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Blue Careers: 5 professioni legate al mare che forse non conoscevi Skip to main content

Il campo delle scienze marine è vastissimo ed esistono diversi tipi di carriera legati al mare. Sicurə di conoscerli già tutti?

L’oceano occupa oltre il 70% della superficie terrestre, ovvero 360700000 km², con un volume d’acqua totale stimato di 1,34 miliardi di km3. Conoscere le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche di una distesa d’acqua tanto ampia non è semplice e richiede un livello di specializzazione sempre più elevato.

Tanto è vasto l’oceano, infatti, tante sono le professioni legate al suo studio. Nel campo delle scienze marine non lavorano soltanto persone specializzate nella “classica” biologia marina, ma esistono numerosissime figure professionali esperte nelle discipline più disparate, che spesso lavorano in sinergia tra loro. 

Per favorire una conoscenza sempre più dettagliata del Pianeta Blu e raggiungere un livello elevato di conservazione dell’incredibile patrimonio marino, nel corso degli anni e anche grazie agli avanzamenti compiuti in ambito scientifico e tecnologico, sono nate moltissime professioni legate al mare: scopriamo insieme 5 blue careers di cui forse non hai mai sentito parlare.  

***Nel raccontare le figure professionali di seguito riportate si è scelto di alternare il maschile al femminile, per sottolineare l’importanza di abbattere gli stereotipi di genere anche in ambito tecnico-scientifico***

1. Meteorologo Marino: 

La meteorologia marina è una branca della meteorologia che si occupa dei sistemi meteorologici e climatici globali associati agli ambienti marini e alle interazioni tra l’oceano e l’atmosfera. Questa disciplina è particolarmente orientata verso la produzione e la comprensione di informazioni meteorologiche a supporto di attività marine come impianti eolici e di marea offshore, navigazione e pesca. Gli esperti in meteorologia marina raccolgono dati da stazioni meteorologiche, satelliti e imbarcazioni, per interpretare i fenomeni meteorologici marini del passato e prevedere quelli futuri, come tempeste e onde, fornendo informazioni vitali per la navigazione e la sicurezza marittima. 

I meteorologi marini hanno solitamente una specializzazione in fisica, matematica o meteorologia e possono trovare impiego presso istituti di ricerca, università, servizi meteorologici nazionali, aziende che operano in ambito marittimo, ambientale o energetico. 

Foto via Canva

2. Geologa Marina: 

La specialista in geologia marina si occupa dello studio dell’ambiente marino, avvalendosi sia di conoscenze fornite dall’osservazione diretta, che di nozioni derivanti dall’interazione con altre discipline, come per esempio l’oceanografia fisica, la chimica delle acque e dei sedimenti, la sedimentologia, la geofisica e la biologia marina. 

Una geologa marina studia la struttura dei fondali e i loro sedimenti, svolgendo attività di cartografia geologica e geofisica e di monitoraggio, a terra e in mare, per fornire dati fondamentali per la redazione della cartografia nautica, lo studio dell’evoluzione degli oceani nel corso del tempo, l’individuazione di siti archeologici sommersi, lo sfruttamento delle risorse, il ripascimento delle coste in via d’erosione e in generale la protezione del patrimonio marino.

Le geologhe marine possono avere un background in geologia, ma anche in oceanografia, scienze ambientali o geofisica. Gli sbocchi occupazionali per questa professione sono solitamente nell’ambito della ricerca, in un contesto universitario oppure per enti pubblici o privati. 

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3. Tecnico di Sistemi Subacquei AUV e ROV: 

Questa figura professionale, nata in seguito ai grandi avanzamenti tecnologici avvenuti nel campo delle esplorazioni marine, si occupa della gestione di veicoli subacquei autonomi (AUV) e veicoli operati remotamente (ROV) per esplorare le profondità dell’oceano. Tramite le spedizioni operate con questi sistemi è possibile raccogliere immagini subacquee e dati scientifici importantissimi, senza doversi immergere direttamente ed esplorando aree e profondità difficilmente raggiungibili.

Per poter essere abilitati ad operare in ambito subacqueo con i ROV occorre acquisire specifiche competenze tecniche, sia teoriche sia pratiche, che possono essere ottenute tramite corsi di formazione dedicati e che seguono le linee guida IMCA (International Marine Contractors Association). Per accedere a tali corsi non sono richiesti particolari requisiti accademici, ma spesso i piloti ROV sono ingegneri o tecnici che ambiscono ad ampliare le strategie di analisi ed esplorazione dei fondali a loro disposizione.

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4. Archeologa Marina: 

L’archeologia marina è dedicata allo studio delle culture umane passate, con l’accento su come esse abbiano interagito con gli oceani, i laghi e i sistemi fluviali del mondo. Questa disciplina interpreta i resti materiali di culture antiche, tra cui navi e piccole imbarcazioni, ritrovate nei fondali oceanici. 

La professione dell’archeologo marino si divide fra il coinvolgimento attivo sul campo, per il recupero di naufragi o la conservazione di siti storici subacquei, e il lavoro di ricerca per l’interpretazione della storia umana attraverso i reperti marini. 

Per diventare un’archeologa marina è utile essere esperte subacquee e nella maggior parte dei casi è fondamentale avere una formazione accademica in archeologia. Altre skills importanti riguardano le competenze in ambito informatico e la capacità di utilizzare i software GIS (Geographic Information Systems), utili per la mappatura dei dati. Le archeologhe marine sono impiegate da università, agenzie pubbliche e private di consulenza archeologica, società storiche, musei e programmi di restauro. 

Foto via Canva

5. Analista di Politiche Marine: 

In questa professione ci si occupa di condurre ricerche e offrire consulenza politica e strategica a governi e aziende private su temi relativi alla gestione degli oceani e più in generale alla tutela ambientale, con un occhio di riguardo per pesca, specie protette e habitat marini. L’obiettivo dell’analista delle politiche marine è contribuire a sviluppare strategie per la gestione sostenibile delle risorse marine sulla base dell’analisi di dati scientifici e geopolitici. 

Intraprendendo questa professione ci si trova spesso a far parte di team interdisciplinari, collaborando con avvocati, ricercatori, scienziati e politici. Per arrivare a ricoprire questo ruolo non esiste un’unica strada: è infatti possibile avere un background in biologia, così come in legge, scienze ambientali o gestione delle risorse ittiche e naturali.

Foto via Canva

Le professioni blu sono tantissime e in continuo aumento: oltre a fornire nuovi sbocchi occupazionali ai futuri custodi del patrimonio marino, ciò dimostra anche la crescente importanza che stanno acquisendo le tematiche legate all’oceano e alla gestione corretta ed efficace delle sue incredibili risorse. 

Autrice: Bianca Bargagliotti

Bianca è Scientific Communication Manager e coordinatrice di SeaMag per Worldrise. Specializzata in Ecologia dei Cambiamenti Globali e Sostenibilità, se fosse un animale marino sarebbe una tartaruga che, così come la sua formazione, unisce mare e terra. 

Join the discussion One Comment

  • Giulia ha detto:

    Molto interessante! I mari e gli oceani sono un settore chiave, risorse da utilizzare in modo sostenibile, in futuro avremo ancora più bisogno di figure come quelle descritte nell’articolo !
    Grazie 🌊🌊

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