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Per San Valentino, tuffiamoci nel blu alla scoperta delle tecniche di corteggiamento degli animali marini!

Il bisogno di riprodursi accomuna tutte le specie viventi e, tra gli animali marini, possiamo osservare incredibili tecniche di conquista e corteggiamento, a volte veri e propri rituali. Quasi sempre è il maschio che cerca di attirare in ogni modo l’attenzione della femmina, con livree colorate, comportamenti appariscenti e addirittura regali per “fare colpo”. Le femmine di molte specie, d’altro canto, sono spesso molto esigenti e cedono solo dopo svariati approcci. I rituali degli amori in fondo al mare, unici per ogni specie, cambiano in base all’ambiente in cui avvengono, alla storia evolutiva, alle difficoltà e alle opportunità specifiche.

Coppia di cavallucci marini – Foto via Unsplash

Ecco alcune tra le più curiose tecniche di corteggiamento attuate nel profondo blu!

Prestanti e con una bella casa

Le femmine dei granchi violinisti della California (Uca crenulata) sembrano avere i gusti più difficili del regno animale. Per scegliere un maschio con cui accoppiarsi non si accontentano di trovare un esemplare sano e di buona costituzione, ma analizzano anche la tana dello stesso, che non deve essere né troppo piccola né troppo grande. Infatti, le dimensioni della tana sembrano essere correlate al periodo di incubazione e alla mortalità delle larve, che viene minimizzata solo se il rifugio è di media grandezza.

Le femmine passano in rassegna, mediamente, più di 20 maschi per trovare il partner giusto. I maschi pronti all’accoppiamento escono fuori dalla tana e agitano l’enorme chela per segnalare la loro presenza. Nei maschi di questa specie, infatti, le chele hanno dimensioni asimmetriche, con una delle due notevolmente più sviluppata dell’altra: questo carattere  aumenta il loro sex appeal, ma porta anche degli svantaggi, perché tale chela non può essere utilizzata per alimentarsi. Se la femmina è interessata al fisico del partner, entra nella tana e, se l’appartamento è di suo gradimento, accetta di accoppiarsi.

Granchio violinista con una delle due chele più sviluppata dell’altra – Foto via Canva

Ti canto una canzone

Mentre si trovano nei luoghi di riproduzione invernale, i maschi delle megattere (Megaptera novaeangliae) producono lunghe sequenze di vocalizzazioni, gemiti e cinguettii, organizzati in canti corali asincroni: molti individui, sia sessualmente maturi  che non, si coordinano per riuscire ad attirare più femmine possibile con le loro doti canore. La partecipazione di molti cantanti produce un segnale più potente: in questo modo i maschi sessualmente maturi possono trarre vantaggio dalla presenza di più femmine, mentre gli immaturi godono dell’opportunità di apprendere e praticare abilità acustiche e comportamenti sociali che potranno applicare utilmente negli anni successivi. 

I suoni prodotti da questi misticeti sono di frequenza medio-bassa, solitamente da 30 Hz a 8 kHz, poiché in questo modo le onde acustiche possono propagarsi per distanze più lunghe. Una canzone della megattera può essere suddivisa in diversi “temi”; a sua volta, ogni tema contiene la ripetizione di una frase, che dura in genere 20-40 secondi. Interi brani possono durare anche più di 60 minuti. Inoltre, le vocalizzazioni vengono trasmesse di generazione in generazione nella comunità e cambiano negli anni, modificandosi via via nel tempo. 

Megattere – Foto via Canva

La complessità del canto è un indicatore della capacità mnemonica del corteggiatore e della sua salute: sentendo le melodie, le femmine captano quindi informazioni sulla forma fisica e mentale del pretendente. Se in una prima fase del corteggiamento il canto è usato dunque per allearsi con altri maschi, successivamente è impiegato per competere con gli altri potenziali partner, tra i quali si mette in scena una sorta di gara canora.

