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Immergetevi con Worldrise alla scoperta di un animale molto prezioso per l’ecosistema marino: Savalia savaglia, il “corallo dorato”.

Potrebbe esserci capitato di avvistare durante un’immersione il corallo dorato, un antozoo ancora poco studiato ma fondamentale per l’ecosistema marino: oggi ci tuffiamo con Worldrise alla scoperta di 10 curiosità su Savalia savaglia.

Colonie di Savalia savaglia, il corallo dorato – foto di Biologiamarina.org

1. È UNA COLONIA DI POLIPI

Savalia savaglia (Bertoloni, 1819) è una specie che appartiene al gruppo degli Cnidari ed in particolare alla classe degli Antozoi, la stessa a cui fanno parte, ad esempio, coralli, gorgonie e anemoni. 

È formata da tanti piccoli organismi a forma di sacco, detti polipi, grandi pochi millimetri e muniti di una corona di tentacoli all’estremità superiore. In Savalia i polipi che formano le colonie sono sostenuti da uno scheletro rigido e spesso, che può raggiungere altezze superiori a 1 metro.

Il suo bel colore giallo le ha fatto guadagnare il nome di “corallo dorato”, ma può essere anche chiamata “falso corallo nero”, poiché il suo scheletro interno è di colore scuro come quello dei coralli neri.

Particolare dei polipi di Savalia savaglia – foto di Biologiamarina.org

2. SEMBRA UNA GORGONIA, MA NON LO È!

Per la sua forma “a ventaglio” sembrerebbe una gorgonia, ma in realtà non lo è. 

La differenza sta nella morfologia dei polipi: le gorgonie hanno polipi con 8 tentacoli e appartengono quindi alla sottoclasse degli Ottocoralli; i polipi di Savalia savaglia ne presentano invece un numero pari a 6 o un suo multiplo, facendo rientrare questa specie in una sottoclasse diversa, quella degli Esacoralli.

3. DOVE SI TROVA?

Savalia savaglia è stata finora registrata nel nostro Mar Mediterraneo, soprattutto nel bacino nord-occidentale e in alcune aree dell’Oceano Atlantico, ma la sua distribuzione è tutt’ora oggetto di studi. 

Cresce su fondali rocciosi, in genere a profondità comprese tra 15 e 150 metri, anche se sono state registrate colonie oltre i 500 metri! 

Preferisce aree interessate da condizioni ambientali stabili, in quanto, come molti altri antozoi, è particolarmente sensibile alle repentine variazioni ambientali quali la diminuzione di salinità o l’eccessiva sedimentazione.

4. UN’INSOSPETTABILE PARASSITA 

A vederla così non si direbbe, ma Savalia savaglia sa comportarsi da feroce parassita!

Questa specie infatti, per crescere e svilupparsi, ha per lo più bisogno di colonizzare altri antozoi, in particolare gorgonie e coralli neri: i polipi di S. savaglia dapprima invadono l’ospite, dopodiché producono il loro scheletro crescendo sul fusto del “malcapitato”, fino a soffocarlo.

Savalia savaglia parassita una gorgonia rossa – Foto via Natura mediterraneo

5. HA DIVERSE STRATEGIE RIPRODUTTIVE

Nella prima fase di insediamento, quando i polipi di S. savaglia parassitano l’organismo ospite, iniziano a crescere velocemente, moltiplicandosi per gemmazione: un piccolo polipo si forma dal corpo del genitore come una gemma, si stacca e forma un organismo separato. Una volta ricoperto interamente l’ospite parassitato, i polipi cominciano a produrre la struttura scheletrica della colonia e a quel punto rilasciano i gameti femminili e maschili che, fecondandosi in acqua, danno origine alla larva di Savalia. Gli stadi larvali sono ancora sconosciuti, così come le sue strategie di dispersione.

6. UNA SPECIE CHE SA DISTINGUERSI

Sebbene le conoscenze siano ancora incomplete, Savalia savaglia sa già distinguersi per alcune sue peculiarità

Ad esempio è l’unica specie del suo ordine (Zoantharia) capace di auto-prodursi lo scheletro, mentre tutti gli altri coralli appartenenti a questo gruppo incorporano detriti dall’esterno per formare la loro struttura solida.

Savalia è inoltre in grado di produrre “Ajugasterone-C”, uno steroide naturale noto per essere prodotto esclusivamente da piante terrestri.

Le imponenti “foreste animali” di S. savaglia – foto di Biologiamarina.org

7. UN HIGHLANDER MARINO

S. savaglia può vivere anche mille o duemila anni

Grazie alla sua longevità, può formare colonie davvero grandi, che svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi come creatori di habitat. 

