Warning: file_put_contents(/home/worldris/public_html/wp-content/uploads/ithemes-security/logs/event-log-worldrise-xNfRe9hqW1mBH36mRprz3rBeKI3dQ7.log): failed to open stream: No such file or directory in /home/customer/www/worldrise.org/public_html/wp-content/plugins/better-wp-security/core/lib/log.php on line 207
10 curiosità sul pesce palla Skip to main content

La sua forma unica lo rende un animale marino speciale e simpatico, dotato però di un veleno potentissimo: conosciamo meglio il pesce palla.

Oggi andremo con Worldrise a scoprire 10 curiosità sul pesce palla, un organismo marino dall’aspetto apparentemente buffo, che nasconde tante particolarità. Tuffiamoci insieme in un mare di nuove scoperte!

  1. Etimologia e classificazione

Il pesce palla appartiene alla famiglia dei Tetraodontidae, termine greco che significa “quattro denti”. Ciò sta a indicare la particolare dentatura di questo organismo: disposti due sulla mascella superiore e due su quella inferiore, questi costituiscono un potente mezzo per rompere gusci e conchiglie degli invertebrati di cui poi si ciba. 

Foto di Stelio Puccinelli via Unsplash

  1. Aspetto

Tutte le specie di pesci palla sono caratterizzate dalla forma ovale del corpo e tonda della testa. Le sostanziali differenze riguardano piuttosto le colorazioni e le dimensioni. Queste ultime variano da pochi centimetri, come per la specie nana, arrivando fino ai 130 centimetri del pesce palla gigante!

La varietà dei colori va invece da sfumature brillanti a colorazioni tenui, perché la pelle di questo pesce è pigmentata in base al contesto in cui vive. Diventa cioè chiara nelle zone più luminose e di colore scuro quando la luce è scarsa, consentendogli così di mimetizzarsi.

Il corpo dei pesci palla, inoltre, non è ricoperto di scaglie ma dotato di spine che, a seconda della specie, rendono la pelle di questi animali leggermente ruvida e pungente. 

  1. Alcuni esemplari  di tetraodontidi

Oggi si annoverano circa 200 specie di tetraodontidi in tutto il mondo.  

Il pesce palla nano/indiano (Carinotetraodon travancoricus) è il più piccolo esistente e perciò molto utilizzato nell’hobby dell’acquariofilia.

Pesce palla nano – foto di Jonathan Salant via Pixabay

Il Tetraodon nigroviridis è chiamato pesce palla maculato verde e ha una forma del corpo arrotondata, con delle spine molto piccole proporzionate al corpo e una bocca di dimensioni ridotte, sormontata da occhi leggermente sporgenti.

La specie Colomesus asellus, il pesce palla sudamericano d’acqua dolce, è un animale molto intelligente e vive in bacini dell’Amazzonia, dell’Essequibo e dell’Orinoco nel Sud America tropicale, ed è un’altra popolare specie d’acquario.

Tetraodon nigroviridis – foto via Canva

  1. L’apparenza inganna!

Com’è facile immaginare, oltre alla tipica forma di questo pesce, è la sua capacità di gonfiarsi a forma di “palla” a conferirgli il caratteristico nome! Ma quando e per quale motivo lo fa?

Durante la fase del corteggiamento, ad esempio, ma anche in svariate occasioni, soprattutto per paura, mentre difende se stesso e/o i suoi piccoli in situazioni di pericolo.

Contrariamente al buffo aspetto, le capacità di difesa di questi piccoli esseri marini si rivelano assai elevate: grazie alla presenza della tetradotossina, una potentissima neurotossina, essi sono in grado di paralizzare e persino uccidere un essere umano. 


  1. Come si gonfiano?

Il corpo dei tetraodontidi è provvisto di uno stomaco capace di dilatarsi e che, all’occorrenza, ingerisce grandissime quantità d’acqua e, talvolta, aria, tanto da gonfiarsi fino a sembrare un palloncino! In questo modo le dimensioni del corpo possono aumentare anche di tre volte, spaventando i predatori. Scampato poi il pericolo, l’animale si sgonfia espellendo l’acqua precedentemente ingerita.

Foto via Canva

  1. Habitat e zoogeografia

In natura il pesce palla è diffuso nelle aree tropicali in acque non particolarmente profonde, partendo dall’Oceano Pacifico, fino all’Oceano Atlantico e al Golfo del Messico

Negli ultimi anni alcuni esemplari sono stati avvistati anche in Italia.

Solo poche specie vivono in acque dolci o salmastre. 

  1. Alimentazione del pesce palla 

Con i suoi forti denti questo animale riesce a frantumare i coralli, il carapace dei granchi e le conchiglie dei molluschi. Si nutre di lumache, ma anche di vermi e spugne. 

Il tutto grazie a diverse tecniche: per scovare le prede mimetizzate fra la sabbia, ad esempio, sprigiona potenti getti d’acqua.

Foto via Canva

  1. Velenoso… ma commestibile?

Nonostante la sua tossicità, il pesce palla viene utilizzato in cucina, soprattutto in Giappone, Cina e Corea. Per ovvi motivi, però, gli chef che ne fanno uso nei propri piatti devono necessariamente avere una licenza specifica, così da evitare eventuali rischi. Il prelibato piatto è il risultato di un’accurata selezione delle migliori parti del pesce e prende il nome di “fugu”.

Foto via Canva

  1. Romanticismo al chiaro di Luna

Lungo le coste di diverse zone del mondo, al momento della marea primaverile, migliaia di pesci palla si radunano in riva al mare per deporre le uova al chiaro di Luna. 

I ricercatori hanno studiato questo fenomeno: i pesci palla che depongono le uova rilasciano il feromone PGE 2 nell’acqua di mare, innescando così il comportamento sincronizzato di deposizione delle uova sulle spiagge.  

Un’altra curiosità è che, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, è il maschio ad occuparsi delle uova (generalmente da tre a sette), cosa che accade per poche o rare specie di animali marini.  

  1. Come fotografare un pesce palla

Chissà quanti subacquei e appassionati nel mondo hanno cercato di fotografare uno o più esemplari di questo simpatico animale marino! La poca velocità e destrezza con cui si muove è certamente un fattore positivo per chi desideri raggiungere questo obiettivo. Nonostante ciò, non sempre si rivela una missione facile a causa del suo carattere schivo, che lo porta spesso a difendersi o semplicemente a nascondersi fra i coralli. 

In queste circostanze è consigliabile utilizzare un obiettivo di media focale, che permetta di ottenere un ottimo scatto senza stressare eccessivamente l’esemplare “sotto i riflettori”!

Foto di Wai Siew via Unsplash

BIBLIOGRAFIA
Autrice: Laura Pasqui

Laura è geografa, Dottoressa in Gestione e valorizzazione del territorio e in Lettere moderne. Nutre da sempre una grande passione per la natura e il mare. Crede fortemente nell’importanza della divulgazione scientifica e per questo scrive per SeaMag di Worldrise, con l’intento di sensibilizzare le persone alla tutela del patrimonio ambientale. Se fosse un animale marino sarebbe… una bellissima stella marina, per la sua capacità di rigenerarsi anche da una piccola parte del corpo!

Leave a Reply