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Conosciamo meglio una delle creature marine più simpatiche e buffe del pianeta blu: il lamantino!

I lamantini sono dei grandi mammiferi, soprannominati anche “mucche di mare” per la fisicità che li contraddistingue, e non solo…Tuffiamoci subito alla scoperta di dieci curiosità su questi curiosi animali marini!

Foto via Canva

  1. Trichechus, ma non troppo

I lamantini sono mammiferi acquatici che appartengono al genere Trichechus, termine che potrebbe generare confusione: in realtà, questi animali hanno in comune con i trichechi meno di quanto ci si aspetterebbe. Il tricheco (Odobenus rosmarus), appartiene infatti a un genere e una famiglia diversi. 

Esistono tre specie di lamantino: 

  • il lamantino africano (Trichechus senegalensis), così denominato perché vive nell’Africa occidentale, dalla Mauritania all’Angola;
  • il lamantino delle Indie Occidentali o dei Caraibi (Trichechus manatus), che nuota nella zona del Mar dei Caraibi, lungo le coste settentrionali dell’America Meridionale;
  • il lamantino amazzonico (Trichechus inunguis), la specie dalle dimensioni minori, che è possibile trovare nel bacino idrografico del Rio delle Amazzoni fino alla foce, nelle acque calme di fiumi, laghi e paludi. 
  1. Dugongo e lamantino: le sirene del mare

Il mito delle Sirene ha affascinato molti popoli sin dall’antichità, attraverso leggende narrate già intorno al 1000 a.C. da Assiri e Babilonesi.

Nella tradizione greca il corpo di questi esseri soprannaturali era rappresentato con sembianze per metà da donna e metà da uccello, potenti incantatrici di marinai grazie al loro canto melodioso. Soltanto Ulisse, tramite uno stratagemma, riuscì a sfuggirvi!

Ma è nel Medioevo che le sirene iniziano ad essere descritte come creature marine magiche, dotate di coda di pesce. Si ipotizza oggi che i numerosi avvistamenti di sirene nel passato siano riconducibili alla presenza di dugonghi e lamantini, che ricordano queste mitologiche creature, anche perché possono emergere in verticale dall’acqua!

Foto di Debby Hudson via Unsplash

  1. L’evoluzione della specie

Dal punto di vista biologico, è interessante sottolineare che i lamantini, così come i dugonghi, entrambi appartenenti all’ordine dei Sirenidi, hanno sviluppato le proprie caratteristiche di adattamento: costituiscono, infatti, una fase evolutiva intermedia fra i Cetacei (delfini e balene) e i Carnivori Pinnipedi (foche, otarie, trichechi ed elefanti di mare). In che modo? Così come i Cetacei, ad esempio, sono sprovvisti degli arti posteriori e supportati da una coda adatta al nuoto. In comune con i Pinnipedi, invece, hanno altre caratteristiche, tra cui una robusta corporatura.

  1. Aspetto e comportamento

A prima vista, un esemplare di lamantino può risultare un po’ goffo e buffo. Questo sia per la sua conformità fisica, sia per le sue abitudini. Non a caso viene soprannominato“mucca di mare”. Esso infatti è un enorme mammifero, estremamente calmo e pacifico! 

Un individuo adulto può avere una lunghezza variabile, compresa tra i 3/4 metri, e pesare in media fino a 500 kg, ma talvolta supera anche gli 800 kg. L’aspetto è massiccio, con un corpo di colore grigio o marrone; la coda è a forma di pinna e gli è indispensabile per nuotare e trovare il cibo di cui nutrirsi. Ha due grandi labbra dotate di setole e corpo e muso tondi che lo rendono idrodinamico.