Sassolini e pesci di fidanzamento

L’analogo del diamante per le femmine di pinguino papua (Pygoscelis papua)? Un bel sassolino! I ciottoli servono per la realizzazione del nido e devono quindi avere una forma idonea per essere impilati e incastrati fra loro. Il maschio, durante il corteggiamento, porge alla compagna una pietra precedentemente cercata o rubata dal nido di qualcun altro, e questa lo accetta solo se disposta ad accoppiarsi.

I fraticelli (Sternula albifrons), invece, puntano sul cibo, donando pesci alla partner prescelta. La femmina non accetta subito, ma fa la preziosa finché la preda non è di dimensioni consistenti.

Coppia di pinguini Papua – Foto via Canva

Artisti con la sabbia

Le femmine del pesce palla giapponese (Torquigener albomaculosus) accettano solo partner dotati di un certo senso artistico: i maschi, infatti, per invitare la potenziale compagna a deporre le uova, devono costruire un nido con la sabbia. Il pesce impiega circa 7-10 giorni per modellare la forma architettonica perfetta, lavorando 24 ore su 24: il risultato è rappresentato da una serie di cerchi concentrici che si estendono sino a 2 metri di diametro, con percorsi e avvallamenti che si irradiano dal centro. Il mandala di sabbia è abbellito con pezzi di corallo e gusci di conchiglie. 

Quando una femmina arriva nelle vicinanze, il maschio solleva la sabbia fine del cerchio più interno, pronto ad affrontare l’ispezione; se il giudizio è positivo, lei depone le uova al centro del nido e se ne va. Lui resta a vegliarle per sei giorni fino alla schiusa.

Pesce palla giapponese con la sua opera nella sabbia – Foto via Live Science

Il valzer d’amore dei cavallucci marini

Anche i cavallucci marini riservano delle sorprese: prima dell’accoppiamento questi pesci si corteggiano per giorni e, ogni mattina, al risveglio si salutano con una danza rituale di circa sei minuti, che serve a rafforzare il legame con il compagno. A differenza di quanto avviene nella maggior parte dei pesci, infatti, il maschio e la femmina rimangono fedeli l’uno all’altra per tutta la vita, allontanandosi raramente. La parata nuziale vera e propria, che precede l’accoppiamento, è più elaborata rispetto alla danza mattutina: man mano che la femmina si avvicina al maschio, questo gonfia il suo marsupio, assume un colore più vivace e comincia a muoversi avanti e indietro di fronte a lei. I due si mettono a girare lentamente l’una intorno all’altro per circa mezz’ora, intrecciando le code. La parata nuziale è soltanto la prima fase del processo riproduttivo, che nel complesso può durare anche otto ore: alla fine i due amanti risalgono lentamente verso la superficie, ancora “abbracciati”, e la femmina depone delicatamente le uova nel marsupio del maschio.

Cavallucci marini – Foto via Unsplash

C’è chi fa da sé

Nel mare c’è anche chi è fermamente single: rotiferi e crostacei cladoceri, infatti, si riproducono per partenogenesi, ovvero senza l’intervento del gamete maschile. La riproduzione sessuale avviene solo sporadicamente, quando le condizioni ambientali si fanno critiche: solo in queste circostanze alcune uova maturano in individui maschi, che si accoppiano generando zigoti che si incistano. In questo modo si ha rimescolamento del pool genico e maggiori possibilità di sopravvivenza. In condizioni normali, però, le femmine preferiscono fare da sole.

Cladocero Daphnia pulex – immagine via Canva

Conquistare l’amore della propria vita è impegnativo sia per gli uomini che per gli animali: le tecniche di corteggiamento sono tantissime e, se si è a corto di idee, si può sempre prendere spunto dagli abitanti del profondo blu!

Bibliografia 
Autrice: Sara Parigi

Sara è volontaria Worldrise e autrice per SeaMag dal 2021. Dopo essersi laureata in Scienze Biologiche presso l’Università di Firenze, ha deciso di continuare gli studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale in Biologia Marina all’Università di Pisa. Appassionata di cetacei fin da quando era bambina, se fosse un animale marino sarebbe una balenottera, un po’ schiva e introversa, ma anche pacata e razionale.

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