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Sono spesso definiti “le farfalle del mare” per le loro particolari e variegate colorazioni: tuffiamoci alla scoperta dei nudibranchi, piccoli molluschi che popolano il mare.

Tra le creature più colorate del Pianeta Oceano e, per questo motivo, soggetti gettonati dai fotografi subacquei, i nudibranchi sono piccoli molluschi gasteropodi che abitano i fondali marini: oggi ci tuffiamo con Worldrise alla scoperta di 10 curiosità su questi organismi tanto particolari, quanto meravigliosi!

Foto via Canva

  1. Etimologia: cosa significa il loro nome?

L’etimologia del termine Nudibranchia deriva dall’unione delle parole latine nudus e branchiaearum, oppure dal greco branchion, e significa “con le branchie nude”. Questi organismi, infatti, in zoologia sono classificati come molluschi gasteropodi opistobranchi, caratterizzati da branchie non protette da conchiglie o altre strutture.

  1. Numeri e colori strabilianti

Nonostante le modeste dimensioni, questi organismi attirano l’attenzione dei subacquei di tutto il pianeta grazie ai loro sgargianti e variopinti colori…è per questo che vengono spesso soprannominati “farfalle di mare”!  

Esistono tantissime specie di nudibranchi, 200-300 solo nel Mar Mediterraneo, e probabilmente sono numerose quelle non ancora identificate e prive di classificazione. Nel mondo se ne contano oggi più di 3000 specie.

  1. Anatomia

L’ordine dei nudibranchi è caratterizzato da un corpo morbido e non protetto da una conchiglia, che è presente solo durante la fase larvale dell’organismo. Abbiamo anticipato che le dimensioni di questi esserini sono assai modeste: vanno da 0.5 ad un massimo di 6 cm, per le specie più grandi. Nella maggioranza dei casi, essi sono dotati di due strutture simili ad antenne, poste sulla porzione antero-dorsale del corpo, chiamate rinofori. Esse si rivelano fondamentali per la vita dell’organismo, in quanto permettono di carpire informazioni e conoscere l’ambiente circostante, sia attraverso il contatto diretto con esso (funzione tattile) sia captando molecole sospese in acqua (funzione chemiorecettiva).

Inoltre, peculiare è la presenza di numerose e colorate pigmentazioni sul dorso dell’animale, utili per molteplici scopi, come la respirazione, la digestione, la mimetizzazione e la difesa. 

Foto via Canva

  1. Animali fantastici e dove trovarli

Questi piccolissimi esseri marini vivono in tutti gli oceani del mondo, persino nell’Artico e nell’Antartico. Ci sono ottime probabilità di avvistarli nelle acque salate, buone nelle salmastre, mentre è quasi impossibile scovarli in acque dolci.

La più grande varietà di nudibranchi si manifesta in acque calde e tropicali, su scogliere poco profonde. Moltissimi sono bentonici e strisciano sul fondo del mare o lungo la barriera corallina. Tuttavia, durante i loro stadi larvali, la maggior parte delle specie è planctonica e nuota nella colonna d’acqua. 

  1. Come e di cosa si alimentano?

I nudibranchi sono predatori carnivori altamente specializzati: la loro alimentazione, infatti, può variare da specie a specie e a seconda dell’ambiente in cui vivono. Questi organismi si nutrono principalmente di parti dei tessuti di spugne di mare, idroidi, briozoi, tunicati, coralli, gorgonie o meduse, arrivando anche a cibarsi di pesci o addirittura di altri interi esemplari di nudibranchi.

Per identificare le proprie prede, sfruttano l’elevata sensibilità dei rinofori presenti sul capo. Inoltre, i nudibranchi derivano la loro colorazione dal cibo che mangiano e alcuni sono in grado di conservare i veleni dal sapore sgradevole delle loro prede per poi secernerli come difesa contro i predatori.

