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Come spiegare la sostenibilità ambientale ai bambini: un focus sull’ambiente marino Skip to main content

Marika Riggio, di Babysits Italia, racconta per Worldrise l’importanza di spiegare la sostenibilità ai bambini, rendendo la protezione dell’ambiente, soprattutto quello marino, un'occasione di apprendimento e divertimento.

É fondamentale che i bambini, fin dalla tenera età, sviluppino un amore e un senso di appartenenza per l’ambiente che li circonda: solo così saranno davvero capaci di rispettarlo e di prendersene cura come di una casa. In questo modo li aiuterai a capire l’impatto delle loro azioni e a sviluppare un senso di responsabilità condivisa: ognuno ha il proprio ruolo nella salvaguardia dell’ambiente.

Specialmente per quanto riguarda la sostenibilità e la conservazione dell’ambiente marino, ci sono molte cose che possono essere insegnate ai bambini: anche le vacanze al mare possono diventare un momento dell’anno in cui si impara qualcosa sul rispetto del mondo marino e delle sue creature.

Foto di Torsten Dederichs via Unsplash

PERCHE’ INSEGNARE LA SOSTENIBILITA’ IL PRIMA POSSIBILE

Molto probabilmente i tuoi figli, i tuoi fratelli minori o i bambini che conosci potrebbero già averti chiesto come mai la plastica vada buttata in un contenitore diverso dalla carta, perché alcune persone non mangiano la carne e perché quando si va al mare bisogna raccogliere tutti i rifiuti che abbiamo prodotto – o, peggio, potrebbero averti chiesto come mai nella spiaggia in cui andate ogni tanto ci sono bicchieri di plastica che galleggiano indisturbati nel mare. I bambini sono per natura curiosi e la curiosità serve loro per imparare come vivere nel mondo e nell’ambiente che li circonda e, anche per questo, fanno domande continue agli adulti della loro vita, che sono i loro punti di riferimento. 

É possibile spiegare argomenti complessi ai bambini, assicurandosi che comprendano e non si spaventino? Naturalmente sì, l’importante è farlo nel modo giusto e non limitarsi ad imporre regole, ma spiegare le ragioni che ci sono dietro ad esse.

Foto di Naja Bertolt Jensen via Unsplash

Ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Questo fenomeno danneggia le creature marine e il loro ambiente vitale, ma anche noi: la nostra vita dipende infatti anche dal benessere degli oceani. 

I bambini rappresentano gli adulti del futuro: sono le generazioni che si occuperanno, a loro volta, di produrre, consumare e lavorare, e dobbiamo assicurarci, per il loro bene, che siano preparati a farlo nel modo migliore. Considerando che per il loro futuro si prospettano ardue situazioni dovute ai cambiamenti climatici e all’inquinamento della plastica, è bene iniziare a sfruttare positivamente la loro curiosità, spiegandola situazione attuale del pianeta e,soprattutto, che cosa può fare ognuno di noi per essere parte della soluzione.

COME AFFRONTARE L’ARGOMENTO

Il primo passo è spiegare la situazione con sincerità. E’ necessario mettere al corrente i bambini che la Terra e i suoi mari stanno affrontando un momento difficile a causa delle attività umane, ma che ogni nostro sforzo, anche minimo, può portare a un miglioramento della situazione. 

L’uomo è stato capace di cambiare il mondo, anche se in peggio: può cambiarlo nuovamente in meglio, soprattutto se agiamo come collettività!

  • Gli oceani, la fauna marina e l’ambiente che ci circonda sono in difficoltà. Trasmettere questa consapevolezza ai bambini è un grande passo per far comprendere loro quanto sia importante impegnarsi e quanto valore abbiano le azioni del singolo nella collettività.
COME INSERIRE LA SOSTENIBILITA’ NELLA VITA QUOTIDIANA 

Cosa possiamo iniziare ad insegnare, concretamente, ai bambini per renderli più responsabili e rispettosi della natura?

  • Raccogliere i rifiuti.

