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Dal 30 novembre al 12 dicembre 2023, Dubai ospiterà la 28° Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La Conferenza viene annunciata dagli Emirati Arabi come inclusiva, trasparente, pragmatica ed orientata ai risultati.

Dall’Accordo di Parigi alla COP28

Dal 30 novembre al 12 dicembre 2023 si terrà negli Emirati Arabi Uniti la COP28, il cui Presidente designato è il Sultano Emiratino Ahmed Al Jaber.
Dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), la Conferenza delle parti della Convenzione (COP) ha convocato ogni anno dal 1992 i Paesi degli stati membri per discutere, identificare e valutare le misure climatiche da intraprendere in stretta sinergia per far fronte ai cambiamenti globali in atto.

Già con l’Accordo di Parigi del 2015 era stata identificata dagli Stati membri la necessità di rafforzare la risposta mondiale alla minaccia posta dai cambiamenti climatici, nel contesto dello sviluppo sostenibile e degli sforzi volti ad eliminare la povertà, in particolare:

  1. proseguendo l’azione volta a limitare l’aumento della temperatura mondiale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali;
  2. aumentando la capacità di adattamento agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e promuovendo la resilienza climatica e lo sviluppo a basse emissioni di gas ad effetto serra, con modalità che non minaccino la produzione industriale;
  3. rendendo i flussi finanziari coerenti con un percorso che conduca ad uno sviluppo a basse emissioni di gas ad effetto serra e resiliente al clima.

Prima e durante la conferenza di Parigi i Paesi hanno presentato piani d’azione nazionali in materia di clima, gli NDCs (Nationally Determined Contributions), al fine di ridurre le rispettive emissioni. 

Hanno altresì convenuto di comunicare ogni 5 anni i rispettivi piani d’azione, fissando di volta in volta obiettivi sempre più ambiziosi.

L’Accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016, con l’adempimento della condizione della ratifica da parte di almeno 55 Paesi che rappresentano almeno il 55% delle emissioni globali di gas a effetto serra. Tutti i Paesi dell’UE hanno ratificato l’Accordo e, con sempre maggiore impegno e risonanza, ogni anno le parti si incontrano per esaminare e discutere i progressi raggiunti in merito alla convenzione e agli accordi connessi. Tali consessi internazionali sono noti appunto come COP, ossia Conferenza delle Parti.

Foto via Canva

Il programma della Conferenza

Il programma tematico della COP28 è progettato per unire una vasta gamma di portatori di interesse (governi, società civile, imprese, investitori, popolazioni indigene), attorno a soluzioni specifiche che devono essere ampliate in questo decennio. 

La programmazione quotidiana della Conferenza incorpora quattro temi trasversali: Tecnologia e Innovazione, Inclusione, Comunità in prima linea e Finanza.

Si punteranno i riflettori sulle tecnologie all’avanguardia che riguardano il futuro del clima e la mobilitazione di risorse finanziarie svolgerà un ruolo primario nella realizzazione della sostenibilità utile alla lotta al cambiamento climatico. Si focalizzerà l’attenzione su temi quali la sicurezza idrica e alimentare, l’uguaglianza di genere e le energie rinnovabili.

La Presidenza della COP28 degli Emirati Arabi Uniti e la Commissione per l’Innovazione per il Cambiamento Climatico, la Sicurezza alimentare e l’Agricoltura hanno identificato sette aree di innovazione riguardanti la sicurezza alimentare e l’agricoltura, quali: previsioni meteorologiche migliorate, servizi di divulgazione agricola digitale, programmi di protezione sociale sensibili al clima, formazione per promuovere tecniche di raccolta dell’acqua piovana, fertilizzanti microbici, innovazioni per ridurre le emissioni di metano nel bestiame e proteine alternative.

Lo sviluppo di approcci innovativi è uno dei mezzi per affrontare la sfida del cambiamento climatico e l’intenzione è quella di agire sull’arresto della perdita di biodiversità, sul ripristino dei terreni agricoli, sulla preservazione delle foreste, sulla protezione delle coste, sul rispetto della natura, degli ecosistemi, della biodiversità, sulla garanzia che nessuno soffra la fame.

Un focus particolare verrà dedicato ai temi relativi a decarbonizzazione, crescita del lavoro e delle opportunità economiche, transizione verso le energie rinnovabili.

Foto via Canva

Expo City Dubai e le tradizionali tecniche di costruzione degli Arish

In occasione di COP28, il quartiere di Dubai che nel 2020 aveva ospitato l’Expo sarà arricchito dalla presenza degli Arish, tradizionali tecniche di costruzione degli Emirati Arabi che utilizzano foglie di palma e fibre per riflettere il messaggio di sostenibilità della nazione ospitante.

