Arctocephalus pusillus, False Bay, Sud Africa, Oceano Atlantico. Foto scattata da Alessandro De Maddalena, shark specialist.

6. Riproduzione

La maturità sessuale viene raggiunta dai maschi di squalo bianco tra i 10 e i 12 anni, mentre le femmine possono impiegare anche più tempo. Durante il corteggiamento, il maschio mordicchia la femmina con quelli che vengono definiti “love bites” e durante l’atto riproduttivo vero e proprio i due esemplari rimangono ventre contro ventre. La gestazione dura due anni e, alla nascita, i cuccioli di squalo sono lunghi tra gli 80 e i 130 cm: essere così grandi fin dai primi attimi di vita riduce la possibilità di essere predati e garantisce ai “piccoli” di questa specie una più alta sopravvivenza. 

7. Può formare clan 

Gli esemplari di Carcharodon carcharias hanno un comportamento sociale molto complesso: possono vivere in clan, gruppi più o meno numerosi in cui si instaura una gerarchia tra individui. Se i rapporti di subordinazione non vengono rispettati, però, l’esemplare più anziano facente parte del clan è capace di far percepire segnali di avvertimento agli esemplari più giovani, aprendo la bocca e abbassando le pinne caudali. La minaccia, se non recepita dai componenti del clan, può poi tradursi in un morso poco profondo, che raramente porta ad asporto vero e proprio di carne.

8. Osservazioni in natura

Per studiare questa specie le regole e l’approccio variano in base al paese e alle condizioni ambientali in cui ci si trova. In Sud Africa, per esempio, ci si immerge tra gli squali  protetti dalle sbarre di una gabbia, di cui la parte superiore rimane in superficie e permette di prendere fiato. L’immersione completa, in questo caso, non è possibile a causa delle acque mosse e della poca visibilità (fino a 5 metri).

Squalo bianco, Carcharodon carcharias,Isole Neptune, in Australia Meridionale. Foto scattata dalla gabbia in superfice da Alessandro De Maddalena, shark specialist.

In Australia, invece, dove la visibilità è maggiore (fino a 20 metri), ci si può immergere completamente ma, per scendere ad una profondità maggiore di 18 m, è necessario il brevetto subacqueo. Per attirare lo squalo e avere la possibilità di osservarlo si utilizza una pastura composta da resti di pesce, sangue e acqua di mare, oppure si traina una finta preda in neoprene (materiale morbido che previene lesioni dentali) legata ad una barca.

È importante non sfamare gli squali: le esche hanno il solo scopo di attirarli, evitando che si abituino alla presenza dell’uomo e si disabituino al foraggiamento naturale di prede. Qualsiasi pratica che rechi un danno fisico, comportamentale o ecologico a una specie è da evitare e risulta fondamentale seguire le buone norme di comportamento per un’osservazione sostenibile di questi animali nel loro habitat naturale. 

9. Conservazione

Ad oggi, si sta registrando un continuo calo del numero di squali bianchi presenti nei nostri mari e, per questo motivo, la specie è considerata vulnerabile dalla lista rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).  È però difficile poter calcolare un numero preciso degli individui viventi, sia perché lo studio di questi animali marini è complesso sia perché il loro areale è ampissimo e alcuni siti ancora non sono stati nemmeno studiati. Le minacce che colpiscono maggiormente lo squalo bianco sono principalmente l’inquinamento dei mari e la pesca.

10. Stop finning 

Tra i 63 e i 273 milioni di squali muoiono ogni anno a causa della pesca per motivi commerciali. Le pinne di questi animali, infatti, sono consumate, soprattutto nelle regioni asiatiche, sotto forma di zuppa e il business che ne deriva è, purtroppo, molto proficuo. In Europa questa pratica è vietata, ma è necessario modificare la legislazione che riguarda l’importazione e l’esportazione di pinne di squalo, per ridurre il commercio e contribuire alla salvaguardia di questo animale. Stop-finning è un’iniziativa europea che raccoglie firme tra i cittadini che vogliono fermare questa pratica: oltre un milione di firme sono già state raccolte per poter proporre una modifica legislativa all’Unione Europea, chiedendo il bando completo dell’importazione, esportazione e transito delle pinne di squalo e di razza. 

inquadra il QR code con la fotocamera del tuo cellulare per scoprire di più sulla petizione di Stop Finning

BIBLIOGRAFIA
  • Camhi, M. D., Pikitch, E. K. and Babcock, E. A. (2009) Sharks of the open ocean: biology, fisheries and conservation. John Wiley & Sons.
  • IUCN. 2021. The IUCN Red List of Threatened Species. Version 2021-3. https://www.iucnredlist.org. Accessed on 12 December 2021.
  • IUCN SSC Shark Specialist Group 2018.  Carcharodon carcharias (spatial data). The IUCN Red List of Threatened Species. Version 2021-3. https://www.iucnredlist.org. Accessed on 09 December 2021.
  • Maddalena, A. D., Gli squali bianchi del Sudafrica, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, Milano, Italy.
  • Maddalena, A. D., Gli squali bianchi dell’Australia., Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, Milano, Italia.
  • Maddalena, A. D. (2014) Biologia dello squalo bianco. Editoriale Magenes, Milano, 190 pp.
Autrice: Marta Cotti Piccinelli

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