Raccogliere la plastica in spiaggia è una delle azioni più semplici che possiamo fare per aiutare l’Oceano. 8 semplici passi per pulire la spiaggia da solo o in compagnia.

Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica entrano nell’Oceano, e la maggior parte arriva da fonti terrestri. Questo significa che il nostro stile di vita e le nostre azioni hanno un enorme impatto sulla salute dell’Oceano e sugli organismi che ci vivono.
Se paragoniamo una pulizia della spiaggia, con il dato sopra riportato, ci sembrerà uno sforzo invano. La verità è che ogni piccolo dettaglio è importante

Fare la pulizia della spiaggia è innanzitutto una grande azione di presa di coscienza e sensibilizzazione. Infatti, la parte più preziosa della pulizia delle spiagge è costituita dai dati raccolti riguardanti la tipologia di rifiuto trovati.
Facendo caso a quello che si raccoglie dal litorale, si nota una costante presenza di alcuni oggetti quali bastoncini dei cotton fioc, cannucce, sigarette, bottiglie di plastica e tappi. Questo ci deve fare riflettere sulle nostre azioni quotidiane, alle quali di solito non diamo peso o che consideriamo scontate. 

1. Portare con sé dei sacchi compostabili

Recupera dei sacchetti compostabili dove poter riporre i rifiuti che verranno raccolti durante la pulizia della spiaggia. Il consiglio è di avere più di un sacco, in questo modo si può suddividere il materiale raccolto in base alla categoria: indifferenziato, vetro, plastica. 

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Microplastiche e frammenti di plastica raccolti a Reggio Calabria nel 2019 durante il progetto #Batti5

2. Stabilisci un giorno per pulire la spiaggia 

Scegliere un giorno e un orario per andare a pulire la spiaggia è fondamentale, soprattutto se vuoi coinvolgere altre persone. Prima di scegliere la data, consulta le previsioni meteorologiche, la pioggia e il vento sono sconsigliati per il primo approccio. Come orario evita le ore di punta, preferisci la mattina presto o il pomeriggio inoltrato. 

3. Porta con te crema solare, acqua e un po’ di frutta

La pulizia della spiaggia ti farà stare sotto al sole per un po’ di tempo, porta quindi con te la crema solare, un cappello, gli occhiali da sole e una borraccia d’acqua.
Qualche snack di frutta è ottimo a fine lavoro per compensare la fatica. 

4. Recupera e indossa dei guanti spessi riutilizzabili

Durante la raccolta non sai a cosa andrai incontro. Proteggi le tue mani da vetri e altri possibili materiali appuntiti utilizzando dei guanti spessi. 

5. Fai caso ai rifiuti che raccogli e alle microplastiche

Durante la raccolta fare caso al tipo di rifiuti incontrati, chiedendosi sempre la loro possibile provenienza. Questa è la fase più importante di tutto il percorso. 

6. Dividi e smaltisci nel modo corretto i rifiuti che hai raccolto

Gli oggetti o frammenti raccolti hanno una natura e grandezza diversa. Consulta le regole del Comune, smaltendoli così nel modo più corretto. 

7. Spargi la voce e coinvolgi i tuoi amici 

Coinvolgere amici e parenti nella pulizia della spiaggia è un’ottima iniziativa. Il lavoro di gruppo non è solo più divertente e gratificante, ma ha anche un impatto maggiore. Più persone sono coinvolte, maggiore sarà il livello di sensibilizzazione nella vita quotidiana. 

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8. Partecipa alle pulizie della spiaggia organizzate da associazioni locali

Entra in contatto con le associazioni locali della tua zona, in questo modo potrai partecipare alle pulizie della spiaggia da loro organizzate.
Le pulizie collettive sono un’ottima opportunità per fare amicizia e conoscere persone che hanno i tuoi stessi interessi. Inoltre, sono anche un momento educativo e formativo che permette di approfondire le proprie conoscenze sull’ambiente marino e sull’impatto delle nostre azioni nell’Oceano. 

È importante che ogni pulizia della spiaggia sia incentrata sulla formazione personale ed educazione del pubblico riguardo l’inquinamento da plastica e l’impatto delle abitudini quotidiane sull’ambiente.
Raccogliere i rifiuti in spiaggia per un giorno non avrà un impatto duraturo, ma se centinaia di persone venissero sensibilizzate e agissero diminuendo l’utilizzo di oggetti di plastica monouso nella loro quotidianità, la differenza sarebbe grandissima e il problema sarebbe risolto a partire dalla fonte. 

Autore: Valentina Lovat

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