Foto via Canva

  1. Praterie in fondo al mare

I lamantini sono animali prettamente erbivori…proprio come le mucche! Si nutrono essenzialmente di alghe e piante acquatiche, di cui si cibano in grandi quantità e per molte ore al giorno. Per questo motivo, hanno necessità di sostituire spesso la propria dentatura, che consumano velocemente a causa del continuo masticare. Un adulto può mangiare fino a 50 kg al giorno (o poco più), e quindi fino al 10% del suo peso corporeo!

  1. Habitat

Questi placidi animali vivono in acque sia dolci sia salate, e scelgono spesso aree costiere paludose e preferiscono zone piuttosto calde. Per farlo, sono disposti a percorrere molti km alla ricerca di acque calme e poco profonde, senza scendere mai più di 5 metri. In questo modo riescono a trovare l’habitat ideale in cui trascorrere un’esistenza tranquilla e idonea ai loro ritmi.

Foto via Canva

  1. Minacce e salvaguardia

Un dato molto triste riguarda questi speciali mammiferi: essi rientrano nella “lista rossa” delle specie a rischio di estinzione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), per cui sono considerati estremamente vulnerabili.

Le principali cause di questo fenomeno sono senza dubbio da ricondurre al cambiamento climatico e alle attività dell’uomo: inquinamento, caccia illegale e incidenti con i motoscafi. Il cambiamento climatico e l’inquinamento portano alla scarsezza di alghe e di piante marine, le stesse di cui spesso si cibano questi animali! Anche l’ingestione di materiale plastico o tossico disperso in acqua provoca la morte dei lamantini.

  1. Socialità e riproduzione del lamantino

L’attività sociale dei lamantini è molto limitata, vivono tendenzialmente da soli, interagendo in poche e puntuali occasioni con i loro simili: ricerca del cibo in piccoli gruppi e accoppiamento sembrano essere le principali.

Rapporti del tutto unici sono sicuramente quelli che nascono tra madre e piccolo, a seguito di una gestazione di 12 mesi. Il cucciolo viene allattato per circa un anno, ma già dopo alcune settimane può nutrirsi di vegetali. Il legame fra i due è simbiotico nella prima fase, sintonizzato su dolci emissioni di frequenze ancora poco conosciute.

Mamma lamantino con il suo cucciolo – foto di NOAA via Unsplash

  1. Misure di tutela della specie

Il 10 settembre del 2015 è stata una data importante per questa specie: nel capoluogo ligure è venuto alla luce il primo lamantino italiano. È accaduto all’Acquario di Genova, unica struttura ad occuparsi di questa specie nel nostro Paese e una delle sole dieci in tutta Europa. Il piccolo esemplare maschio pesava ben 23 chili ed era lungo circa 1 metro! Fortunatamente, non è stato un caso singolo: nel febbraio del 2018 la stessa mamma ha poi partorito un altro cucciolo.

Tali avvenimenti, benché non si verifichino direttamente in natura, risultano estremamente significativi dal punto di vista scientifico, poiché contribuiscono al mantenimento e alla salvaguardia di questa specie in via di estinzione. L’Acquario di Genova aderisce, nello specifico, allo European Endangered Species Programme, il cui obiettivo è promuovere la conservazione delle specie animali.

  1. Simbolo di pace

Come da ogni essere vivente, senz’altro anche dai lamantini è possibile prendere esempio. Perché? La loro indole pacifica consente loro di condurre un’esistenza tranquilla e quasi priva di scontri, lontana dalla violenza. Riflettiamoci: sarà forse il caso di imparare qualcosa anche da loro? 

Foto via Canva

Bibliografia:
Autrice: Laura Pasqui

Laura è geografa, Dottoressa in Gestione e valorizzazione del territorio e in Lettere moderne. Nutre da sempre una grande passione per la natura e il mare. Crede fortemente nell’importanza della divulgazione scientifica e per questo scrive per SeaMag di Worldrise, con l’intento di sensibilizzare le persone alla tutela del patrimonio ambientale. Se fosse un animale marino sarebbe… una bellissima stella marina, per la sua capacità di rigenerarsi anche da una piccola parte del corpo!

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