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Il Mediterraneo potrebbe essere definito come un mare di bellezze, tanto naturali quanto culturali. Worldrise vi accompagna alla scoperta di 10 curiosità relative al nostro amato mare. Siete pronti? Tuffiamoci insieme!

Il Mediterraneo è un mare straordinario, che racchiude in sé un’enorme complessità floristica e faunistica e rappresenta la culla dell’odierna civiltà occidentale. È un mare semichiuso, collegato all’Oceano Atlantico dallo stretto di Gibilterra e al Mar Rosso attraverso il Canale di Suez, dragato nel 1869 a seguito di un’enorme opera ingegneristica. Seppur possa apparire di dimensioni ridotte, il Mediterraneo si estende per 2.5 milioni di km² e ha una profondità media di 1500 m, raggiungendo il punto di massima batimetria oltre i 5000 m, poco a largo delle coste del Peloponneso. Questo mare ha accolto e consentito lo sviluppo di alcune tra le più importanti e antiche civiltà mai esistite, tanto in Asia quanto in Africa e in Europa. La sua antichissima storia lo ha reso uno scrigno di segreti biologici, geologici e culturali e, per questo motivo,  abbiamo deciso di prenderci un momento per raccontarvi 10 curiosità sul Mare Nostrum:

Il bacino del Mar Mediterraneo in una elaborazione da foto satellitari (in alto a destra il bacino del Mar Nero) - via Wikipedia

Il bacino del Mar Mediterraneo in una elaborazione da foto satellitari (in alto a destra il bacino del Mar Nero) – via Wikipedia

1. Un mare antichissimo

Il Mar Mediterraneo che oggi conosciamo si è formato tra i 5 e i 10 milioni di anni fa, a seguito di una storia geologica alquanto complessa.

In principio, la Pangea, singolo grande continente che riuniva tutte le terre emerse, era circondata da un unico oceano, la Pantalassa. Successivamente, la Pangea si è divisa in due parti: la Laurasia, a nord, e il Gondwana, a sud. Questi due continenti erano separati da un braccio di oceano primordiale – la Tetide -, che in futuro sarebbe diventata il nostro Mar Mediterraneo. Da questo momento in poi, infatti, la Tetide ha subito varie metamorfosi e ha potuto osservare come, tutto intorno a lei, i continenti si spostassero e cambiassero la loro conformazione fino a raggiungere, dopo milioni di anni, quella che possiamo osservare oggi.

2. Colonizzato da ominidi precursori dell’Homo sapiens

I reperti archeologici più antichi rinvenuti nel bacino mediterraneo risalgono a circa 170 mila anni fa. Sull’isola di Creta, recenti scavi hanno infatti restituito artefatti, come accette e piccoli picconi, risalenti addirittura al Paleolitico inferiore (da circa 2,5 milioni di anni fa a circa 120000 anni fa). Se, fino a qualche anno fa, gli scavi condotti sulle Isole di Cipro e Creta avevano portato alla luce reperti risalenti al Neolitico (10.000 a.C.), i ritrovamenti più recenti lasciano pensare che queste isole possano essere state colonizzate a partire da migliaia di anni prima, addirittura dai Neanderthal e dall’Homo erectus.

3. Un mare circondato da terra

Il suo nome deriva dal latino “mediterraneus”, che significa “in mezzo alle terre”. Situato tra Europa, Nord Africa e Asia occidentale, il Mar Mediterraneo è un mare a dir poco internazionale. Lungo i suoi 46.000 km di costa, vivono infatti all’incirca 200 milioni di persone, appartenenti a ben 21 nazionalità diverse. Dal nostro mare sono bagnati 10 stati Europei (Spagna, Francia, Monaco, Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania, Grecia e Malta) 5 asiatici (Turchia, Siria, Libano, Israele e Cipro) e 5 africani (Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco).

costa mediterranea via Unsplash

Costa mediterranea via Unsplash

4. Un mare (più) salato

Come tutti i mari, anche il Mediterraneo è salato, ma potremmo forse dire che lo è un po’ più degli altri: a causa del lento ricambio d’acqua e dell’alta evaporazione dovuta al fatto di essere un bacino semichiuso, la salinità media del Mare Nostrum si aggira intorno al 37‰, contro il 35‰ della media globale.

5. Non è poi così freddo!

Altra peculiarità del Mediterraneo è l’omeotermia invernale. Contrariamente a quanto avviene nel vicino Atlantico, in cui oltre i 200 m di profondità si raggiunge anche una temperatura di 2°C, in questo bacino, durante i mesi invernali, la temperatura non varia con il variare della profondità, ma risulta essere costante, intorno ai 13°C. Ruolo determinante nel creare questa condizione è rappresentato dallo stretto di Gibilterra che, essendo poco profondo (soli 350 m), permette l’entrata dell’acqua atlantica superficiale calda, limitando invece il passaggio di quella profonda fredda.