  1. Ermafroditismo

Questi piccoli e coloratissimi molluschi sono ermafroditi, presentano cioè organi riproduttivi sia maschili sia femminili. Nonostante ciò, hanno comunque bisogno di un altro esemplare per potersi riprodurre, e lo fanno avvicinandosi al lato destro del partner, perché è lì che sono situati gli organi sessuali. Una volta fecondate, le uova vengono rilasciate e depositate sul fondale e da questo momento in poi non saranno dedicate loro cure parentali.

Foto via Canva

  1. Strategie di sopravvivenza 

L’evoluzione dei nudibranchi ha portato alla progressiva riduzione, e conseguente scomparsa, della conchiglia, unica originaria protezione del loro corpo. È nata così la necessità, importantissima ai fini della sopravvivenza, di utilizzare tecniche di difesa alternative dai predatori. 

Le strategie adottate sono molteplici, per esempio l’uso di schemi di colorazione che li identifichino agli occhi dei predatori come velenosi o non commestibili, la mimetizzazione, la secrezione di sostanze tossiche o acide, l’utilizzo di spicole calcaree o silicee provenienti dalle spugne di cui si cibano, utili per rendersi particolarmente indigesti.

  1. Come si muovono?

I nudibranchi utilizzano principalmente due muscoli per muoversi: il piede e la pianta. Il primo è costituito da una spessa banda che circonda tutto il corpo e si trova in contatto con il substrato per la maggior parte del tempo; il secondo è, invece, una fascia interna al piede, che si trova in contatto con il suolo esclusivamente quando vengono effettuati particolari movimenti.

Fluttuando in acqua, inoltre, questi esseri viventi marini creano delle coreografie spettacolari, come nel caso della Ballerina Spagnola (Hexabranchus sanguineus).

Foto via Canva

  1. Minacce e salvaguardia 

La bellezza dei nudibranchi rischia quotidianamente di essere danneggiata dall’attività umana. Il principale colpevole è l’inquinamento, che causa l’inevitabile perdita del loro habitat, sempre più fragile! 

La preziosità dei nudibranchi, paradossalmente, può costituire un’ulteriore minaccia per la loro sopravvivenza, perché spesso vengono catturati e sfruttati per il commercio legato al mondo dell’acquaristica.

  1. Esemplari fantastici

Alcune specie singolari:

La Ballerina Spagnola (Hexabranchus sanguineus), deve il suo nome alla tipica colorazione rossa e al suo sinuoso e caratteristico movimento, che ricordano gli abiti delle ballerine di flamenco. Abita il Mar Rosso e le acque tropicali.

Hexabranchus sanguineus – foto via Canva

Un altro esemplare particolare è senza alcun dubbio il Glaucus atlanticus o Drago Blu: dalla forma e dai colori spettacolari, che ricordano un animale fantastico!

Glaucus atlanticus – foto via Canva

Un simpatico esemplare è poi la Vacchetta di mare, Peltodoris atromaculata, un mollusco nudibranco dalla colorazione bianca, con macchie tondeggianti e marroni.

Peltodoris atromaculata – foto via Canva

Bibliografia:

Autrice: Laura Pasqui
Laura è geografa, Dottoressa in Gestione e valorizzazione del territorio e in Lettere moderne. Nutre da sempre una grande passione per la natura e il mare. Crede fortemente nell’importanza della divulgazione scientifica e per questo scrive per SeaMag di Worldrise, con l’intento di sensibilizzare le persone alla tutela del patrimonio ambientale. Se fosse un animale marino sarebbe una bellissima stella marina, per la sua capacità di rigenerarsi anche a partire da una piccola parte del corpo!

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  • Simone ha detto:

    Grazie a Laura Pasqui, capace di trasmettere tutto il suo entusiasmo ed amore per il mondo marino. Attraverso i suoi articoli, sempre così chiari e al contempo esaustivi, permette di apprendere e apprezzare le bellezze che il mare contiene. Complimenti anche per la scelta delle bellissime foto che rendono bene l’idea di quel che si sta parlando. Tramite questi articoli sto imparando tante cose nuove che non sapevo. Grazie ancora a Laura e Worldrise per questa importante quanto interessante opera di divulgazione scientifica marina.

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