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10 curiosità sul Mar Rosso Skip to main content

Ecco 10 curiosità che forse non conoscevi sul mare più salato e più pulito del mondo, una delle mete preferite dai subacquei: il Mar Rosso.

1. È davvero rosso? 

Il Mar Rosso è in realtà tra i più cristallini e puliti al mondo, ma da dove deriva questo nome

Secondo la tesi biologica si chiamerebbe così per la presenza di un’alga cianobatterica, Trichodesmium erythraeum, che nel pieno dello sviluppo ha un colore rosso tendente al marrone, a causa dell’alta concentrazione di caroteni e clorofilla. Gli antichi greci chiamarono questo mare infatti Erythra Thalassa (Mar Rubrum, in latino), che significa Mar Rosso. Anche Dante lo cita così nella Divina Commedia, nell’Inferno (XXIV, 90) e nel Paradiso (VI, 79). 

In realtà quest’alga non si trova solo nel Mar Rosso, ma anche in alcune zone dell’Australia. Prolifera in specifiche condizioni ambientali, soprattutto in zone tropicali, in acque povere di principi nutritivi, a basse profondità dello strato di rimescolamento e a temperature tra i 20 °C e i 34 °C. Quest’alga è però dannosa per la fauna marina perché rilascia sostanze tossiche

Foto via Canva

Un’altra spiegazione è invece di tipo etimologico. Il Mar Rosso è menzionato nell’Antico Testamento, nell’episodio in cui gli Ebrei fuggono dall’Egitto grazie al passaggio aperto tra le acque di questo mare. Nel testo biblico, però, viene chiamato yam suph, che gli inglesi traducono come “sea of reeds“, cioè mare di canne. Mar Rosso, quindi, deriverebbe da un errore di traduzione della parola “reed” (canne) in “red” (rosso).

2. L’importanza geografica e geopolitica 

Il Mar Rosso è di recente formazione, comparso circa 25 milioni di anni fa dalla separazione dell’Africa e della penisola arabica. Ha una forma allungata, estendendosi per oltre 2000 km, e si trova compreso tra l’Africa nord-orientale e la penisola araba sud-occidentale. Comunica a nord-ovest con il Mar Mediterraneo, attraverso il canale di Suez, e a sud-est con l’Oceano Indiano, attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. A nord forma il golfo di Aqaba e ad ovest il golfo di Suez. Bagna 8 stati: Israele, Giordania, Arabia Saudita, Yemen, Egitto, Sudan, Eritrea e Gibuti.

La posizione geografica è uno dei fattori che rendono il Mar Rosso cruciale dal punto di vista geopolitico. Infatti, è una zona strategica per le rotte commerciali tra Europa e Asia, poiché attraverso il canale di Suez si può passare dal Mar Mediterraneo all’Oceano Indiano senza circumnavigare l’Africa. L’interesse geopolitico si deve anche al fatto che questo mare sia localizzato in una zona politicamente instabile, ma anche rilevante per le risorse marine e petrolifere. 

Immagine tratta da Google Maps

3. Un mare caldo e pulito 

Il Mar Rosso ha una superficie di oltre 400.000 km2, quasi quanto il Paraguay, è lungo 2.250 km, largo 350 km nel punto massimo e con una profondità che arriva a 2.850 m, corrispondente alla fossa di Suakin. È considerato parte dell’Indo-Pacifico ed è uno dei mari più caldi al mondo: grazie alla sua conformazione geologica ha temperature medie tra i 25 e i 28 °C tutto l’anno. Infatti, la frattura intercontinentale da cui ha avuto origine il bacino è attiva e gli strati caldi della crosta terrestre riscaldano l’acqua, alzando la temperatura in profondità di circa 15 gradi rispetto agli altri mari della Terra. Nel Mar Rosso non sfocia alcun fiume e ciò contribuisce a far sì che le sue acque siano cristalline e pulite.

4. Il mare più salato al mondo

Il Mar Rosso è il più salato al mondo: il Mar Morto, infatti, non conta, essendo in realtà un lago! Il livello di salinità nei mari dipende dalla quantità di acqua dolce che arriva da fiumi e precipitazioni e poi dall’evaporazione. Nel Mar Rosso l’evaporazione è maggiore delle precipitazioni e il bilancio idrico globale è negativo. Infatti, a causa dell’assenza di fiumi, dell’alta temperatura e delle scarse piogge della zona, l’evaporazione delle acque è molto alta e la salinità raggiunge il 41 per mille, contro la media degli oceani del 35 per mille. 

5. La barriera corallina e le aree protette

L’ecosistema del Mar Rosso è molto ricco e vario, grazie alla barriera corallina che si estende lungo la costa. Questo habitat ha tra i 5000 e i 7000 anni ed è formato da acropore rocciose, particolari coralli che costruiscono l’immensa struttura di carbonato di calcio delle barriere coralline, e da oltre 400 specie di altri coralli, soprattutto porosi. Il Mar Rosso è ricco in termini di fauna marina: si contano oltre 1400 specie di pesci e il 17% della sua fauna è endemica, rendendolo un luogo unico. 

