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10 curiosità sul capodoglio Skip to main content

Affascinante animale che popola quasi tutti i mari del mondo, è ben noto nella cultura di massa anche grazie alla leggenda di Moby Dick. Questo gigante dei mari è però in pericolo di estinzione.

Cetaceo riconoscibile grazie alla forma bizzarra e squadrata della sua testa, il capodoglio è uno dei più incredibili campioni di apnea che popola i nostri mari. Grazie a peculiari adattamenti sviluppati nel corso della sua evoluzione, questo animale è in grado di cacciare calamari giganti a grandi profondità. Scopriamo insieme 10 curiosità sul capodoglio.

1. CARATTERISTICHE GENERALI

Il capodoglio (Physeter macrocephalus, Linnaeus 1758) è il più grande cetaceo appartenente al sottordine degli odontoceti, ovvero i cetacei dotati di denti. I maschi di questa specie possono raggiungere i 18 m e pesare 50 tonnellate, mentre le femmine restano più piccole, attorno ai 10-14 m, con un peso non superiore alle 20 tonnellate. La grande testa squadrata caratteristica del capodoglio presenta 20-26 denti conici e spessi, alloggiati su entrambi i lati della mandibola inferiore e lunghi fino a 20 cm.

Capodoglio in immersione – foto via Canva

2. SIGNIFICATO DEL NOME

Il nome scientifico di questa specie, Physeter macrocephalus, deriva dal greco e significa “grande testa che soffia”. Il nome comune “capodoglio”, invece, lo si deve alla presenza dello spermaceti, una sostanza cerosa-oleosa contenuta nel capo dell’animale. Questo prodotto liquido è probabilmente coinvolto nel controllo del galleggiamento del capodoglio e svolge un ruolo nell’ecolocalizzazione, il sonar biologico utilizzato da questi giganti del mare per orientarsi e trovare le prede. La presenza dello spermatoceti ha reso il capodoglio una specie molto cacciata durante il XIX secolo, poichè la sostanza estratta dal suo capo veniva utilizzata come combustibile per le lampade ad olio e come cera per la fabbricazione di candele.

3. COSA È PREVISTO NEL MENÙ

Gli individui adulti si nutrono quasi esclusivamente di grandi calamari, che vengono cacciati in acque profonde, soprattutto nei canyon sottomarini. I capodogli sono in grado di rimanere in immersione per 45-60 minuti e possono superare i 2000 m di profondità. Durante la caccia ai calamari, può succedere che vengano ingaggiate delle vere e proprie battaglie sottomarine tra predatore e preda: i risultati di questi scontri tra animali sono visibili dai segni e dalle cicatrici che possono rimanere sulla spessa pelle dei cetacei ad opera dei calamari, dotati di tentacoli con ventose e uncini. 

Capodoglio con graffi – foto via Canva

4. IL CERVELLO PIÙ GRANDE

Nonostante esistano cetacei che raggiungono dimensioni maggiori rispetto al capodoglio, è lui il detentore del premio per il cervello più grande tra tutti gli animali del mondo. Contenuto in un cranio che può arrivare a 5 m di lunghezza, il cervello del capodoglio ha un volume di 8000 cm3 e può raggiungere una massa di 9 kg; in confronto, il cervello umano pesa 1.4 kg e ha un volume pari a 1/7 rispetto a quello del capodoglio! Un cervello così grande, però, non significa che sia l’animale più intelligente: il cervello è infatti costituito da cerebro e cervelletto ed è quest’ultimo il responsabile delle informazioni sensoriali, della cognizione e del controllo delle azioni motorie. Nel capodoglio il cervelletto costituisce il 7% della massa del cervello, mentre nelle orche, per esempio, la percentuale sale al 14%. Questa differenza potrebbe essere dovuta alla necessità delle orche di avere una vista più attiva, per far fronte ad una maggiore varietà di prede, e di poter produrre suoni specifici.

5. OGNUNO È UNICO

Anche se a prima vista potrebbero sembrare tutti simili, i capodogli possono essere riconosciuti individualmente grazie alla presenza di tratti che li rendono unici. Il più importante e riconoscibile è la coda: ognuna ha una propria forma e può presentare tacche o macchie, dettagli che la rendono una vera e propria impronta digitale per ogni esemplare. Anche la presenza di macchie bianche o chiare presenti sul dorso, così come cicatrici causate da combattimenti con calamari o lasciate dai denti di altri individui durante incontri intraspecifici, possono essere utili per distinguere gli individui. I ricercatori che si occupano di monitorare le popolazioni di questa specie, infatti, utilizzano la fotoidentificazione come mezzo fondamentale per lo sviluppo di cataloghi con tutti gli individui della specie identificati nel tempo.

La coda di un esemplare – foto via Canva

6. COME DORME

In quanto mammifero, il capodoglio necessita di respirare aria in superficie, un’azione che può esser temporaneamente sospesa se si tratta di cacciare o di riposare. Diversi studi confermano che questa specie effettua delle “immersioni galleggianti”, mettendosi in una tipica posizione verticale appena sotto la superficie del mare, con il capo in alto. Questo comportamento caratteristico ha una durata variabile di circa 30 minuti e può essere ripetuto diverse volte, in alternanza a momenti in cui i cetacei respirano in superficie. È possibile osservare i capodogli durante questo momento di riposo solitamente verso la fine della giornata, tra le ore 18:00 e le 24:00. Quando l’animale si trova in questa posizione è solito non percepire le barche che si avvicinano, a meno che queste lo tocchino: ciò suggerisce che i capodogli possano veramente dormire durante le immersioni galleggianti. 