Il problema della spazzatura lasciata in spiaggia (e non solo) è tutt’oggi ancora molto forte e dannoso, con ripercussioni sull’ambiente circostante e, in generale, sulla salute del mare. Quando siamo in spiaggia, è bene avere l’accortezza di produrre la quantità minore possibile di rifiuti, ma quel poco che si produce va raccolto e smaltito nel modo corretto. Questa regola non va seguita solo dagli adulti: farsi aiutare dai bambini a raccogliere i rifiuti prima di andare via li renderà più responsabili e attenti. Portare i propri bambini a giornate dedicate alla raccolta dei rifiuti nelle spiagge, farà loro comprendere quanto il problema sia esteso e li aiuterà anche a sviluppare una coscienza collettiva. Inoltre, un bambino accompagnato da amici o cugini, si divertirà un mondo! Imparare divertendosi è sempre il modo migliore.

Un momento durante la pulizia della spiaggia con alcuni dei bambini che hanno partecipato al nostro progetto #Batti5

  • Non pescare i pesciolini che abitano nel mare

Per i bambini le creature acquatiche sono affascinanti e la tentazione di vederle da vicino è sempre molto forte. Sta a noi adulti spiegare perché è sbagliato: un povero pesciolino raccolto e messo in un secchiello subirà uno stress fortissimo, potrebbe riportare delle ferite e morire a causa dell’acqua stagna in cui si trova. Bisogna spiegare con chiarezza che i pesci hanno nel mare la loro propria casa e che non è giusto tirarli fuori solamente per il divertimento di osservarli, con il rischio di ucciderli. Non è forse meglio indossare una maschera subacquea e guardarli nuotare nella loro grande casa? Anche questa è una bellissima attività da fare con i bambini, che può diventare un momento di apprendimento.

  • Non raccogliere le stelle marine e non uccidere le meduse.

Le stelle marine, assieme ai più rari cavallucci marini, sono tra le creature più affascinanti che si possono trovare nelle spiagge italiane. Purtroppo per molte persone adulte e non, raccoglierle e portarle via come souvenir è una pratica comune. I bambini sono delle creature innocenti ma anche curiose ed istintive, quindi se capita loro di vedere una stella marina il primo istinto potrebbe essere quello di raccoglierla, anche solo per darle un’occhiata da vicino e toccarla. Sta a noi adulti accompagnatori spiegare, prima che succeda, che le stelle marine sono delle creature marine delicatissime che non vanno mai toccate o raccolte quando sono in acqua. Anche le meduse, se non disturbate,  sono creature innocue, ma spesso vengono uccise e lasciate a sciogliere sulla sabbia perché falsamente credute pericolose. Anche in questo caso, basta spiegare ai bambini che se si vede una medusa bisogna allontanarsi dall’acqua e non c’è davvero bisogno di fare altro. Quando i bambini imparano qualcosa di nuovo, spesso hanno piacere a parlarne con i loro coetanei e questo è un atteggiamento che va incoraggiato: non è mai troppo presto per informare anche gli altri e spiegare ad altri bambini – ma anche adulti! – che il modo migliore per godere della natura è ammirare gli organismi marini  nel loro ambiente naturale.

Foto di Shahrukh via Unsplash

  • Imparare a rispettare ed amare l’ambiente marino.

Un ottimo modo per farlo, è partecipare ad attività come il whale-watching, l’osservazione dei cetacei nel loro ambiente naturale. Ammirare creature immense e prodigiose come le balene è emozionante e questa attività offre sicuramente spunti educativi e didattici. Quando condotte in maniera responsabile, attività come il whale-watching contribuiscono alla formazione della coscienza sociale ambientalista che abbiamo capito essere così importante.

  • Fare esperimenti scientifici per bambini.

Molto utili quando si cerca di spiegare un argomento complicato come i cambiamenti climatici o magari lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari. Qui sotto, un esperimento facile da fare in casa assieme a loro.

I bambini sono il nostro futuro, ma per garantire che ne abbiano uno felice, è bene iniziare a sensibilizzarli quanto prima.

Grazie a queste spiegazioni e piccoli esperimenti da fare in casa, potrai iniziare ad introdurre il tema della sostenibilità marina ai bambini. Se impareranno ad amare la Terra e gli oceani che ci circondano, faranno del loro possibile per proteggerli anche da adulti, nella speranza che nel frattempo si sarà formata una coscienza ambientale collettiva ancora più forte.

Autore: Marika Riggio

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