L’architettura arish risale a 7000 anni fa, quando le foglie di palma essiccate e corde ricavate da fibre del tronco venivano utilizzate per costruire case e tetti.

Inoltre Expo City Dubai sarà divisa in due sezioni: la Zona Blu e la Zona Verde.
La zona blu sarà gestita dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e aperta ad osservatori accreditati, capi di stato e media. Ospiterà le negoziazioni formali, le tavole rotonde, le conferenze e gli eventi culturali.
La zona verde è aperta al pubblico e sarà gestita dalla Presidenza della COP28 degli Emirati Arabi Uniti. Offre una piattaforma ai delegati non accreditati, inclusi società civile, ONG, gruppi indigeni, gruppi giovanili, che vogliano far sentire la propria voce.

Dubai Expo – Foto via Canva

Il mandato UE per la COP28

I ministri europei dell’ambiente e del clima hanno trovato un accordo sul mandato che l’UE porterà alla COP28. A Dubai l’UE chiederà di inserire nel documento finale un impegno globale per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, un taglio delle emissioni del 55% entro il 2030.

Su energie verdi e risparmio consumi, l’UE solleciterà un’azione globale per triplicare la capacità installata di energia rinnovabile portandola a 11TW e raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030.

Di recente, nel quadro del pacchetto sul clima “Pronti per il 55%” l’UE ha rivisto al rialzo i target per entrambi gli obiettivi attraverso la revisione della direttiva sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili del 2018: un aumento della quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia dell’UE al 42,5% entro il 2030, con l’idea di impegnarsi a raggiungere il 45%.

Foto via Canva

Il PNRR italiano e la Mission 2: rivoluzione verde e transizione ecologica

In relazione agli obiettivi stabiliti dall’UE, la transizione ecologica è uno dei pilastri del progetto Next Generation EU, un fondo dal valore di 750 miliardi di euro approvato nel 2020 dal Consiglio Europeo al fine di sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia da Covid 19.

All’interno del Next generation EU, tra le politiche ambientali adottate dall’Italia, la Mission 2, denominata “Rivoluzione verde e transizione ecologica” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del nostro Paese, si occupa dei grandi temi dell’agricoltura sostenibile, dell’economia circolare, della transizione energetica, della mobilità sostenibile, dell’efficienza energetica negli edifici, delle risorse idriche e dell’inquinamento. A questi scopi sono stati stanziati circa 70 miliardi di euro, ossia circa il 31% dell’ammontare complessivo del PNRR.

La Mission 2 prevede, nello specifico, investimenti e riforme per migliorare la gestione dei rifiuti, incrementare l’efficienza energetica degli edifici, incrementare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, sostenere la filiera dell’idrogeno, rinnovare il trasporto pubblico locale, potenziare la capacità delle reti elettriche e delle infrastrutture idriche, aumentare la sicurezza del territorio, con interventi di prevenzione e ripristino a fronte di significativi rischi idrogeologici, della salvaguardia delle aree verdi e della biodiversità, e di quelli relativi all’eliminazione dell’inquinamento delle acque e del terreno e alla disponibilità delle risorse idriche. 

Foto via Canva

Conclusioni

COP28 rappresenta uno dei tasselli del grande progetto che tutto il mondo intende realizzare per trovare soluzioni ai molteplici problemi innescati dai cambiamenti climatici.

Questi momenti, infatti, sono fondamentali per stimolare il dialogo e la cooperazione internazionale fra i Paesi del mondo, mostrando i progressi che ciascun Paese raggiunge nel tempo sui temi in discussione.

A fortiori in un momento storico, economico e geopolitico delicato come quello che stiamo vivendo, auspichiamo che la COP28 possa stimolare proprio la cooperazione internazionale, condizione importante per il suo successo.

Bibliografia:
  • COP28 UAE – United National Climate Change Conference
  • United Nations Framework Convention on Climate Change – Un Climate Change Conference – United Arab Emirates Nov/Dec2023
  • COP28 – Expo City Dubai celebrerà il patrimonio degli Emirati con un’importante trasformazione della COP28 – di Ramola Talwar Badam
  • Governo.it- Pnrr: Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Eunews – Rinnovabili ed eliminazione graduale dei combustibili fossili (ma non tutti), l’UE adotta il mandato per la COP28- di Fabiana Luca
Autrice: Carolina Musicò

Carolina è avvocato e si interessa anche di transizione ecologica e sostenibilità ambientale. Se fosse un animale marino sarebbe una tartaruga di mare, che quando deve far nascere i suoi piccoli torna nella spiaggia dove è nata. Gli studiosi parlano in proposito di impronta del campo magnetico, ma è bello pensare che tornano lì perchè cercano per sempre la loro mamma.

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