Warning: file_put_contents(/home/worldris/public_html/wp-content/uploads/ithemes-security/logs/event-log-worldrise-xNfRe9hqW1mBH36mRprz3rBeKI3dQ7.log): failed to open stream: No such file or directory in /home/customer/www/worldrise.org/public_html/wp-content/plugins/better-wp-security/core/lib/log.php on line 207
Blue Growth: la crescita sostenibile dell’ecosistema marino Skip to main content

Che cosa è la strategia di Blue Growth e come si sviluppa? Approfondiamo il ruolo della “crescita blu” nell’economia globale.

Che cos’è la Blue Growth? 

“Blue growth” è il termine universalmente riconosciuto per fare riferimento alla strategia a lungo termine adottata a livello globale per promuovere la crescita sostenibile dei settori marittimi all’interno dell’economia mondiale, prevenendo la degradazione e l’inquinamento dell’ecosistema marino.  

L’oceano, infatti, mette a disposizione dell’uomo beni essenziali (primo fra tutti l’ossigeno che respiriamo), servizi ecosistemici preziosissimi, energia, cibo, posti di lavoro e trasporti per milioni di persone, oltre ad essere il maggiore responsabile della regolazione del sistema climatico globale e ad assorbire i gas serra, rappresentando il nostro miglior alleato contro il cambiamento climatico.  

Foto via Unsplash

Quando nasce?  

L’espressione “Blue Growth” venne introdotta per la prima volta nel 2012 alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile di Rio de Janeiro, nota anche come Rio 2012 o Rio+20. In questa occasione, in parallelo al concetto di “Green Growth”, riferibile alla sostenibilità degli ecosistemi terrestri, iniziò a farsi strada il termine “Blue Growth”, grazie alla spinta di un gruppo di piccoli stati insulari in via di sviluppo, i cosiddetti SIDS (Small Island Developing States). Per questi Paesi, infatti, le conseguenze del cambiamento climatico sull’ecosistema marino erano, già all’epoca, ancora più preoccupanti che per altri Stati, a causa dell’innalzamento del livello dei mari che minaccia l’esistenza delle isole e della scarsità di risorse disponibili per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, anche a causa  dell’inquinamento, prevalentemente causato dai grandi paesi industrializzati. 

Per i Paesi in via di sviluppo, infatti, la strategia della Blue Economy, un ramo dell’economia green dedicato alla creazione di un sistema economico sostenibile attraverso l’innovazione tecnologica, offre la possibilità di alleviare l’ostacolo più importante per la crescita sostenibile, ovvero la scarsità di risorse

SDG14 – Vita sott’acqua

Questa tematica è stata inserita anche nell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, che definisce 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs). In particolare, l’SDG n°14, “Life below water”, che mira alla conservazione e all’utilizzo sostenibile degli oceani, dei mari e delle sue risorse, pone grande attenzione su riduzione dell’inquinamento dei mari, protezione degli ecosistemi marini e costieri, minimizzazione degli impatti dell’acidificazione degli oceani, regolazione delle attività di pesca, conservazione delle aree costiere e marine e aumento della conoscenza scientifica riguardante queste tematiche, inserendosi esattamente nell’ottica di sviluppo della Blue Growth. 

Come si sviluppa?

Solo nell’Unione Europea, la strategia della Blue Economy ha permesso nel 2019 l’assunzione diretta di quasi 4.45 milioni di persone e ha generato circa 667.2 miliardi di euro di guadagni, rappresentando uno strumento fondamentale per il benessere economico e sociale. 

La strategia Blue Growth è articolata in tre componenti: 

  1. Misure specifiche di politica marittima integrata, in relazione alle conoscenze oceanografiche, per  migliorare l’accesso alle informazioni sui mari e la pianificazione dello spazio marittimo, garantire una gestione efficace e sostenibile delle attività in mare e la sorveglianza marittima integrata e per permettere alle autorità di avere un quadro più chiaro di ciò che accade in mare;
  2. Strategie relative ai bacini marittimi, per promuovere la crescita sostenibile, sulla base  di fattori climatici, oceanografici, economici, culturali e sociali;
  3. Approccio mirato alle attività legate al mare, come acquacoltura, turismo costiero, biotecnologie marine, energia degli oceani ed estrazione mineraria nei fondali marini.  

