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10 curiosità sulla berta maggiore Skip to main content

Le onde dei mari sono solcate da abili volatori, che sfruttano il vento per migrare e nutrirsi. Inseguiamo i venti alla scoperta della berta maggiore, un uccello marino noto anche come “la sirena del Mediterraneo”

Alcuni uccelli trascorrono la gran parte della loro vita sorvolando il mare e appostandosi sulle isole e la berta maggiore, specie simbolo del Mar Mediterraneo, è fra questi. Inseguiamo i venti e le rotte migratorie per scoprire 10 curiosità su questo volatile. 

Foto di Matteo Ferretti

1. GENERALITÀ

La berta maggiore che nidifica nel Mediterraneo (Calonectris diomedea) è stata riconosciuta come specie a sé stante, separandola dalle altre due specie gemelle nidificanti nell’Oceano Atlantico: la Berta maggiore atlantica (Calonectris borealis) e la Berta maggiore di Capoverde (Calonectris edwardsii). La berta maggiore è una volatrice instancabile: durante i suoi viaggi alla ricerca di cibo, infatti, può percorrere anche centinaia di chilometri, arrivando a toccare i 50 km/h di velocità

2. MITI E LEGGENDE

Al contrario di quanto si pensa, originariamente le sirene non erano descritte come creature con il corpo di donna e la coda di pesce, ma erano per metà uccelli. Gli antichi Greci, infatti, conoscevano molto bene le berte, che li accompagnavano durante la navigazione, e si sono ispirati proprio a questo uccello marino per creare il mito delle sirene e del loro canto melodioso: il tipico verso notturno emesso dalle berte durante il periodo di nidificazione lungo le scogliere, simile al pianto di un neonato, ha da sempre affascinato e spaventato le imbarcazioni di passaggio, contribuendo ad alimentare i racconti sull’esistenza di creature a metà tra donne e uccelli, capaci di incantare marinai e navigatori con il loro canto sublime. Le sirene che misero a dura prova Ulisse durante il viaggio di ritorno ad Itaca o gli Argonauti durante la spedizione alla riconquista del vello d’oro, quindi, erano creature simili a uccelli, capaci di sedurre i marinai spingendoli verso gli scogli. Solo successivamente, con i bestiari medievali, che raccoglievano brevi descrizioni di animali, reali e immaginari, la sirena si trasformerà nell’immaginario collettivo in un animale per metà pesce.

Foto via Canva

3. CHI SONO GLI UCCELLI MARINI?

Gli uccelli marini sono animali che si sono adattati in vari modi all’ambiente marino: gran parte di essi, infatti, spende più di metà  della propria vita in mare o sorvolando la costa alla ricerca di cibo, essendo in grado di alimentarsi sia al di sotto che al di sopra della superficie marina. Alcune specie di uccelli marini possono compiere lunghe migrazioni annuali, circumnavigando la Terra. 

4. DOVE VIVE

La berta maggiore è una specie migratrice, nidifica esclusivamente all’interno del Mar Mediterraneo e sverna nell’area occidentale dell’Oceano Atlantico centro-meridionale. La si può osservare in Algeria, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Spagna, Tunisia e Turchia durante il periodo riproduttivo.

Foto di Matteo Ferretti

5. DI COSA SI NUTRE?

La preda preferita dalla berta maggiore è il piccolo pesce pelagico, pescato quasi esclusivamente di giorno. Occasionalmente, però, le berte si dedicano alla predazione anche durante le ore notturne, sfruttando la visibilità data dalla luna e pescando i calamari che risalgono in superficie. Durante i viaggi più lunghi, inoltre, le berte tendono ad avvicinarsi alle aree portuali per sfruttare gli scarti del pescato che vengono gettati dai pescatori. Nel Mediterraneo, che risulta essere il mare più sovrasfruttato al mondo, ciò che rimane della lavorazione del pesce può costituire un’importante risorsa per la berta maggiore, pur non potendo sopperire completamente al suo fabbisogno giornaliero.