6. Un ricambio d’acqua secolare

Essendo un mare semichiuso, le acque del Mediterraneo vengono periodicamente ricambiate. Si stima che questo completo “ricircolo” avvenga mediamente ogni 80-90 anni, grazie soprattutto all’acqua atlantica in ingresso dallo stretto di Gibilterra e, ad un tasso molto meno rilevante, da quella proveniente dal Mar Rosso attraverso il canale di Suez.

Mar Mediterraneo via Unsplash

Mar Mediterraneo via Unsplash

7. Un mare di vulcani 

Tra i vulcani intimamente collegati al bacino mediterraneo possono essere ricordati l’Etna, lo Stromboli e il Vesuvio, estremamente popolari e conosciuti. Sui fondali mediterranei, però, ne esistono molti altri, più o meno attivi. Tra questi, il grande Marsili, appartenente all’arco insulare eoliano, il vulcano sommerso più grande d’Europa, lungo circa 70 km e largo 30 km. Un vero e proprio gigante, adagiato a circa 3 km sul fondo del mare,  il cui cratere arriva a sfiorare i 500 m sotto il livello della superficie. 

8. Una straordinaria biodiversità

Le più recenti stime effettuate sulla biodiversità marina del Mediterraneo indicano la presenza di circa 17.000 specie, tra animali e vegetali. La biodiversità del Mediterraneo rappresenta il 18% delle specie (macroscopiche) marine conosciute al mondo e, di queste, si stima che tra il 25 ed il 30% siano endemiche. Considerando che questo mare si estende su una area pari a solo lo 0.82% della superficie complessiva degli oceani, il Mediterraneo detiene un vero e proprio primato: la ricchezza di specie per area è circa 10 volte superiore alla media mondiale

Biodiversità del Mare Nostrum via Canva

9. Un valore di 5600 miliardi di dollari! 

ll valore complessivo dei beni naturali appartenenti al Mediterraneo è stato stimato essere pari ad almeno 5600 miliardi di dollari USA. Questo calcolo, sviluppato da alcuni ricercatori americani, si basa sulla monetizzazione di tutti quei beni e servizi ecosistemici prodotti dall’intero Mediterraneo. In particolar modo, la stima considera risorse quali il turismo e la pesca, ma anche il valore monetario attribuito a servizi indispensabili e insostituibili, come il sequestro di carbonio o la protezione delle coste dall’erosione, svolti dalle praterie di Posidonia oceanica che popolano il nostro mare.

10. Si tratta veramente di un mare protetto?

Sebbene solo il 9,68% della superficie del Mar Mediterraneo sia stato designato come area marina a vario titolo protetta (includendo le AMP, i siti Natura 2000, la parte marina dei siti Ramsar e delle Riserve della biosfera dell’UNESCO e le Aree Specialmente Protette di Interesse Mediterraneo- ASPIM), questa percentuale è costituita soprattutto da piccole aree marine, non efficacemente gestite e controllate. Inoltre, solo lo 0,03% del Mar Mediterraneo è coperto da aree a protezione integrale, ovvero quelle zone in cui qualsiasi attività, dalla pesca allo snorkeling, è completamente interdetta. La situazione in Italia è conforme alla media europea e, sebbene il 19,12% delle acque territoriali italiane sia coperto da aree marine più o meno protette, solo lo 0,1% di queste è costituito da riserve a protezione integrale. A tale proposito, Worldrise ha recentemente lanciato la campagna 30×30 Italia: l’iniziativa contribuisce, su scala nazionale, a un obiettivo di protezione dell’ambiente marino internazionalmente condiviso, che mira alla conversione in Aree Marine Protette di almeno il 30% dell’oceano entro il 2030. 

Bibliografia:
  • Ardizzone, G.D., Belluscio A., Lipperi M. (2006). Nuova guida al seawatching. Mare aperto e coste. Franco Muzzio Editore, 188 pages.
  • Bianchi, C. N., & Morri, C. (2000). Marine biodiversity of the Mediterranean Sea: situation, problems and prospects for future research. Marine pollution bulletin40(5), 367-376.
  • Gomei M., Abdulla A., Schröder C., Yadav S., Sánchez A., Rodríguez D., Abdul Malak D. (2019). TOWARDS 2020: How Mediterranean countries are performing to protect their sea. 12 pages.
  • Randone, M., Di Carlo, G., Costantini, M., Tzanetti, T., Haferkamp, D., Portafaix, A., … & Astier, C. (2017). Reviving the economy of the Mediterranean Sea: actions for a sustainable future. WWF Mediterranean Marine Initiative, Rome, Italy.
  • Simmons, A. (2012). Mediterranean island voyages. Science338(6109), 895-897.
  • report WWF
Autore: Bruna Giordano

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