Foto di Sebastian Pena Lambarri via Unsplash

Blue Growth nel Mar Mediterraneo 

Un esempio di applicazione della strategia Blue Growth, è il progetto MISTRAL (Mediterranean Innovation STRAtegy for transnational activity of clusters and  networks of the Blue Growth), organizzato dall’Unione Europea e pubblicato nel 2018. Si tratta di un progetto di sostenibilità marittima del Mar Mediterraneo, il cui scopo è quello di promuovere e migliorare ecosistemi marittimi transnazionali con la collaborazione di RTOs (Research and Technology Organisations), Istituzioni pubbliche e Cluster dell’area del Mediterraneo, che includono Italia, Spagna, Croazia, Francia, Malta, Cipro, Slovenia e Grecia. 

Gli obiettivi del progetto sono principalmente quattro: 

  1. Limitare la frammentazione delle azioni e regolamentazioni regionali nel settore  marittimo  
  2. Rafforzare la cooperazione transnazionale creando personale criticamente informato  per ottenere risultati corretti nelle azioni di ricerca e sviluppo 
  3. Supportare la creazione di un ambiente favorevole per applicare la visione e la  governance della Blue Growth  
  4. Costruire un’economia marittima competitiva, sostenibile e innovativa, supportata da  valori extra territoriali, fornendo opportunità lavorative di alta qualità.  
Aree Marine Protette_Worldrise

Foto di Rachel Claire via Pexels

Le aree di azione in cui questo progetto prende forma riguardano:  

  • Energia rinnovabile, legata alle importanti risorse naturali di cui disponiamo nell’ambito degli ecosistemi marini per la produzione di energia, come il vento, la potenza delle onde, le differenze della temperatura e il livello di salinità del mare;  
  • Pesca, considerando progetti di valorizzazione dei rifiuti derivanti dall’attività di pesca e strategie per elaborare un sistema di distribuzione con minor impatto inquinante, e acquacoltura, promuovendo la riproduzione degli organismi acquatici come molluschi e crostacei in aree protette e controllate dall’uomo nel mare;    
  • Sorveglianza marittima, per una migliore conoscenza delle condizioni del vasto ecosistema marino tramite la collaborazione di autorità nazionali, rendendo lo scambio di informazioni più efficace e meno costoso;
  • Biotecnologie, per uno studio approfondito degli abitanti del mare e di come questi abbiano modificato la loro conformazione biologica in risposta al continuo cambiamento climatico;
  • Turismo costiero e marittimo, responsabile solo in Europa dell’assunzione di 2.35 milioni di persone, essendo il Mediterraneo la destinazione preferita dal 63% della popolazione europea. Assicurare habitat marini sani e acque più pulite è fondamentale per promuovere una crescita sostenibile dell’ecosistema marino anche in termini economici.   
Considerazioni Finali 

La strategia Blue Growth, nel suo insieme, propone una relazione tra ecosistema marino e attività umane più sostenibile e vantaggiosa per entrambe le parti, seguendo linee guida comuni che da un lato assicurino l’esistenza e la crescita sostenibile degli oceani e dall’altro regolino le attività economiche umane nel rispetto di questo fragile ecosistema. I vantaggi e le possibilità a lungo termine derivanti da questa comunione di intenti sono innumerevoli. 

Assicurare un futuro più sostenibile ai nostri oceani è fondamentale per garantirne uno altrettanto positivo per le nuove generazioni: come afferma il Rapporto Brundtland del 1987 con la pubblicazione intitolata “Our Common Future”,lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che incontri le necessità del presente senza compromettere le capacità delle generazioni future di incontrare le proprie”.

Blue Planet via physicsworld.com

Blue Planet via physicsworld.com

Bibliografia:
Autrice: Marta Massarini

Marta frequenta la facoltà universitaria di Scienze della Mediazione Linguistica e Culturale, da sempre interessata a tematiche di sostenibilità ambientale, è una grande appassionata degli sport nautici. Se fosse un animale marino, sarebbe sicuramente una Megattera, grande viaggiatrice e comunicatrice, nota per le sue evoluzioni aeree tra le onde del mare.

Leave a Reply