8. UN INGEGNERE DELL’ECOSISTEMA

Le colonie di Savalia savaglia, con le loro strutture tridimensionali complesse, sono dei veri e propri condomini in fondo al mare, perché offrono un’ampia superficie per l’insediamento di molte specie di organismi marini, favorendo un incremento della biodiversità.

Inoltre creano delle foreste marine in tutto e per tutto, che rappresentano importanti riserve di carbonio, fungono da nursery e riserva di cibo per svariati organismi.  

9. UNA SPECIE MINACCIATA

L’oro del Mediterraneo”: così può essere considerata questa specie per la sua bellezza ed importanza ecologica. E purtroppo così è stata considerata da chi, negli anni ‘50-’70, ha visto in questo organismo un oggetto ornamentale, facendone razzia attraverso un prelievo incontrollato. Tutto ciò ha portato inevitabilmente ad una forte riduzione della sua distribuzione.

Oggi uno dei nemici più preoccupanti per questo corallo è rappresentato dalla pesca: oltre alla pesca a strascico, che fa piazza pulita di tutto ciò che trova sul fondale, reti e lenze derivanti dalla pesca artigianale e ricreativa possono causare  danni meccanici rilevanti, come la rottura dei rami e l’estirpazione delle colonie. Anche l’inquinamento costiero e i processi di sedimentazione contribuiscono al declino.

Una colonia di Savalia savaglia con i rami spezzati verosimilmente da un attrezzo da pesca o da un’ancora – Foto di Egidio Trainito, Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, NE Sardegna.

10. SALVIAMO IL CORALLO DORATO! 

Savalia savaglia è nella Lista Rossa dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura – Comitato Italiano (IUCN) ed è classificata come “quasi minacciata”. È considerata una specie rara e in declino ed è pertanto tutelata dalla Convenzione di Barcellona per la tutela delle specie minacciate e da quella di Berna per la conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali europei.

Oggi diversi studi mirano ad ampliare le conoscenze scientifiche, ancora carenti, riguardo la distribuzione ed ecologia di questa specie. Anche l’aumento della sensibilità e consapevolezza tra i subacquei, oltre che il sempre più crescente contributo della Citizen Science, possono essere d’aiuto alla causa attraverso la segnalazione di colonie nei luoghi esplorati. 

Data l’importanza ecologica e la vulnerabilità di Savalia savaglia, è di cruciale importanza mettere in atto efficaci protocolli di gestione e monitoraggio mirati alla protezione di questa specie così preziosa per il benessere della biodiversità marina.

BIBLIOGRAFIA
  • Cerrano, C., Previati, M., Palma, M., Arillo, A., 2006. Distribuzione di Gerardia savaglia (Bertoloni, 1819) (Cnidaria, Zoanthidea) nell’Area Marina Protetta di Portofino. Biologia Marina Mediterranea,13: 164-165.
  • Cerrano, C., Danovaro, R., Gambi, C., Pusceddu, A., Riva, A., et al., 2010. Gold coral (Savalia savaglia) and gorgonian forests enhance benthic biodiversity and ecosystem functioning in the mesophotic zone. Biodiversity and Conservation,19 (1): 153-167.
  • Egidio Trainito, Rossella Baldaccioni. Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 6a ed., Milano, Il Castello, 2021. 
  • Gaglioti M., Dieli T., Gambi M.C., Cerrano C., 2019. What am I doing here? An unusual ecological context of a population of Savalia savaglia (Anthozoa) at the Ustica island (Italy). Biologia Marina Mediterranea, 26 (1): 310-311. 
  • Giusti M., Cerrano C., Angiolillo M., Tunesi L., Canese S. (2014) – An updated overview of the geographic and bathymetric distribution of Savalia savaglia. Mediterr. Mar. Sci., 16 (1): 128-135.
  • Pulido Mantas, T.; Varotti, C.; Roveta, C.; Palma, M.; Innocenti, C.; Giusti, M.; Benabdi, M.; Trainito, E.; Mačić, V.; Gambi, M.C.; et al. (2022) – Mediterranean Sea shelters for the gold coral Savalia savaglia (Bertoloni, 1819): An assessment of potential distribution of a rare parasitic species. Mar. Environ. Res. 179, 105686.
Autrice: Ilaria Amedeo

Ilaria è una biologa marina con una grande passione per gli invertebrati marini e per il mondo della conservazione animale. Attualmente si occupa di ricerca scientifica sui gorgonacei. Se fosse un animale marino sarebbe una gorgonia: ha radici ben salde, ma con i suoi rami a ventaglio si apre fiduciosa all’ambiente circostante.  

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