7. AMBRA GRIGIA

A seguito di secrezioni della bile per proteggere le mucose intestinali dai resti non digeriti dei calamari, i capodogli producono una sostanza naturale che prende il nome di ambra grigia. Si tratta a tutti gli effetti di un prodotto del vomito dell’animale, espulso tramite le feci o rigurgitato, che galleggiando in superficie si ossida, acquisendo resistenza: questa sostanza rimane nell’ambiente anche fino a 1000 anni! Conosciuta fin dall’antichità, in virtù del suo odore molto intenso l’ambra grigia ha assunto un valore commerciale in sostituzione all’incenso o come afrodisiaco e dal XVI secolo è stata utilizzata per la produzione di profumi. Da quasi 100 anni, però, l’ambreina (il maggior costituente dell’ambra grigia) è stata sostituita da alternative di origine sintetica.

Ambra grigia – foto di Wmpearl via Wikimedia

8. COMUNICAZIONE SOTTOMARINA

Come altri cetacei, i capodogli basano la loro comunicazione su uno straordinario sistema bioacustico, che si è evoluto come strumento per l’ecolocazione, rendendo in grado questi animali di orientarsi e navigare nel buio delle profondità marine e di trovare le loro prede. Ciò è possibile grazie alla produzione di “clicks”, brevi e rumorosi impulsi generati a seguito della compressione dell’aria attraverso il loro sistema respiratorio. Anche noi siamo in grado di  udire questi suoni se ci troviamo sotto la superficie del mare e in vicinanza di un capodoglio. Nel repertorio di questi cetacei ci sono anche suoni per la comunicazione tra individui, tra cui i trumpets, “trombette” emesse a volte all’inizio di un’immersione in profondità. Questi suoni sono stati sentiti provenire spesso da maschi adulti che interagiscono tra di loro mentre cercano il cibo, ma il loro vero significato resta ancora in parte sconosciuto.

9. DOVE VEDERLO

Nei mari attorno all’Italia, il luogo migliore per osservare un capodoglio è nelle acque fredde del Mar Ligure, ambiente pieno di canyon sottomarini e ricco della loro preda prediletta, i calamari. Si tratta di una specie cosmopolita, presente in quasi tutti i mari del mondo. Nel Mar Mediterraneo è stata riconosciuta una popolazione a sé ma con una tendenza al declino, di cui fanno parte meno di 2500 individui maturi. Infatti, la IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) ha definito la popolazione del Mediterraneo come “specie in pericolo”, elencando tra le minacce principali le attività illegali di pesca e le collisioni con barche e navi.

Capodogli – foto via Canva

10. CAPODOGLI IN MINIATURA

Nonostante appartengano ad una famiglia diversa, i cogia (Kogia breviceps e Kogia sima) sono odontoceti che condividono alcune caratteristiche con il capodoglio. Si tratta di cetacei molto piccoli, che non superano i 3.5 m in lunghezza, e con una particolare linea pigmentata dietro all’occhio, che assomiglia ad un falso opercolo. Cugini dei capodogli, anche i cogia hanno una singola narice a formare lo sfiatatoio, posizionata sul lato sinistro della testa e possiedono l’organo dello spermaceti. Si nutrono anche loro di calamari, ma adottano una strategia di caccia particolare: espellono un liquido scuro bruno-rossastro da una sacca dell’intestino, che oscura l’acqua e impedisce alla preda di scappare. 

Kogia sima – immagine via NOAA Fisheries

Il capodoglio è un animale davvero particolare, curioso e che necessita di protezione, in quanto è una specie a rischio di estinzione. Ognuno di noi può contribuire alla sua protezione, anche compiendo piccole scelte consapevoli: per esempio, se vogliamo conoscerlo meglio e provare ad avvistare questo gigante die mari, possiamo affidarci a compagnie di whale-watching sostenibile che seguono le corrette direttive di avvicinamento agli animali. Inoltre, esiste la possibilità di contribuire a progetti di citizen-science in cui chi partecipa alle uscite in barca è parte attiva della ricerca: l’Istituto Tethys è un esempio di ente che porta avanti questo tipo di attività. 

BIBLIOGRAFIA
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  • https://www.iucnredlist.org/species/41755/2955643
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  • Miller, P. J. O., Aoki, K., et al., (2008), Stereotypical resting behavior of the sperm whale. Curren Biology, 18 (1), R21-R23.
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  • Pace, D.S., Lanfredi, C., et al. (2021), Trumpet sounds emitted by male sperm whales in the Mediterranean Sea, Scientific Reports 11, 5867.
  • https://tethys.org
  • https://www.golfoparadiso.it/whale-watching/
Autrice: Alice Barbarioli

Alice è una laureanda magistrale in Marine Sciences presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Con un’immensa passione per la natura e in particolare per il mondo marino, considera la conservazione ambientale e la divulgazione scientifica di primaria importanza. Nel suo tempo libero si dedica alla fotografia naturalistica, un altro mezzo per far conoscere le bellezze della natura. Se fosse un animale marino sarebbe una stenella: socievole, curiosa, atletica e piena di energie!

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