6. COME SI RIPRODUCE

Quando l’inverno sta per giungere al termine, gli adulti della specie migrano verso i luoghi delle colonie riproduttive e iniziano a frequentarli in maniera più o meno regolare fino ad aprile, in cerca di un compagno. Entrambi i componenti della coppia investono molta energia nelle cure parentali: viene infatti prodotto un solo uovo alla volta, covato per circa 50 giorni da entrambi i genitori, che alternano la permanenza al nido con la ricerca di cibo. La perdita o il danneggiamento dell’uovo, che rappresenta l’unica covata dell’anno, comportano il fallimento riproduttivo dei due individui per quella stagione.

Foto via Canva

7. ASPETTO FISICO

L’apertura alare della berta va dai 110 ai 120 cm. Quando vola, questo uccello marino può essere riconosciuto dalle sue lunghe planate sull’acqua. Le piume sono di colore grigio brunastro nella parte superiore, con aree inferiori più chiare e bianche. Il becco è di un giallo pallido, con una macchia nera vicino alla punta.

8. HABITAT IDEALE

La berta nidifica principalmente all’interno di anfratti, sulle scogliere, in grotte e fessure e talvolta anche nell’entroterra, su pendii rocciosi in zone con vegetazione rada. Questi uccelli sono molto fedeli ai loro siti di riproduzione e tendono a tornare nella colonia in cui sono nati ogni anno. In inverno trascorrono il tempo in mare aperto.

Foto via Canva

9. MINACCE

Le minacce che mettono a rischio la berta maggiore sono tante. I nidi delle berte nelle colonie sono disturbati dalla presenza dell’uomo, i piccoli inoltre sono vittime della predazione da parte dei ratti, introdotti sulle isole attraverso le navi mercantili. In mare, invece, il pericolo principale è rappresentato dagli ami dei palangari, attrezzi utilizzati nella pesca, e dall’inquinamento dell’acqua. Ultimo pericolo (ma non meno importante) è la scomparsa di zone pescose, soprattutto vicino alle colonie, da cui deriva la difficoltà di procurarsi cibo per nutrire i piccoli e di dover investire maggiori energie per nutrirsi.

10. PROSPETTIVE FUTURE E CONSERVAZIONE

Nonostante la berta maggiore sia classificata come “a minor preoccupazione” (Least Concern) nella Lista Rossa Europea e nazionale della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), vi sono alcuni fattori che spingono a mantenere alta l’attenzione sulla specie. Le popolazioni nidificanti di berta maggiore sono considerate in leggero declino, ma essendo parecchio difficile ottenere delle stime attendibili sulla consistenza numerica delle colonie, non si conosce bene l’entità di questa diminuzione. Al momento sono in atto vari progetti Life, finanziati dall’Unione Europea a favore dell’ambiente e dell’azione per il clima, che contribuiscono a tutelare questa specie mediterranea. Il Life Ponderat ha come obiettivo il miglioramento dello stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Ponziane e tra le azioni c’è anche l’eradicazione della specie di ratto che mette a repentaglio le uova delle berte nidificanti su queste isole. Il Life Diomedee, invece, a sostegno della salvaguardia di specie e habitat del Parco Nazionale del Gargano e del Parco Regionale delle Dune Costiere, annovera tra i suoi obiettivi anche la tutela della berta maggiore.

Foto via Canva

I progetti di conservazione stanno dando i loro frutti e grazie a queste azioni è sempre più possibile osservare le berte che solcano le onde davanti alle nostre coste. Quando facciamo una passeggiata in spiaggia, ricordiamoci di buttare sempre l’occhio all’orizzonte, può capitare di osservare la sirena del Mediterraneo

Bibliografia:
Autrice: Francesca Trenta
Francesca è laureata in Tutela e benessere animale e in Biologia marina. Dal 2016 si occupa di ricerche sulla fauna selvatica e di divulgazione scientifica. Se fosse un animale sarebbe una berta, sempre pronta a sfruttare il vento di nuove avventure.

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