Questo mare è caratterizzato da un traffico marittimo molto intenso, con il transito di navi petroliere che lo espongono a impatti ambientali e al rischio di danni ecologici. La bellezza e l’unicità del luogo è stata però riconosciuta dal governo egiziano che, nel 1983, ha istituito il Parco nazionale Ras Mohammed, al fine di proteggere l’area. Questa zona è una riserva naturale di mare e terra che si estende per 480 km e l’ecosistema sottomarino conta centinaia di coralli, specie di pesci, stelle marine, molluschi e tartarughe marine. 

Foto via Canva

6. La migrazione lessepsiana

L’inaugurazione del canale di Suez nel 1869 ha rappresentato un evento significativo per le rotte commerciali tra Europa e Asia, perché ha permesso alle navi di transitare dal Mar Mediterraneo all’Oceano Indiano senza necessariamente circumnavigare l’Africa. L’apertura del canale ha però anche contribuito all’arrivo nel Mediterraneo di organismi marini originari del Mar Rosso. Questo fenomeno è noto come migrazione lessepsiana, dal nome di Ferdinand de Lesseps, promotore ed esecutore del canale di Suez.

All’inizio la fuga è stata contenuta, forse per l’elevata salinità dei Laghi Amari del canale di Suez, che impediva la migrazione degli organismi verso il Mediterraneo. In seguito, il grado salino si è uniformato grazie ai flussi d’acqua mossi dalle navi, permettendo così la migrazione delle specie. Il fenomeno inverso, dal Mediterraneo al Mar Rosso è invece modesto.

Pesce scorpione, una delle specie “lessepsiane” che dal Mar rosso ha raggiunto il Mediterraneo – foto via Canva

7. Il pesce napoleone, tra i più amati dei subacquei

Il pesce Napoleone è una specie endemica molto famosa nel Mar Rosso, chiamato così perché gli esemplari più vecchi e più grandi hanno una protuberanza sul capo che richiama il cappello di Napoleone. È la specie più grossa della famiglia dei Labridi, ha un’indole curiosa e inoffensiva, ed è uno dei pesci più amati dei subacquei. Raggiunge i 230 cm di lunghezza e una massa di 200 kg, è di colore verdastro con striature irregolari giallo-verdastre sui fianchi. Il capo presenta una retinatura gialla-arancione irregolare e la bocca è provvista di labbra molto grosse. Vive generalmente da solo e si ciba principalmente di crostacei, molluschi, ricci e stelle corona di spine e durante la sua vita può attraversare stadi sia maschili che femminili.

Pesce napoleone (Cheilinus undulatus) – foto via Canva

8. I coralli del Mar Rosso sono più resistenti all’aumento della temperatura

L’aumento della temperatura delle acque è causa dello sbiancamento dei coralli, che avviene per l’allontanamento dell’alga zooxanthellae dal corallo. È un fenomeno che nel lungo periodo può portare alla perdita delle barriere coralline: si stima che entro il 2055 il 90% sarà colpito annualmente da fenomeni di sbiancamento. Eppure, sembrerebbe che non tutte le barriere coralline siano destinate ad andare incontro a questa sorte. È stato riscontrato  che nel golfo di Aqaba, situato tra la penisola del Sinai e quella araba, i coralli sono più resistenti alle alte temperature, riuscendo a sopportare le ondate di calore marino. Secondo un’ipotesi, questo si deve alla diversa evoluzione che ha caratterizzato tali coralli. Infatti, questi si sarebbero formati a partire dalle larve giunte migliaia di anni fa dall’Oceano Indiano, attraverso il Golfo di Aden, da acque molto più calde. Esisterebbe quindi nella loro memoria genetica la capacità di resistere e sopravvivere a temperature fino a 33 °C. 

9. I cambiamenti del Mar Rosso: più lontano e meno profondo

A causa dell’evaporazione, ogni giorno il Mar Rosso potrebbe diventare meno profondo di mezzo centimetro, ma ciò non accade, poiché la mancanza d’acqua viene reintegrata dai flussi dell’Oceano Indiano. A causa dell’attività tettonica, invece, la distanza tra le rive del Mar Rosso aumenta di circa un metro ogni tre anni.

La costa di Sharm El Sheikh in Egitto – foto via Canva

10. Le spedizioni di Hans Hass e Jacques-Yves Cousteau

Oggi il Mar Rosso è una delle mete preferite dai subacquei, proprio per la ricchezza di biodiversità che lo contraddistingue. Questo anche grazie alle spedizioni di Hans Hass e di Jacques-Yves Cousteau: il primo era uno zoologo, oceanografo e fotografo, pioniere nella ripresa e nella fotografia subacquea, divenuto noto soprattutto grazie alle fotografie e riprese cinematografiche effettuate nelle acque del Mar Rosso e per i documentari sugli squali, il secondo è stato un esploratore, oceanografo e regista francese, che con il suo lavoro ha permesso a persone provenienti da tutto il mondo di esplorare la vita sottomarina e le risorse del “continente blu” attraverso la televisione.

Bibliografia:
Autrice: Graziella Pillari
Graziella è consulente ambientale e scrive per il magazine SeaMag di Worldrise, unendo la passione per l’ambiente alla scrittura. Se fosse un animale marino sarebbe un pesce pagliaccio, che vive nella coloratissima barriera corallina. 

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