Un breve vademecum per rendere sostenibile il nostro guardaroba secondo Worldrise e Very Important Choice - VIC.

Vi presento Sara, esperta di moda sostenibile e fondatrice della start-up Very Important Choice (VIC), con la quale Worldrise collabora in ambito della campagna #iocambio. 
VIC è una piattaforma online incentrata sulla circular e sharing economy per rendere il mondo fashion e i consumatori più sostenibile a livello ambientale e sociale. La start-up fonda le sue basi su tre parole chiave: scegli, indossa e restituisci. Attraverso il loro sito permettono di scegliere capi di design, etici e sostenibili e restituirli dopo 1 o 3 mesi. Inoltre, da qualche settimana, è disponibile anche lo shop online di articoli accuratamente selezionati che fanno bene al pianeta, a chi li indossa e a chi li produce.

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Prima di scoprire i nostri consigli, ti suggeriamo di misurare l’impronta del tuo guardaroba facendo il test sul sito fashionfootprint.org

Ma, come faccio a rendere il mio guardaroba sostenibile? Sara ha risposto a 5 nostre domande.

1. Decluttering

Ogni capo di abbigliamento che abbiamo in armadio e non utilizziamo più, può essere riamato e riutilizzato. Seleziona i capi del tuo armadio e decidi di venderli, donarli o scambiarli. Ci sono molte organizzazioni che si occupano della raccolta dei vestiti e altrettante sono le applicazioni che permettono di vendere capi second-hand. Se queste opzioni non ti soddisfano, puoi scambiare i tuoi capi di abbigliamento prendendo parte ad uno Swap Party. 

2. No allo shopping “compulsivo”

Cerca di limitare gli acquisti ai capi di abbigliamento che ti servono davvero e ti rendono felice. Considera il tuo stile di vita per scegliere i vestiti che ti donano di più. Non acquistare vestiti che utilizzerai solo per un’occasione, in questo caso puoi considerare il noleggio.
Prima di comprare chiedersi:”Posso vivere senza?”

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Photo by Ksenia Chernaya from Pexels

3. Leggi le etichette

Prima di acquistare un nuovo capo d’abbigliamento, leggi l’etichetta. In particolare controlla la provenienza e i materiali utilizzati per la sua realizzazione. Qui ti lasciamo qualche aiuto per conoscere i materiali amici dell’ambiente:
Moda organic o biologica: si riferisce a materiali realizzati da coltivazioni senza l’uso di pesticidi, fertilizzanti sintetici o OGM.

– Cruelty free: abiti che non utilizzano materiali derivanti da animali o che sono stati testati su quest’ultimi. 

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La modella indossa capi selezionati da VIC

4. Preferisci abiti Ethical Fashion

I capi d’abbigliamento che fanno parte del filone “Ethical Fashion”, sono capi che rispettano sia l’ambiente, sia le persone che li producono. Prima di fare un acquisto informati sul brand, sui valori e sulla trasparenza della filiera. VIC sta preparando un’app di tracciabilità a trasparenza che interagirà direttamente con il capo per facilitare questo compito, talvolta molto arduo. 

5. Non sottovalutare i negozi vintage

Gli abiti vintage sono una valida soluzione sostenibile per avere new entry nel proprio armadio. La maggior parte dei negozi seleziona accuratamente i capi, li lava e li sistema prima di rimetterli in commercio. In alternativa ai negozi ci sono varie piattaforme online che permettono di vendere e acquistare capi vintage, la più famosa è Depop.
I capi vintage sono sostenibili a livello ambientale perché non prevedono il ciclo di nuova produzione, ma non è detto che i materiali e il brand del capo siano sostenibili al 100%. Attenzione anche alle possibili irritazioni cutanee dovute a questi capi: negli anni ‘70 e ‘80 vigevano molte meno norme per una produzione tessile a tutela della salute del consumatore.

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La modella indossa capi selezionati da VIC

Autore: Valentina Lovat

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