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È uno dei paesaggi sottomarini più attraenti del Mar Mediterraneo, hotspot di biodiversità e meta di molti subacquei: scopriamo insieme i segreti del coralligeno.

È uno dei paesaggi sottomarini più attraenti del Mar Mediterraneo, hotspot di biodiversità e meta di molti subacquei, ma è anche minacciato da diversi impatti antropici, tra cui il turismo: Worldrise vi accompagna alla scoperta del coralligeno e delle sue caratteristiche, attraverso 10 curiosità. 

Foto di Clarissa Scarpa

1. ALGHE COSTRUTTRICI

Il coralligeno è un habitat composto prevalentemente da alghe calcaree incrostanti (della famiglia delle Corallinaceae e delle Peyssonneliaceae) che crescono a basse intensità luminose. Di conseguenza, gli organismi che vivono associati al coralligeno sono specie sciafile, che non amano gli ambienti molto illuminati, come gorgonie, briozoi e corallo rosso.

2. UN MITO SFATATO

Il termine “coralligeno” risale all’800, significa letteralmente “generatore di coralli” ed era usato per indicare formazioni di alghe calcaree nelle cui cavità era ospitato il corallo rosso (Corallium rubrum) e considerate, appunto, generatrici di questo antozoo. Oggi, però, il significato attribuito al termine è cambiato e si riferisce al substrato duro che si crea dall’accumulo di talli algali e, in minor misura, di scheletri di animali.

 3. È UNA BIOCOSTRUZIONE MARINA

Questo habitat, così importante nell’ecosistema marino, è una struttura derivante dalla deposizione di materiale biogenico, di origine animale o vegetale, che permane dopo la morte degli organismi e si accumula, dando vita ad una vera e propria costruzione sottomarina. Questo processo di formazione rende il coralligeno un ambiente strutturalmente complesso.

Foto di Veronica Reverse via Unsplash

4. PUÓ ASSUMERE DIVERSE FORME

Il coralligeno può assumere diversi aspetti e la classificazione più comune distingue due morfologie principali: cornici e banchi.

Le cornici (o coralligeno di parete) si sviluppano su pareti verticali o all’esterno di grotte, mentre i banchi (o coralligeno di piattaforma) sono strutture piatte che si formano su fondali orizzontali, spesso accrescendosi attorno a noduli rocciosi e raggiungendo spessori anche fino a 3-4 metri.

5. DOVE TROVARLO?

Il coralligeno si sviluppa tra i 20 m e i 120 m di profondità nel Mar Mediterraneo. I banchi raggiungono solitamente profondità maggiori rispetto alle cornici. 

6. LA DIVERSITÁ STA NELLE PICCOLE COSE 

Data la sua complessità strutturale, le condizioni di luce, idrodinamismo e sedimentazione all’interno di una concrezione di coralligeno possono variare notevolmente, creando diversi microhabitat. Questa eterogeneità ambientale permette la coesistenza di organismi con diverse necessità. Per esempio, nella stessa formazione, le specie sciafile e filtratrici occupano le cavità più grosse, dove le condizioni di luce e sedimentazione sono tali da permetterne la sopravvivenza, mentre i piccoli anfratti e spazi tra crepe sono colonizzati dall’endofauna vagile, composta da crostacei e policheti in grado di spostarsi liberamente sul fondale.

Foto di Clarissa Scarpa

7. È UN HOTSPOT DI BIODIVERSITÁ

Il coralligeno ospita numerosi organismi animali e vegetali. Oltre alle diverse specie algali, in questo habitat si trovano spugne, antozoi, come gorgonie e corallo rosso, e briozoi, tra cui il falso corallo (Miryapora truncata), oltre a diversi molluschi e policheti. Per di più, il coralligeno offre cibo e rifugio a diverse specie ittiche, come la donzella (Coris julis), la castagnola (Chromis chromis) e il sarago fasciato (Diplodus vulgaris).

8. UN DELICATO EQUILIBRIO

Il coralligeno è mantenuto dall’equilibrio tra biocostruzione e bioerosione, rispettivamente deposizione di materiale e distruzione di substrato per opera di organismi. Tale equilibrio può essere facilmente alterato da cambiamenti ambientali indotti dalla natura o dall’uomo. Per questo motivo, la stabilità ambientale è un fattore chiave affinchè questo habitat possa svilupparsi e mantenersi nel tempo.

Foto tratta da portofinoamp.it

9. È MINACCIATO DA ATTIVITÁ ANTROPICHE

Il coralligeno è minacciato da diversi impatti antropici tra cui pesca, ancoraggio, ghost fishing (impatto di attrezzi da pesca abbandonati) e subacquea ricreativa, che possono causare danni meccanici alle biocostruzioni e sospensione di sedimento, riducendone la complessità strutturale e la biodiversità.

Altre minacce sono rappresentate dall’inquinamento e dal cambiamento climatico: il primo è principalmente legato alla concentrazione in acqua di nutrienti che, se presenti in quantità eccessive, possono causare la crescita di “tappeti” di macroalghe sopra alle specie algali costruttrici, inibendone la crescita. In relazione alla seconda minaccia, invece, e al conseguente aumento di fenomeni di marine heatwaves (ondate di calore), recentemente è stato dimostrato che la perdita di poche specie fondamentali in seguito all’incremento degli stress ambientali possa compromettere il funzionamento di questo prezioso ecosistema.

10. COME È TUTELATO?

Data la sua importante biodiversità e le specie fragili che ospita, il coralligeno rientra nelle misure di protezione dell’ Habitat Directive 92/43/CEE, come componente dell’habitat scogliere ed è monitorato attraverso la European Marine Strategy Framework Directive (MSFD,2008/56/EC), una direttiva basata su 11 descrittori (come biodiversità, stock ittici, eutrofizzazione, …) volta al raggiungimento del buono stato ambientale delle acque marine europee entro il 2020. Con il termine della scadenza, la MSFD e i risultati ottenuti dalla sua applicazione verranno nuovamente esaminati entro il 2023.

Foto tratta da Wikipedia

BIBLIOGRAFIA:
  • Ballesteros, Enric. 2006. “Mediterranean Coralligenous Assemblages: A Synthesis of Present Knowledge.” Oceanography and Marine Biology 44: 123–95.
  • Piazzi, Luigi, Paola Gennaro, and David Balata. 2012. “Threats to Macroalgal Coralligenous Assemblages in the Mediterranean Sea.” Marine Pollution Bulletin 64(12): 2623–29.
  • Daniel Gómez‐Gras,  Cristina Linares,  Maria Dornelas,  Joshua S. Madin,  Viviana Brambilla,  Jean‐Baptiste Ledoux,  Paula López‐Sendino,  Nathaniel Bensoussan,  Joaquim Garrabou. 2021. “Climate change transforms the functional identity of Mediterranean coralligenous assemblages.” Ecology Letters 24: 1038–1051.
  • https://ec.europa.eu/
Autore: Clarissa Scarpa

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